Mese: novembre 2008

La MESSA da REQUIEM di Giovanni Simone MAYR, Maestro di DONIZETTI

 
La Messa da Requiem in Sol minore di Giovanni Simone Mayr (1763-1845) è Opera di grande interesse e rara esecuzione: "riscoprirla", dal punto di vista sorico, con l’autorevole guida del M°. PierAngelo Pelucchi, è un vero piacere per l’ascoltatore curioso e per l’appassionato.

La Messa fu eseguita per la prima volta il 25 Agosto del 1815, per una sontuosa funzione voluta dalla Reggenza della Basilica di S.Maria Maggiore di Bergamo a suffragio dei benefattori defunti.

La composizione del Grande Requiem si concretizzò proprio nella primavera di quell’anno, benché risulti assai probabile che Mayr avesse già in precedenza composto qualche parte destinata al progetto di una grande messa per i defunti. Alcuni temi musicali del Kyrie e del Libera me Domine, presentano difatti fortissime analogie con passi della Medea mayriana, composta
nel 1813.

 
 
Mayr
Giovanni Simone Mayr


Questo Requiem conquistò immediatamente la reputazione di un lavoro di altissima qualità, tanto che Pietro Visoni, ammiratore del Mayr, sfidando l’assoluta
proibizione del Maestro, nel 1819 ne fece realizzare una monumentale partitura a stampa.

Il Visoni, nel frontespizio dell’opera, antepose il titolo di «Grande», forse per distinguerla dalle altre due altrettanto straordinare – benché di organico assai più ridotto – missae defunctorum composte dal Maestro negli anni precedenti.

Il Requiem fu eseguito in più occasioni negli anni successivi, ed in particolare si ricordano le esecuzioni del 29 marzo 1818 per le esequie di Antonio Capuzzi (valentissimo violinista nella Basilica ed insegnante all’Istituto musicale creato da Mayr) e del 1821 a Milano, per il funerale del celebre ballerino e coreografo Salvatore Viganò.

Le maggiori esecuzioni di questa Messa furono tuttavia destinate proprio al suo compositore e all’allievo prediletto di quest’ultimo: fu infatti cantata per il funerale di Mayr stesso il 5 dicembre 1845 (con un giovane Verdi presente come corista nel coro filarmonico) e per il funerale di Gaetano Donizetti, nell’aprile di tre anni dopo.

Un’ultima volta fu poi realizzata
nel 1875 (sotto la direzione di Ponchielli e con brani alternati al Requiem dello
stesso Donizetti) per le solenni onoranze durante le quali le ceneri dei due compositori furono traslate nella Basilica di S. Maria Maggiore.

Dopo la Messe de Morts di Gossec (1760) la Grande Messa di Mayr mostra dimensioni
decisamente al di fuori della norma per un Requiem.

Altresì occorre considerare che la Basilica di S. Maria Maggiore, in molte occasioni, aveva palesato una propensione per
le realizzazioni grandiose, e non si deve comunque dimenticare che l’influsso francese,
presente in quell’epoca ormai da un decennio, aveva favorito in ogni campo culturale un’ostentazione delle forme artistiche, che inevitabilmente ebbe a ricadere anche nel settore musicale.

Il Grande Requiem di Mayr ebbe innumerevoli realizzazioni nel XIX secolo, per essere
poi ripreso pochissime volte nel Novecento, due delle quali a Bergamo: una prima
esecuzione nel 1963, in occasione del bicentenario della nascita del compositore bavarese e la seconda, nel novembre 1995, a chiusura delle celebrazioni per i 150 anni della sua scomparsa.

Il materiale musicale, desunto dalla versione a stampa del 1819, evidenziava
numerose inesattezze e soprattutto l’assenza dell’Oro supplex nella Sequenza (Dies Irae), brano che si riteneva non fosse neppure stato composto.

