Il Progetto ROSSO MALPELO contro lo sfruttamento del lavoro minorile nelle miniere della Bolivia approda a Realmonte (AG)

 
La recensione di Natalia Di Bartolo
 
Rosso Malpelo, emblema e metafora del lavoro minorile fin da quando esso era ancora praticato anche in Sicilia,  straordinario protagonista di una Novella del grande Giovanni Verga (Catania, 2 settembre 1840 – 27 gennaio, 1922) alla quale dà anche il titolo, rivive oggi sullo schermo nel film di Pasquale Scimeca, intitolato appunto al ragazzo dai capelli rossi, “malpelo” perché quel colore di capelli è stato sempre popolare sinonimo di carattere brusco e ribelle, quasi irriducibile.

Invece tutta l’umanità di questo personaggio rivive nel film; questo, sia pure ambientato in una Sicilia dal dialetto appositamente variegato e composito, quale valenza simbolica di appartenenza collettiva di tutto il popolo siciliano e, con esso, di tutti i popoli, alla crudele realtà del lavoro minorile (in Sicilia praticato fino agli anni ‘50 del secolo scorso), vuole essere anche un documento di denuncia dello sfruttamento dei bambini che ancora oggi si attua nel mondo, sottoponendoli al durissimo lavoro nelle miniere.

La serata a Realmonte (AG), il 26 luglio al Teatro Costabianca-Scala dei Turchi, è stata caratterizzata da un evento teatrale, che ha visto la presenza sul palcoscenico anche del protagonista Antonio Ciurca, un Rosso Malpelo credibile ed autenticamente “rosso”, insieme allo straordinario, piccolo Omar Noto, Ranocchio nel film; a cui è seguita la consegna di targhe agli sponsor realmontesi ed alcuni significativi interventi del musicista popolare Vincenzo Albanese.

All’evento puramente teatrale è seguita, su uno schermo appositamente montato sul palco, la proiezione del film, che ha vinto quest’anno l’ambito "Premio Amnesty International" al Giffoni Film Festival.

La manifestazione a Realmonte ha fatto parte del "Progetto Rosso Malpelo", una vera e propria campagna di raccolta fondi e di sensibilizzazione che il regista e gli attori del film, in prima persona e con la loro personale presenza, stanno mettendo in atto e che, in una splendida serata estiva ha coinvolto anche la cittadina dell’agrigentino, particolarmente sensibile al problema, poiché sede di miniere di salgemma, dove fino a pochi anni fa i minatori lavoravano con mezzi rudimentali e rischiavano costantemente la vita. Oggi la situazione dell’estrazione mineraria è certamente migliorata in paesi industrializzati come il nostro, ma il “Progetto Rosso Malpelo” mira proprio a ricordare ed a far ricordare, nonché a spingere a mobilitarsi per migliorare le condizioni di tutti i bambini che, come Rosso Malpelo, ancora oggi vivono, lavorano e muoiono nelle miniere; in quelle della Bolivia, in particolare.

La lodevole iniziativa, che ha come testimonial d’eccezione il regista Bernardo Bertolucci, si snoda lungo un ben preciso itinerario progettuale, mirando a garantire ai bambini boliviani la scuola ed un pasto completo al giorno, a dare sostegno all’imprenditoria femminile ed a tutelare e migliorare la Salute Pubblica.

Il progetto, che avrà la durata di tre anni e che mirerà a raccogliere la somma di cinquecentomila euro, è in itinere ed il pubblico cinematografico e teatrale (così com’è avvenuto all’anfiteatro Costabianca- Scala dei Turchi), sarà certamente vicino all’iniziativa, che, a Realmonte, in particolare, ha avuto il sostegno della Federazione Italiana Medici Pediatri, del Lions Club “Siculiana, Eraclea, Capo Rossello”, dell’ Associazione Donatori Sangue, della Confraternita Misericordia e dell’Associazione Carabinieri di Realmonte.

Un vivo apprezzamento è stato espresso dalle Autorità convenute e dal pubblico alla qualità del film ed all’iniziativa di solidarietà a cui esso è strettamente legato.

In Sicilia Rosso Malpelo è nato e, sempre in Sicilia ha ricevuto da Giovanni Verga il dono dell’immortalità; il film di Scimeca è nato anch’esso in Sicilia e dalla Sicilia è partito con un’iniziativa che non può che essere, insieme all’omaggio al mentore, non solo “prosecuzione” ed arricchimento di quell’immortalità poetica dell’infanzia negata di cui il giovane Malpelo è simbolo, ma soprattutto, al di là di qualsiasi poesia e retorica, un forte richiamo a che questa “negazione” venga definitivamente estirpata, in qualsiasi parte del mondo.

Realmonte (AG), 26 luglio 2007

Voto:  StellaStellaStellaStella
 
 
 
 
 
 
 
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