Mese: ottobre 2007

Nasce EVENTI D’ARTE: Arte, Cultura, Musica, tra Bergamo e Catania

 
E’ stata celebrata contemporaneamente, con grande successo, nella stessa serata di venerdi 26 ottobre u.s., a Bergamo ed a Catania, la nascita ufficiale dell’Associazione Artistico-culturale "Eventi d’Arte", sostenuta da:

Comunità Montana Valle Imagna
Associazione Mondomusica
Comune di S.Omobono Terme (BG).
Comune di Rota d’Imagna (BG)
Parrocchie di S.Omobono e Rota
Biblioteca di S.Omobono Terme
Centro Studi Valle Imagna
CAI Valle Imagna
Sponsors privati.

Le due serate si sono svolte, come prima detto, contemporaneamente ed entrambe con una prolusione sull’Organizzazione ed i suoi scopi ed una parte musicale, un vero e proprio breve concerto, seguito da un rinfresco.

La particolare ed originale contemporaneità delle due serate ha destato interesse e curiosità nel folto pubblico intervenuto sia a Catania, patria del Presidente dell’Organizzazione, il dott. Antonio Sanfilippo e del fratello, il M.° Stefano Sanfilippo, pianista e direttore d’orchestra, vera “colonna portante musicale” dell’intera Associazione; sia a Bergamo, provincia adottiva del Presidente, suscitando negli organizzatori legittime ambizioni di sempre più lusinghieri traguardi.

"Eventi d’Arte" si costituisce come associazione il 7 febbraio 2007 a S.Omobono Terme, è un’associazione libera, apartitica, apolitica e senza scopo di lucro. Essa nasce, quindi, dalla volontà dotata di relativo amore per la Cultura, di un gruppo di privati di organizzare manifestazioni artistiche e culturali in Valle Imagna, nel pressi di Bergamo, e inizia a farlo con la collaborazione di Mondomusica, un’associazione presente in zona da molti anni che si occupa di produzione artistica nel settore musicale ed è promotrice di progetti didattici con centinaia di allievi già nelle proprie aule.

Nei primi nove mesi di vita l’associazione svolge un’incessante attività musicale di concerti che abbracciano un po’ tutti i generi: musica classica, lirica, jazz, rock, leggera.

Sono i concerti più importanti a determinare un inaspettato successo di pubblico e di critica, ma non meno interessante è l’iniziativa che coinvolge alcuni locali pubblici della valle con "Percorsi Musicali". L’iniziativa è un itinerario musicale nel mondo dei giovanissimi che ha visto molti ospiti sportivi e autorità locali intervenire durante i concerti dedicati al popolo della notte: è stato sicuramente un modo per avvicinare i più giovani non solo all’ascolto di tanta buona musica ma soprattutto sentire le esperienze di giovani campioni del mondo dello sport (rugby, calcio, basket, responsabili settori giovanili) caratterizzate da tanta fatica e tenacia per il raggiungimento dei propri successi.

In questa attività sono stati coinvolti artisti già noti ma soprattutto tanti giovani artisti, anche della valle Imagna, che hanno mostrato talento e determinazione, trasmettendo forti emozioni al folto pubblico intervenuto.

Da ascrivere tra i più importanti successi una suggestiva serata in un caffè letterario di Bergamo per la presentazione di un romanzo thriller, con la presenza dell’autore, dove una coppia di attori, con la lettura di alcuni brani del libro accompagnati da un eccezionale colonna sonora pianistica dal vivo, ha saputo ricreare l’atmosfera torbida del noir: l’evento ha avuto molti consensi.

Un grande impegno è stata, inoltre, per la neonata "Eventi d’Arte", l’organizzazione del Masterclass per musicisti, svoltosi a Rota d’Imagna dal 30 luglio al 5 agosto: un gruppo di una ventina di studenti, provenienti da tutte le parti d’Italia ed anche dall’estero, coordinati da alcuni validi insegnanti, hanno partecipato al "Master 1^ Edizione Valle Imagna, corsi di perfezionamento musicale". I musicisti si sono esibiti, alla fine del Corso di altissimo livello tecnico ed artistico, in due concerti musicali sempre a Rota, ottenendo un grande successo.