Proprio in occasione di un altro concerto, nel 1995, dopo una accurata ricerca fra gli autografi, è stato reperito un "Oro supplex" mayriano, che per tematiche, tonalità, struttura formale ed organico
corrisponde perfettamente alla sezione mancante.

Con l’aggiunta di questa parte solistica e con un accurato confronto della partitura a stampa con gli autografi della Messa, è stato pertanto possibile restituire oggi all’ascolto la partitura integrale, così come la concepì Mayr quasi due secoli or sono.

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Bergamo, Fondazione Donizetti: Messa da Requiem di Mayr, Musica per Papa Giovanni XXII, nel cinquantesimo anniversario dell’elezione a pontefice (1958-2008); Chiesa di S. Alessandro in Colonna, 26 novembre 2008.

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JOHANN SIMON MAYR nacque a Mendorf, un piccolo villaggio della Baviera danubiana, vicino a Ingolstadt, il 14 giugno 1763.

Mayr dopo la muta della voce cercò di apprendere da autodidatta la tecnica degli strumenti ad arco e a fiato. In mancanza d’un insegnante regolare di cembalo e d’organo, affrontò la pratica musicale colla guida del padre Joseph Mayr (1738-1807), che faceva l’organista a Mendorf.

Nell’autunno del 1769 Mayr fu mandato a studiare musica nel monastero di Weltenburg, ove rimase sino al 1771.

Entrò poi nel Collegio gesuita di Ingolstadt, città in cui, profittando della protezione del barone Tommaso Maria de Bassus (nom de guerre Hannibal) e di Adam Weishaupt (nom de guerre Spartacus), frequentò i corsi universitari di giurisprudenza e di medicina.

Fu ammesso all’Ordine degli illuminati (nom de guerre Aristotile). Lo dice John Stewart Allit, ad esempio nel libro J. S. Mayr Father of 19th century Italian Music, Element Books, Shaftesbury 1989, e lo conferma Paolo Fabbri nell’intervista "Ma di chi è questo Verter?" sulla pagina musicologica del settimanale Centro Valle: "Mayr è stato certamente affiliato agli illuminati di Baviera".

Mayr si immatricolò nel 1777, nel 1778 venne registrato tra gli studenti di retorica e di logica; dal 1780 al 1784 seguì i corsi di medicina e dal 1784 al 1785 quelli di giurisprudenza.

L’abbandono degli studi universitari, nel 1785, coincide con la cacciata da Ingolstadt degli studenti sospetti di Illuminatismo, a seguito delle persecuzioni dell’Elettore di Baviera contro gli illuminati di Weishaupt.

Secondo Girolamo Calvi, biografo ufficiale ottocentesco sulla Gazzetta musicale di Milano, Mayr fu organista a Ingolstadt presso la chiesa degli Agostiniani e nella Cattedrale sino al 1787 quando Tommaso Maria de Bassus, per sfuggire alla persecuzione contro gli Illuminati di Baviera, dopo il sequestro dei suoi beni a Sandersdorf, lo condusse a Poschiavo e in Valtellina.

Mayr, quindi, non era a Poschiavo per perfezionarsi nella musica, anche se quella sarebbe diventata la sua missione, per volere suo e approvazione dei superiori: "Quando uscii di Gemania – confessa Mayr – non avevo alcuna istruzione nella composizione della musica, ed ivi non ho udito che tre o quattro operette di Hiller, eseguite da compagnie volanti nel teatro di Ingolstadt".

"Mayr – aggiunge Girolamo Calvi – a venticinque anni non sognava nemmeno la carriera musicale che ebbe a percorrere dopo i trenta".

Già nel settembre di quell’anno Mayr ebbe modo di comporre una messa e un Vespro, che vennero eseguiti solennemente durante l’annuale celebrazione del Santuario di Tirano, vicino a Sondrio, e che sono stati riproposti nel XX sec., con una ricostruzione ipotetica.

