BERGAMO: aspettando MARINO FALIERO di Donizetti

 
Sabato 25 ottobre, per il ciclo Letture, all’Osteria "Ai tre gobbi", già locale frequentato da Donizetti nei suoi anni bergamaschi, gli attori di Pandemonium Teatro hanno riscosso un meritato successo, leggendo alcune pagine del Delavigne.
 
 
Delacroix_Marin_Faliero
Eugéne Delacroix: "La decapitazione di Marin Faliero"
Le letture "Elena e Faliero" sono state liberamente ispirate al dramma "Marino Faliero" di Casimir Delavigne, nella riduzione, trascrizione e regia di Lisa Ferrari; con Giulia Manzini e Giovanni Moretti;musica dall’Opera Marino Faliero di Gaetano Donizetti; assistenza tecnica di Carlo Villa.

Gaetano Donizetti si ispirò al dramma Marino Faliero, scritto dal francese Casimir Delavigne, per comporre l’omonima opera.

E’ stata proposta una trascrizione in italiano moderno del testo originale, ridotto a due soli personaggi: i coniugi protagonisti del dramma, Marino Faliero ed Elena, sposa ventenne dell’ottantenne doge di Venezia.

La storia si ispira a un fatto realmente accaduto: la deposizione e l’esecuzione capitale di un doge da parte dell’oligarchia patrizia, in seguito all’accusa di cospirazione con il popolo, al fine di sovvertire il governo ed assumere il comando come re di Venezia.

Delavigne immagina una complessa trama di affetti, intrecciati alle vicende politiche. Elena si è innamorata, corrisposta, del giovane nipote di Faliero, Fernando. Provando però un grande affetto per il marito, è dilaniata dal senso di colpa e dalla paura che, venendo a conoscenza della relazione, Faliero possa morire di dolore. Faliero è furibondo con l’oligarchia patrizia, perché uno dei suoi rappresentanti, il giovane Steno, ha osato scrivere una frase ingiuriosa che allude alla poca fedeltà della moglie, in seguito alla quale, il Consiglio si è limitato a condannare lo stesso Steno ad un solo mese di reclusione, nonostante la gravità dell’affronto. Contemporaneamente, un vecchio amico di Faliero, Israele Bertuccio, sta organizzando la plebe al fine di rovesciare il governo, accusato di vessazioni continue, e Faliero ne viene informato affinché si metta a capo della rivolta. La trama si sviluppa quindi intrecciando continuamente le vicende dei personaggi con i fermenti politici, creando una grande tensione emotiva.

I due protagonisti sono straordinariamente ricchi di sfumature psicologiche, complesse e profonde. In particolare, potremmo definire Faliero come un anziano Amleto, dato il suo continuo altalenare fra «essere o non essere» capo della rivolta, fra vita e sentimenti privati e immagine pubblica. E, senza rivelare il finale, va rimarcata la scelta dell’autore – niente affatto scontata per l’epoca – di scrivere un inno al perdono, come valore supremo della vita.

Ma in attesa della messa in scena dell’Opera "Marino Faliero" di Donizetti, altri appuntamewnti attendono appassionati ed intenditori:

Martedì 28 ottobre ore 18.00
Altrettanto consueto l’appuntamento con la ‘cinematografia a tema operistico’ nell’Auditorium di Piazza Libertà, sul cui schermo sarà proiettato il film muto "Marin Faliero Doge di Venezia", realizzato nel 1909 da Giuseppe De Liguoro.

La serata vedrà la partecipazione di Ermanno Comuzio, che, in occasione di questa vera e propria breve rarità da cineteca, esaminerà il rapporto tra musica, teatro e cinema. Partendo dalla verità storica del personaggio del doge che, nel Trecento veneziano, si oppose allo strapotere del Consiglio dei Dieci (e da questi fu condannato a morte) e attraverso l’interpretazione fattane da Byron e da Delavigne nei loro drammi, si tratterà delle caratteristiche del libretto di G.E. Bidera (con aggiunte di A. Ruffini) per Donizetti, arrivando poi al film.

Tale risultato verrà contestualizzato (con l’ausilio di proiezioni ulteriori) con la situazione del cinema muto, all’epoca ancora alla ricerca di un suo linguaggio e di una sua dignità culturale. Dopo aver trattato del film del 1909 e dei suoi realizzatori (produttore il milanese Luca Comerio, regista il napoletano Giuseppe De Liguoro), sulla natura specificamente musicale della sfida tra Donizetti e Bellini (scatenata come noto dalla compresenza, sulle scene parigine del 1835, del Marino Faliero e di I Puritani) verrà proiettato uno spezzone cinematografico che verte proprio sulla rivalità tra i due musicisti.

E intanto maturano i tempi per incontrare finalmente il doge di Venezia nell’Opera donizettiana, in scena al Teatro Donizetti venerdì 31 ottobre alle ore 20.30 e domenica 2 novembre alle ore 15.30.

Il tutto è da non perdere.

Inserita il 26 – 10 – 08
Fonte: Natalia Di Bartolo
 
 
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