Da parte di Eventi d’Arte, quindi, si svolge un’attività artistica e culturale: si organizzano eventi per dar vita allo scambio di idee, alla discussione sulle diverse opinioni, avere la libertà di far critica in modo costruttivo, ridimensionare il divario tra gli adulti e il mondo giovanile, tornare a parlare di "valori" artistico-culturali.

"Eventi d’Arte" vuol dire anche far conoscere le località dove si organizzano le manifestazioni, far incontrare la gente: ognuno con la propria storia, i progetti futuri, le occasioni per rivedersi, condividere le proprie esperienze.

Naturalmente tutto questo ha un costo, per fortuna sostenibile e quindi fattibile. Un ruolo importante rivestono gli sponsor ed i sostenitori, che consentono di realizzare, almeno in parte, le proposte che stuzzicano l’attenzione degli organizzatori.

Infatti, dietro alle Manifestazioni dell’Associazione c’è, ovviamente, tutto un lavoro di progettazione e di analisi che va dall’idea alla reperibilità di finanziamenti (contributi e donazioni) per realizzare le manifestazioni.

Un aspetto molto interessante è la capacità di collaborare con altri enti (pubblici e privati) in quanto si ottengono ottimi risultati (sia di pubblico sia di critica) e soprattutto si dimezzano i costi (nella pratica si traduce in un maggior coinvolgimento di soggetti con in comune un solo obiettivo) ed è per questo che l’Associazione invita gli sponsor interessati a farsi avanti ed a sostenere la Cultura della Musica e dell’Arte. Un esempio è la suddetta collaborazione di “Eventi d’Arte” con Mondomusica, con la quale si sono condivise molte iniziative riscuotendo un grande successo.

Un obiettivo da raggiungere è quello che anche altre associazioni possano collaborare con “Eventi d’Arte” favorendo uno scambio di iniziative tra diverse realtà. Un esempio sarebbe l’organizzazione di eventi artistici a Catania, invitando gruppi di Bergamo che possano fare un’escursione sull’Etna o un bagno all’Isola Bella di Taormina, o piuttosto seguire un itinerario gastronomico di prodotti tipici locali e poi essere ospiti alla manifestazione organizzata in quella occasione, e, ovviamente, viceversa…

Le idee e le iniziative non mancano: ad “Eventi d’Arte” un sincero “Ad maiora”!

“Eventi d’Arte”, Associazione Artistico-Culturale
Via Antonio Stoppani 31 – Sant’Omobono Terme (Bg)
– Tel. 035851319 – C.F. 95161550165

Inserita il 29 – 10 – 07
Fonte: Natalia Di Bartolo
 
 
 
Eventidarte

Tour d’Europa per Il “BELLINI”: presentata a Parigi la Stagione Lirica 2008

 
Il Teatro Massimo Vincenzo "Bellini" di Catania fa il suo debutto sulle scene europee.

A Parigi, infatti, nella prestigiosa sede di Casa Sicilia, il sovrintendente Antonio Fiumefreddo ha presentato in anteprima il programma della stagione “lirica e balletti” del 2008.

E quella di Parigi è solo la prima tappa di un tour europeo che il Bellini farà nelle principali capitali europee, Amsterdam, Londra, Mosca, Madrid, Berlino secondo la nuova politica voluta proprio dal sovrintendente che vuole fare del Bellini un punto di riferimento culturale. Un teatro e il suo cartellone che vuole imporsi nel segmento del turismo culturale.

A Parigi infatti, così come nella altre tappe europee, il Bellini presenterà dei pacchetti turistici completi con un palco al Bellini per tutti coloro che sceglieranno di trascorrere alcuni giorni a Catania.