Dal 1787 Mayr ebbe i primi contatti con Bergamo e con la celebre Cappella di S. Maria Maggiore, allora guidata da Carlo Lenzi.

Nel 1789, grazie a De Bassus, che gli fornì lettere di raccomandazione, di Weishaupt e con l’appoggio della Massoneria (che Mayr fosse un Massone è confermato da documenti della polizia veneta ed austriaca) potè incontrare il conte canonico Pesenti, altro mecenate. Johann Simon Mayr si trasferì di seguito a Venezia per studiare con Ferdinando Bertoni, successore di Baldassarre Galuppi al magistero della Cappella di S. Marco.

Bertoni, forte del suo prestigio nella Serenissima, spalancò a Mayr le porte dei più importanti archivi musicali di Venezia, nelle biblioteche dei Conservatori, in alcuni importanti archivi annessi ai teatri e in quello della Basilica Marciana.

Fu proprio a Venezia che fu rappresentato, in forma privata, il Verter scritto da Mayr su libretto di Sografi nel 1794 (?). Il libretto è basato sulla prima traduzione italiana di Poschiavo del romanzo epistolare I dolori del giovane Werther di Goethe, uscita dalla tipografia clandestina di De Bassus nel 1782.
La musica contiene temi del Flauto Magico e. per l’impiego dei motivi e dei personaggi, è la prima interpretazione illuminata del Singspiel di Mozart.

Dalla sterminata miniera di brani musicali d’ogni autore, custoditi negli archivi musicali di Venezia e nelle biblioteche dei Conservatori, Mayr seppe trarre tutti quegli esempi che i suoi maestri italiani non avevano potuto fornirgli.

Cercò di apprendere le regole della composizione direttamente dai brani contenuti nei fondi musicali, partiture che per usare le sue stesse parole "… tentò di procurarsi e di copiare con indefesso travaglio". Un lavoro di inimmaginabile mole, ancora oggi visibile nel suo archivio manoscritto nella Biblioteca Civica di Bergamo. In essa troviamo infatti numerose Cantate, Oratori, Opere teatrali, Arie e Scene trascritte per studio a Venezia; i più grandi capolavori di Haydn, Mozart e Beethoven e tutte le sue composizioni (un archivio ricco di diverse centinaia di migliaia di pagine).

Nel 1791 Mayr iniziò a comporre per il Conservatorio de’ Mendicanti a Venezia alcuni pregevoli Oratori, ad esempio il Sisara.

Le opere teatrali che egli produsse successivamente lo proiettarono alla ribalta, tanto che già nel 1797 era considerato uno tra i maggiori compositori d’Europa.

A Venezia Mayr si interessò anche di architettura, di medicina e scrisse pensieri affettuosi in lingua francese, "mentre nella lingua italiana – scrive Girolamo Calvi – benché conoscesse a meraviglia lingua, stile e lettere, la sua pronuncia si approssimava assai a quella di un caporale tedesco".

Verter, su libretto di Sografi, fu la prima opera (scritta forse nel 1794);

"Il segreto", invece, è stata rappresentata nel 1797;

"Ginevra di Scozia" fu rappresentata nel 1801 a Trieste.

Nel 1802 Mayr fu nominato maestro della Cappella di S. Maria in Bergamo e mantenne questo incarico sino alla morte, rifiutando prestigiose e rimunerative cariche offerte da Milano, Napoli, Roma, Londra, Vienna, Pietroburgo, Dresda e da Parigi, dove Napoleone lo voleva come maestro di corte.

Anche la scelta di rimanere in un luogo "periferico" come Bergamo è stata glorificata da una schiera di agiografi, che tendono a considerare il compositore bavarese uomo di tale modestia, da rifiutare onoreficenze e incarichi. Ma Mayr avrebbe preferito Venezia e si sarebbe fermato definitivamente a Bergamo per motivi politici, economici, strategici; per completare quindi la missione illuminata che aveva abbracciato da giovane" (vedi Luca Bianchini e Anna Trombetta, Goethe Mozart e Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano, Parigi 2001).