E quella presentata a Parigi è una stagione che segna un taglio netto con le passate programmazioni.

“Basta con gli allestimenti belli e pronti che arrivano a Catania dopo aver fatto il giro di tanti teatri italiani – aveva avuto modo di dire Antonio Fiumefreddo -. Il Bellini deve tornare a produrre spettacoli del tutto nuovi per i suoi abbonati e per il suo pubblico”.

E il sovrintendere è stato di parola. Così la stagione 2008 si aprirà il 15 gennaio con l’opera pucciniana “Edgar”, prima esecuzione a Catania. Si tratta di un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Regio di Torino. Direttore d’orchestra sarà Maurizio Arena, la regia è affidata a Lorenzo Mariani. Maestro del coro di voci bianche Elisa Poidomani, coro di voci bianche “Gaudeamus Igitur” Concentus.

E dopo Puccini, tocca a Giuseppe Verdi. Il 26 febbraio infatti andrà in scena la prima de “Il Trovatore”. Anche in questo caso si tratta di un nuovo allestimento dell’E.A.R. Teatro Massimo Bellini. Direttore d’orchestra Antonio Pirolli, regia scene, costumi e luci affidati a Giuseppè Laganà Manoli. Maestro del coro Tiziana Carlini.

Il 27 marzo appuntamento con il primo balletto della stagione. In cartellone “Don Quichotte” di Ludwig Minkus. Allestimento, solisti e corpi di ballo del “Theatre du Capitole de Toulouse”. A dirigere l’orchestra sarà Antonino Manuli, coreografia di Nanette Glushak da Marius Petipa, scene di Emilio Carcano, costumi di Joop Stokvis.

Si ritorna alla lirica il 17 maggio con un altro capolavoro di Giacomo Puccini: “Manon Lescaut” per un allestimento della Fondazione Teatro Massimo di Palermo. L’orchestra del Bellini sarà diretta da Stefano Ranzani. La regia di Pierfrancesco Maestrini, maestro del coro Tiziana Carlini.

Ancora un balletto il 6 giugno “Caucasus Passion”, con la Compagnia Accademica di Danza dello Stato di Nalmes. Direttore Azamat Baste, coreografo Muhamed Kulov.

Dopo la pausa estiva si torna in scena il 10 ottobre con “Werther”di Jules Massenet. L’opera sarà rappresentata in lingua originale (tedesca) con sopratitoli in italiano. Allestimento è della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova. Direttore d’orchestra Stefano Ranzani con la regia di Vincenzo La Scola. Maestro del coro Tiziana Carlini.

Ultima opera in cartellone, il 2 dicembre la prima, “Don Gregorio” di Gaetano Donizetti. Anche in questo caso come per “Edgar” si tratta della prima esecuzione a Catania. L’allestimento è del teatro Donizetti di Bergamo. Direttore d’orchestra Fabrizio Maria Carminati, regia di Franziska Severin.

[Nella foto: Un momento del concerto dei solisti del "Bellini" a Casa Sicilia. Da sinistra, Aldo Ferrente, primo violino, Antonio De Simone, secondo violino, Vincenzo Di Ruggiero, Viola, Marco Bologna, Violoncello.]

Inserita il 28 – 10 – 07
Fonte: Natalia Di Bartolo
 
 
 
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Didattica Musicale per docenti, Metodo Suzuki, Seminari a Canicattì (AG)

 
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[il M°. Shiniki Suzuki, creatore dell’omonimo metodo didattico musicale]
 
L’Associazione Musicale ANEMOS di Canicattì (AG), con il patrocinio del CRSDM, “CENTRO DI RICERCA E DI SPERIMENTAZIONE PER LA DIDATTICA MUSICALE” di Fiesole e l’ISTITUTO SUZUKI ITALIANO, dopo il Seminario “Suoni e Musica” del 2 e 3 giugno, con la Prof.ssa Sylvana Grunberg, prosegue il proprio programma 2007 con tre ulteriori incontri didattici rivolti principalmente ai docenti:

1-2 Novembre

Seminario “Accostarsi al Metodo Suzuki”, con il Prof. Alessandro Andriani.
Nel contesto culturale nel quale sono fioriti e nati metodi per l’educazione infantile, quali il Montessori e lo Steiner, Schinichi Suzuki elaborò un metodo con il quale i bambini potevano essere educati al bene ed al senso dell’armonia interiore utilizzando la musica come strumento educativo. Questo metodo stimola e sviluppa i talenti e le abilità d’ogni bambino, utilizzando la musica come strumento educativo.
“Suonare come parlare” è il pensiero fondamentale di questa metodologia.
Il corso è effettuato da docenti abilitati all’insegnamento della metodologia da parte dell’Istituto SuzukiItalia ed autorizzati al presente seminario dal presidente ISI M°Elena Enrico.

24-25 Novembre

Seminario “La scrittura e le modalità di esecuzione nell’Avanguardia” con il Prof. Augusto Vismara.

Concluse tali Manifestazioni, sempre a Canicattì avrà luogo l’1 e 2 Dicembre una "due giorni" per i docenti di strumento con la presenza del chitarrista Ciro Fiorentino, organizzata dal Coordinamento Provinciale e dalla sezione territoriale della S.I.E.M..
In particolare, sabato 1 dicembre, in mattinata, si terrà un Convegno dal titolo: "La gestione delle SMIM: aspetti legislativi, emergenze didattiche e problematiche relazionali"; il resto della giornata e tutta la domenica saranno occupati da un Corso di Aggiornamento dal titolo "la musica d’insieme".

[Per informazioni: Associazione “Anemos”, via S.Giuseppe 15, Canicattì (AG) – Tel. 3291655684 ]

Inserita il 23 – 10 – 07
Fonte: Natalia Di Bartolo
 
 
 

Taormina: a Carlo Azeglio CIAMPI il PREMIO SINOPOLI PER LA CULTURA 2007

 
Nell’ambito del Festival dedicato al Direttore Giuseppe Sinopoli, che si svolge a Taormina dal 18 al 21 ottobre, e che s’inaugura oggi, è stato ideato e messo in atto, nella sua I edizione, il PREMIO SINOPOLI PER LA CULTURA.

La Giuria, composta da Azio Corghi, Sergio Givone, Paolo Matthiae, Luca Ronconi, ha deciso all’unanimità di conferire il Premio 2007 al Presidente Carlo Azeglio Ciampi in considerazione dell’impegno esemplare da lui profuso in difesa dei valori dell’arte e della cultura.

Durante gli anni della sua nomina alla più alta carica istituzionale – anni non certo favorevoli alle attività culturali, a causa sia della difficile situazione economica in cui versava il Paese sia d’un certo venir meno dell’attenzione ai valori dello spirito – il Presidente Ciampi ha rivendicato con forza la priorità di tutto ciò che contribuisce all’elevazione umana in senso schiettamente culturale, affermandone il carattere non già meramente esornativo bensì imprescindibile per una formazione alla libertà e alla responsabilità del cittadino.

Questo è avvenuto non solo attraverso il riferimento costante ai principi orientativi cui ha ispirato la sua azione di capo dello Stato, ma anche per mezzo di numerosissimi interventi particolari in cui ha trovato espressione un sentire tanto profondo quanto ammirevole. Si potrebbero addurre moltissimi esempi, ma basti qui ricordare lo sforzo, coronato da successo, con cui il Presidente si è adoprato affinché la Cappella Paolina del Quirinale potesse ospitare concerti dal vivo tenuti dai musicisti più preparati e più promettenti delle ultime generazioni – quei concerti che tutt’ora rappresentano un appuntamento privilegiato e di grande fascino per tutti coloro che amano la musica.
Ciò appare tanto più significativo, se si pensa al profilo dell’altissima personalità cui viene conferito il Premio.