Nel 1804 Mayr compose per Milano l’"Alonso", su libretto di Bernardoni. Istituì poi, nel 1805, le "Lezioni caritatevoli di musica" a vantaggio di dodici ragazzi tra i più poveri della città ed in questa scuola, divenuta in seguito il "Pio Istituto Musicale", si formarono celebri musicisti tra cui Gaetano Donizetti, suo allievo prediletto.

L’opera Adelasia e Aleramo, su libretto del Romanelli, fu rappresentata alla Scala nel 1807 ed ebbe straordinario successo;
Medea in Corinto, con poesia di Romani, entusiasmò nel 1813 il pubblico di Napoli.

Nell’arco di trent’anni (1794 – 1824) Mayr si trovò impegnato sia nella composizione teatrale che nella musica sacra e di ogni genere.

La Cappella di S. Maria Maggiore, sotto il suo magistero, divenne una delle più celebri d’Europa.
Non a caso Mayr fu chiamato a scrivere il solenne Te Deum per l’Incoronazione di Napoleone nel maggio 1821.

Nella città di Bergamo Mayr realizzò la maggior parte della sua immensa produzione musicale, che comprende settanta Opere teatrali, dieci Oratori, circa mille brani di musica sacra per soli, coro e orchestra, cinquanta Cantate, vari Concerti e musica da camera. Nel 1822 compose l’oratorio San Luigi
San Luigi Gonzaga, eseguito nella città di Napoli.

L’energia di Mayr non si spense neppure dopo i seri problemi di vista che incominciarono a affliggerlo dal 1822 e che si acuirono nel 1826 dopo un’operazione mal riuscita, sino a condurlo alla cecità.

La situazione divenne critica dal 1840 quando il maestro non era più in grado di vedere se non a distanza di pochi centimetri. Impossibilitato alla composizione musicale, per la quale era indispensabile il colpo d’occhio sull’intera pagina, ma forte di una istancabile volontà, Mayr si contentò di trascrivere in partitura alcuni brani del suo primo periodo di attività in S. Maria, di cui non aveva mai steso copia calligrafica.

Lo strenuo tentativo si compie su pentagrammi enormi appositamente tirati su fogli altrettanto grandi, ed è davvero indescrivibile l’emozione che suscita la visione di queste pagine. Le macchie di inchiostro e le numerose sbavature, dovute alla mano ormai malferma dell’ottantenne Mayr, lasciano comunque trasparire un’antica e straordinaria abilità.

I caratteri che egli inserì nella musica sacra e nello stile melodrammatico, l’unione del sinfonismo tedesco con la cantabilità italiana e tutte le peculiarità che allora lo resero celebre rappresentano un elemento essenziale per l’Opera italiana.

Mayr fu musicista rivoluzionario e uomo stimato dai contemporanei e imitato dagli altri compositori. Non a caso Gioachino Rossini dice in una lettera: "I compositori dei giorni nostri si danno un gran da fare per trovare forme nuove e drammatiche ed è quella una fatica del tutto inutile e che potrebbero benissimo risparmiare. Se studiassero le opere di papà Mayr, che è sempre drammatico e che canta e che è melodico sempre, essi troverebbero tutto ciò che cercano … e tante tantissime altre cose che non cercano … e che a loro sarebbero utilissime".

La personalità straordinaria del musicista Johann Simon Mayr può essere riassunta in due frasi emblematiche: "Le opere di Mayr staranno qual glorioso archetipo a mo’ di quei maravigliosi monumenti d’arte creati dalla vetustà del greco scalpello e dalla romana grandezza. che si ergono superbi e come dittatori sopra la polvere dei secoli" (Girolamo Calvi – 1848); "La Germania può essere fiera di aver dato all’Inghilterra un Haendel, alla Francia un Gluck e all’Italia un Simon Mayr" (Johann Kasparr Ajblinger).