Formatosi nel campo degli studi umanistici, in particolare letterari e filosofici, Carlo Azeglio Ciampi lungo tutta la sua vita ha operato in ambiti apparentemente lontani, quelli dell’economia e della finanza, ma tenendo fermo l’ideale dell’umanista che ispira tutti i suoi comportamenti alla fonte inesauribile della cultura. Possiamo ben dire che il Presidente Ciampi ha saputo incarnare questo ideale nel modo più pieno; anche per questo motivo la Giuria ha l’onore di conferirgli un Premio che ben poco aggiunge alla fama del premiato ma che tutti ci auguriamo possa costituire una testimonianza e un monito in questi nostri tempi culturalmente avari ma nondimeno bisognosi di speranza.

Inserita il 18 – 10 – 07
Fonte: Natalia Di Bartolo
 
 
 
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Inaugurata la STAGIONE SINFONICA del TEATRO MASSIMO “BELLINI” di Catania

 
La recensione di Natalia Di Bartolo

Grande successo di pubblico e critica per il Concerto d’apertura della Stagione Sinfonica 2007 del Teatro Massimo "Bellini" di Catania, inauguratasi il 12 ottobre, con replica il 13 per gli abbonati del turno B.

Il Direttore stabile M°. Stefano Ranzani ha diretto un concerto ponderoso e spettacolare dal punto di vista del programma e della resa di un’Orchestra stabile di gran valore tecnico, artistico e professionale, tra le migliori in Italia. Di questa faceva parte, come secondo violoncello, un professore recentemente scomparso in un tragico incidente stradale, in ricordo del quale, alla prima, è stato osservato un commosso minuto di silenzio.

Le due importanti e note sinfonie eseguite sono tra i capolavori della musica dell’Ottocento: la Sinfonia n. 2 in re magg., op. 36 di Ludwig van Beethoven (Bonn, 1770-Vienna, 1827) e la Sinfonia n. 1 in re magg., “Il Titano”, di Gustav Mahler (Kalischt, 1860–Vienna, 1911).

La Sinfonia n. 2 di Beethoven fu scritta agli inizi dell’Ottocento e può essere considerata la conclusione del primo periodo viennese del grande musicista tedesco.
Tra le meno eseguite e dunque tra quelle che meritano maggiore attenzione all’ascolto da parte del pubblico, la n. 2 fu rappresentata per la prima volta a Vienna nel 1803.

Composizione tra le più sofferte e travagliate di Mahler, la Prima Sinfonia ebbe una lunga gestazione, dal 1885 fino al 1889, l’anno della sua prima esecuzione, avvenuta a Budapest il 20 novembre di quell’anno.
La nuova Sinfonica del “Bellini” parte dunque con un appuntamento di grande interesse che, in sé, è l’espressione della filosofia che ispira il cartellone di tutta la Stagione 2007-2008: in ogni concerto coesisteranno una composizione molto nota e una che merita di essere meglio conosciuta.

Le due mastodontiche opere sinfoniche in programma hanno avuto proprio ne "Il Titano" di Mahler il perno definitivo ed avvolgente; appassionante per il pubblico, al punto da far richiedere un bis alla fine del Concerto, con entusiastici applausi ritmati e batter di suole sul parterre.

Il maestro Stefano Ranzani, nato a Milano, è stato allievo di Bernstein e quindi di Gavazzeni di cui è stato anche assistente. Ha diretto numerose orchestre in Italia e all’estero, Scala, Maggio Musicale, Glyndebourne Orchestra, Regio di Torino, Rai di Torino, Berliner Philarmoniker, Tokyo Philarmonic, Bayerische Rundfunk, Wiener Staatsoper, Deutsche Oper, solo per citare le principali. Più volte apprezzato ospite del “Bellini”, è dalla scorsa primavera il direttore stabile dell’orchestra e si appresta a dirigere “Tosca”, di Giacomo Puccini, l’opera con cui il 30 ottobre ripartirà la Stagione Lirica 2007 dopo la pausa estiva.

Un ennesimo successo per il Maestro, dunque, e per l’Orchestra del Teatro, che hanno di fronte una lunga, impegnativa e prestigiosa Stagione concertistica.

Il successivo appuntamento con la Stagione Sinfonica è previsto per il 16 e 17 novembre quando il maestro Alain Lombard dirigerà l’orchestra del “Bellini” ancora in un programma di musiche di Mahler.

[Dettagli e schede dei prossimi Concerti in "Oggi a" Catania]

Voto: StellaStellaStellaStellaStella
 
 
 
 
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Ranzani 

 

 

FRANCA VALERI: 60 ANNI DI TEATRO, festeggiati al Valle di Roma

 
"Una pagina meravigliosa della cultura italiana", così il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli ha definito i sessanta anni di carriera dell’attrice Franca Valeri, che sono ricorsi ieri, 10 ottobre, giorno anche del grande debutto di uno spettacolo appositamente ideato per festeggiare l’evento, al Teatro Valle di Roma.

La Compagnia "Società per attori" ha messo in scena, infatti, "I 60 anni di Franca Valeri", serata a inviti promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

L’attesissimo spettacolo al Valle ha riproposto alcuni dei più famosi sketch dell’attrice come ‘La storia di un nome’, lettura di Patrizia Zappa Mulas; "Cesira la manicure", "La signorina snob", "La signora Cecioni", "Cecità di mamma" e "Meno storie".

Ha chiuso la serata la messa in scena de "Le catacombe", la prima commedia scritta da Franca Valeri, che è stata, con grande sobrietà visiva ed espressiva, accompagnata sulla scena da Patrizia Zappa Mulas, Pino Strabioli, Urbano Barberini e Viviana Broglio.

La Valeri, al secolo Franca Maria Norsa, si era detta sopresa dalla telefonata del ministro Rutelli che le aveva annunciato l’intenzione di dedicarle una serata d’onore: "Una cifra tonda, i 60 anni, per una serata che penso sarà memorabile" aveva predetto il ministro Rutelli, evidenziando come quello di ieri sera sera sia stato il "giusto tributo a una donna che non smette di innovare, pur rimanendo coerente con il linguaggio classico del palcoscenico". Rutelli, inoltre, l’aveva definita, una delle "pochissime protagoniste del teatro ad essersi imposta tra le persone colte come tra il pubblico popolare".

"Riabbraccio il teatro dove ho esordito, alla fine degli anni ’40, con il mio primo ruolo di protagonista in Lea Lebowitz di Alessandro Fersen – ha affermato l’attrice – e dove hanno debuttato, negli anni, molte delle mie commedie. Una serata che faccio con spontaneità: sono sempre felice quando mi propongono di recitare. Peccato che per il tipo di programmazione scelta" -ha aggiunto con una punta di polemica- "non ci sia più spazio per me".

Non una scelta, ma una "necessità editoriale" ha detto Giuseppe Ferrazza, presidente dell’Eti, l’Ente Teatrale Italiano che è proprietario del teatro. "Mi auguro che, grazie anche ai nuovi indirizzi che verranno dal ministro" -ha aggiunto- "al Valle si dedicherà più spazio alla drammaturgia italiana".

Quando le è stato chiesto come riescano i suoi personaggi a mantenere intatta la loro attualità pur a distanza di anni, l’attrice, che è anche autrice e regista, ha così replicato: "Restano attuali perché nascono da un’osservazione psicologica di costume e non dall’attualità più spiccia, che io detesto inserire nel mio repertorio. I personaggi restano, è l’attualità che passa. In alcune di loro cerco di rinnovare il punto di vista, anche perché constato che sono ancora molto popolari. Ho la fortuna di avere un vasto pubblico di giovani".

Giovani e mono giovani, allora, tutti gli amanti del Grande Teatro festeggiamo "in pectore" la straordinaria ricorrenza, augurando all’attrice l’avverarsi dei suoi "desideri teatrali" e molti altri anni di grandi successi.