Il Mayr morì a Bergamo nel 1845.

(Fonte per la biografia del Musicista: Anna & Luca’s Music Home Page © 2003)

[Nella foto, il ritratto del Compositore]

 
Inserita il 27 – 11 – 08
Fonte: Natalia Di Bartolo
 
 
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BERGAMO: Messa da Requiem di MAYR in onore di PAPA GIOVANNI XXIII nel 50° Anniversario del Pontificato

Un grande Concerto avrà luogo a Bergamo, in onore di Papa Giovanni XXIII, nel cinquantesimo anniversario dell’elezione a Pontefice (1958-2008, nella Chiesa di S. Alessandro in Colonna, mercoledì 26 novembre, ore 21.00.

PapaGiovanni

PROGRAMMA:

GIOVANNI SIMONE MAYR
Grande Messa da Requiem in sol minore

Alessandra Gavazzeni, Soprano
Alessandra Fratelli, Mezzosoprano
Andrea Semeraro,Tenore*
Livio Scarpellini,Tenore**
Riccardo Barattia, Bass-Baryton

Orchestra e Coro del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti
Fabio Tartari, Maestro del Coro

Pier Angelo Pelucchi Maestro concertatore e Direttore d’orchestra.

L’evento avrà luogo in collaborazione con la FONDAZIONE DONIZETTI.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

La Messa da Requiem in Sol minore di Mayr fu eseguita per la prima volta il 25 Agosto del
1815, per una sontuosa funzione voluta dalla Reggenza della Basilica di S.Maria
Maggiore di Bergamo a suffragio dei benefattori defunti.

Inserita il 26 – 11 – 08
Fonte: Natalia Di Bartolo
 
 

BERGAMO: Fondazione Donizetti, INCONTRO e CONCERTO per il DIES NATALIS

 
Avrà luogo a Bergamo, Venerdì 28 novembre, alle ore 18.00, nel Salone Riccardi del Teatro Donizetti l’Incontro Culturale "La Fondazione per Donizetti:
nuove edizioni e dvd.
Presentazione dell’attività scientifica 2008"

Sabato 29 novembre, alle ore 21.00, nella Basilica di Santa Maria Maggiore si terrà il consueto Concerto per il Dies Natalis di Gaetano Donizetti.

Due appuntamenti da non perdere per gli appassionati.

 
donizetti
Più specificatamente, venerdì 28 nel Salone Riccardi del Teatro Donizetti, Paolo Fabbri, Direttore scientifico della Fondazione Donizetti, e Francesco Bellotto, Vicedirettore scientifico della Fondazione Donizetti e Direttore artistico del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti, presentano, con la partecipazione di Enrico Fusi, Assessore alla Cultura, Spettacolo e Turismo del Comune di Bergamo, le attività scientifiche che la Fondazione Donizetti ha svolto nell’anno 2008, oltre agli esiti del lavoro degli ultimi tre anni, dall’inaugurazione del Bergamo Musica Festival nel settembre 2006 ad oggi. L’ingresso è libero.

Sarà, in particolare, l’occasione per presentare al pubblico i volumi curati dall’ufficio editoriale della Fondazione e i dvd prodotti in occasione delle tre edizioni del Bergamo Musica Festival, di cui di seguito:

I quaderni della Fondazione
(collana di volumi monografici su singole opere, nata in concomitanza con la prima edizione del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti)

Roberto Devereux (QF 1)
Pubblicazione realizzata in occasione della rappresentazione di Roberto Devereux nell’ambito del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti (15-17 settembre 2006)

Lucia di Lammermoor (QF 2)
Pubblicazione realizzata in occasione della rappresentazione di Lucia di Lammermoor nell’ambito del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti (14-16 ottobre 2006)

Anna Bolena (QF 3)
Pubblicazione realizzata in occasione della rappresentazione di Anna Bolena nell’ambito del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti (27-29 ottobre 2006)