Inserita il 11 – 10 – 07
Fonte: Natalia Di Bartolo
 
 
 
 

Tecnica Teatrale in pillole: la PAROLA nell’Opera, da Lucia “félice” al “Galempio”

 
Parole e musica: un connubio che non è strano, perché la “musicalità” di ogni lingua parlata ha delle proprie caratteristiche ben precise, che la definiscono senza mezzi termini per ciò che è, da dove proviene e dove la si parla e scrive.

Superfluo star qui a mettere in risalto l’importanza delle cosiddette “lingue morte”: se non ci fossero state le morte, non ci sarebbero le vive. Lapalissiano, si direbbe, ma non banale, anche perché non si pensa quante volte, ogni giorno, si parli rifacendosi al latino, al greco, all’arabo, all’inglese, al francese, al tedesco e così via discorrendo: vivi o morti che siano, centinaia di termini lessicali e di modi di dire fanno parte ormai del nostro eloquio, sempre in eterno sommovimento, croce e delizia dell’Accademia della Crusca.

Allora, l’assunto non può che spingere ad affermare che anche nell’Opera la parola è importante. Eccome se lo è! Ma si dimostra spesso incolpevole “deterrente” presso il grande pubblico.

“Io nell’opera non ci capisco niente” – dice, quasi disgustato, il solito “uomo della strada” – “Non si capiscono le parole, non si capiscono i fatti, chi sono quelli che cantano, che cosa vogliono: insomma una noia mortale! Quando canta XYZ, invece, quello sì che parla chiaro e si capisce!”.
No comment, ovviamente, nel rispetto dei musical-onnivori lettori, ma in fondo l’uomo della strada non ha tutti i torti: spesso le parole cantate nelle Opere non sono facilmente comprensibili.

I motivi sono molteplici: il primo e più importante è che l’autore delle parole, per convenzione, doveva, nello scriverle, subordinarle alla musica e, quindi, anche alle esigenze e, a volte, ai capricci del musicista.

Chi ascolterebbe una “Lucia di Lammermoor” in prosa in cui la protagonista pronunziasse questa breve frase con gli accenti seguenti: “O’-me félice”?
Chi scrive, per prima, trarrebbe di tasca un fischietto. Ma quando Lucia quella frasetta, uscita dalla penna dell’ottimo librettista Salvatore Cammarano, la canta, si schiude a chi ascolta tutto un altro mondo, perché la frase musicale donizettiana richiede quell’accento, che, quindi, nella frase cantata, può essere “digerito”, magari con una certa difficoltà, ma va giù; e si va avanti con tale splendore musicale, da essere veramente “félici” di proseguire nell’ascolto.

Se poi si legge il libretto de “La Traviata”, per esempio, si giura che non si andrebbe mai a vederlo recitato in teatro: è orrendo, con buona pace di Francesco Maria Piave, che il divino Maestro Verdi, in quel caso come in diversi altri, fece “impazzire”.

Ma non solo Verdi faceva impazzire i librettisti: molti musicisti, come, prima e dopo di lui, intervenivano addirittura personalmente sul testo, modificandolo e travisandone, spesso, le rime ed i ritmi, poiché l’espressività della creazione musicale, in determinati punti, lo richiedeva.

Per tornare a Verdi, nel finale primo del “Macbeth” (libretto sempre del Piave e, questa volta, bellissimo!), dopo l’uccisione di Duncan, il coro canta: “O gran Dio, l’ira tua formidabile e pronta COLGA L’EMPIO, o fatal punitor…”. Non si sa chi fu il primo (corista? comparsa? macchinista?) né quando, ma ci fu qualcuno che un giorno chiese: “Cos’è un "galempio"?” Infatti, anche grazie alla particolare conformazione ritmica della frase, ciò che si ode potrebbe essere tanto “Colga l’empio” quanto “Col galempio”. Da allora la leggenda si è diffusa a macchia d’olio e il Galempio fa la sua regolare e inesorabile comparsa in ogni allestimento di Macbeth, e il suo spirito avanza fra sghignazzi e sogghigni. Verrebbe voglia di metterlo fra i personaggi.