La voix humaine (QF 4)
(in collaborazione con il Gran Teatro La Fenice di Venezia e la Fondazione Rossellini di Roma)
Pubblicazione realizzata in occasione della rappresentazione de La voix humaine nell’ambito del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti (12 novembre 2006)

Cavalleria rusticana (QF 5)
Pubblicazione realizzata in occasione della rappresentazione della Cavalleria rusticana nell’ambito del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti (1-3 dicembre 2006)

L’elisir d’amore (QF 6)
Pubblicazione realizzata in occasione della rappresentazione de L’elisir d’amore nell’ambito del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti (12-14 ottobre 2007)

Don Gregorio (QF 7)
Pubblicazione realizzata in occasione della rappresentazione di Don Gregorio nell’ambito del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti (2-4 novembre 2007)

Histoire du soldat – Brundibár (QF 8)
Pubblicazione realizzata in occasione della rappresentazione di Historie du soldat e di Brundibár nell’ambito del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti (10-11 novembre 2007)

Lucrezia Borgia (QF 9)
Pubblicazione realizzata in occasione della rappresentazione di Lucrezia Borgia nell’ambito del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti (30 novembre-2 dicembre 2007)

La bohème (QF 10)
Pubblicazione realizzata in occasione della rappresentazione de La bohème nell’ambito del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti (21-22 dicembre 2007)

La Favorite (QF 11)
Pubblicazione realizzata in occasione della rappresentazione de La Favorite nell’ambito del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti (19-21 settembre 2008)

I puritani (QF 12)
Pubblicazione realizzata in occasione della rappresentazione de I puritani nell’ambito del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti (12-14 ottobre 2008)

Marino Faliero (QF 13)
Pubblicazione realizzata in occasione della rappresentazione de Marino Faliero nell’ambito del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti (31 ottobre-2 novembre 2008)

Parigi 1835 (QF 14)
Pubblicazione realizzata in occasione del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti 2008

Carmen (QF 15)
Pubblicazione realizzata in occasione della rappresentazione di Carmen nell’ambito del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti (19-21 dicembre 2008)

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Le fonti donizettiane

Caro Aniello. I carteggo donizettiani del Fondo Moscarino (1836-1847)
a cura di Carlo Moscarino
Bergamo, Fondazione Donizetti, 2008 (Le fonti donizettiane 2)

Trascrizione ed edizione di oltre 150 lettere per la maggior parte inedite, relative agli ultimi anni di vita di Donizetti.

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Registrazioni di opere donizettiane
realizzate su edizioni critiche
della Fondazione Donizetti e/o Edizione Nazionale

DVD
(secondo l’ordine cronologico di registrazione)

Gaetano Donizetti, Roberto Devereux
Registrazione dal vivo, Bergamo, Teatro Donizetti, Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti, 15-17 settembre 2006
Dimitra Theodossiou, Massimiliano Pisapia, Andrew Schroeder, Federica Bragaglia
Orchestra e Coro del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti
Direttore Marcello Rota
Regia Francesco Bellotto
Naxos 2110232

Gaetano Donizetti, Lucia di Lammermoor
Registrazione dal vivo, Bergamo, Teatro Donizetti, Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti, 14-16 ottobre 2006
Désirée Rancatore, Roberto De Biasio, Luca Grassiu, Enrico Giuseppe Iori
Orchestra e Coro del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti
Direttore Antonino Fogliani
Regia Francesco Esposito
Dynamic 33535

Gaetano Donizetti, Anna Bolena
Registrazione dal vivo, Bergamo, Teatro Donizetti, Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti, 27-29 ottobre 2006
Dimitra Theodossiou, Sofia Soloviy, Riccardo Zanellato, Gian Luca Paolini
Orchestra e Coro del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti
Direttore Fabrzio Maria Carminati
Regia Francesco Esposito
Dynamic 33534