Ma, tornando al discorso principale, c’era poi, fra i musicisti, chi “scavalcava” direttamente il problema ed il libretto se lo scriveva da sé: vedasi Ruggero Leoncavallo, con i suoi “Pagliacci”, in cui, questa volta, non si distingue davvero se sia più bello il libretto o sia più bella la musica, quanto Arrigo Boito (altra “vittima di Verdi”, immolatasi sempre di buon grado), da citare anch’egli con il suo “Mefistofele” (sono sue parole e musica).

E’ indubbio, comunque, che, eccezioni a parte, (non si dimentichi, per esempio la perizia ritmico-lessicale di Felice Romani, librettista di Bellini e non solo), spesso i libretti delle opere sono davvero letterariamente sgradevoli, o, comunque, tormentati dall’autore della musica; Puccini non era da meno: Giacosa ed Illica, suoi librettisti prediletti, ne sapevano qualcosa.

Ma non per questo, però, la Primadonna di turno è autorizzata a cantare le parole quasi come “vocalizzazioni”! Tanto, aggiungendo una scaletta ascendente e poi discendente qui, un trillo lì, un’acciaccatura a destra ed un’appoggiatura a manca (sono tutti “abbellimenti” o, almeno, così vengono chiamati), con un RE sovracuto qui ed un MI bemolle altrettanto lì, chi bada a ciò che si dice? L’autore della musica non li ha scritti? Poco importa!

La Diva fa proprio lo spartito e prosegue nella pessima usanza (già barocca) dell’inserimento di sovracuti là dove non sono scritti, dell’allungamento "elastico" delle parole nel vocalizzarle, picchiettandole o stiracchiandole legate, all’infinito.

A volte l’elucubrazione laringo-palatal-diaframmatica comincia con una sillaba di una parola, la vocale di questa diventa una “a” o una “o” (dipende dalla “comodità” d’emissione della cantante), si dimenticano le altre sillabe, compresa quella finale, e si finisce con un “sì” affermativo, a sigillo anche di quanto sia stata scorretta quell’interpretazione. Le “cadenze”, soprattutto per i Soprani, purtroppo, sono spesso un’opinione, soprattutto in Francia (“La Tradition, parbleu!”).

Ma è la Diva che l’ha fatto…e la Diva è sacra, soprattutto se è già morta. Appunto. Stendiamo, citando un caso per tutti, un velo pietoso su tutti i MI bemolle della fine del primo atto de “La Traviata” che, da quel primo cattivo esempio, sono stati insufflati, belati, urlati, spezzati, ululati, accennati, mangiati, tenuti, “incoronati” alla grande dalle cantanti, con ausilio probabile di bombole fuori scena, ma mai scritti da Verdi…Insomma: si taccia!

Per tornare al discorso “incomprensibilità delle parole”, allora, sarebbe auspicabile che tutti i cantanti "abbellissero" l’opera altrui il meno possibile e seguissero dei seri corsi di dizione italiana prima, e, se decidessero d’impelagarsi nell’esecuzione di Opere in lingua straniera, della o delle lingue che si accingono a pronunciare nel canto.

Indimenticabile un Di Stefano flautato, spesso in falsettone, che cantava il Faust di Gounod in francese con accento italiano e tutte le vocali “aperte”: s’immaginino gli spettatori dell’Opéra de Paris di allora: una gioia! Ma almeno lo cantava in lingua originale: che dire del malvezzo dei libretti d’Opera tradotti?

Il discorso sulla PAROLA, quindi, prosegue, ma in un’altra “pillola” di tecnica teatrale…

Inserita il 08 – 10 – 07
Fonte: Natalia Di Bartolo