Gaetano Donizetti, L’elisir d’amore
Registrazione dal vivo, Bergamo, Teatro Donizetti, Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti, 12-14 ottobre 2007
Silvia Dalla Benedetta, Raùl Hernández, Alex Esposito, Damiano Salerno, Elena Borin
Orchestra e Coro del Festival Musicale di Bergamo Gaetano Donizetti
Ensemble di flauti dell’Istituto Musicale Gaetano Donizetti
Direttore Alessandro De Marchi
Regia Alessio Pizzech
Dynamic 33577

Gaetano Donizetti, Don Gregorio
Registrazione dal vivo, Bergamo, Teatro Donizetti, Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti, 2-4 novembre 2007
Giorgio Valerio, Giorgio Trucco, Elizaveta Martirosyan, Livio Scarpellini, Paolo Bordogna, Alessandra Fratelli, Luca Ludovici
Orchestra e Coro del Festival della Musica di Bergamo Gaetano Donizetti
Direttore Stefano Montanari
Regia Roberto Recchia
Dynamic 33579

Gaetano Donizetti, Lucrezia Borgia
Registrazione dal vivo, Bergamo, Teatro Donizetti, Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti, 30 novembre-2 dicembre 2007
Naxos di prossima uscita

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Dvd vari

Per Leyla Gencer
Pubblicazione realizzata in occasione del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti, edizione 2008 dedicata a Leyla Gencer, grande interprete della rinascita donizettiana.

L’ingresso all’appuntamento è libero, fino ad eaurimento dei posti disponibili.

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Inoltre, sabato 29 novembre, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, come da tradizione consolidata, la Città di Bergamo e la Fondazione Donizetti rendono omaggio al grande compositore con un concerto di musica sacra, dedicato a Donizetti stesso in occasione del suo Dies Natalis.

L’appuntamento vedrà in scena uno dei gruppi di riferimento per l’esecuzione della musica antica e barocca: l’Accademia Bizantina, che, guidata da Stefano Montanari, con la partecipazione delle voci di Roberta Invernizzi e Sonia Prina, presenterà al pubblico un programma importante:

Arcangelo Corelli
(1653–1718)
Concerto Grosso Op. 6 n. 1

Giovanni Battista Pergolesi
(1710-1736)
Salve Regina
a voce sola di soprano, archi e basso continuo

Stabat Mater
in fa minore per soprano, contralto, archi e basso continuo

Roberta Invernizzi soprano
Sonia Prina contralto

Accademia Bizantina

Stefano Montanari
Maestro di concerto al violino

Anche in questo caso l’ingresso all’appuntamento è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

 
Inserita il 21 – 11 – 08
Fonte: Natalia Di Bartolo
 

CATANIA: DON GREGORIO di Donizetti chiude la Stagione Lirica 2007-08

 
La Stagione Lirica 2008 del Teatro Massimo Bellini si concluderà il prossimo mese di dicembre con Don Gregorio, melodramma giocoso in due atti di Jacopo Ferretti, musica di Gaetano Donizetti, in prima assoluta per Catania e per l’intera Sicilia.
 
DonGregorio
 

In scena dal 2 al 13 dicembre, l’opera buffa Don Gregorio (1826) è la versione napoletana di un’altra opera del grande compositore bergamasco, L’aio nell’imbarazzo, andata in scena due anni prima (Teatro Valle di Roma, 4 febbraio 1824), tratta dall’omonima commedia di Giovanni Giraud del 1807 e che a Catania è stata rappresentata solo un paio di volte, a metà dell’Ottocento, nello scomparso Teatro Comunale (il “Bellini” non esisteva ancora).

Sarà dunque un’occasione davvero unica per vedere e ascoltare un’opera poco conosciuta di Donizetti ma che ha in sé una serie di elementi davvero interessanti, arricchiti peraltro da una regia di pregio.

Don Gregorio è stata recentemente riscoperta nell’alveo di quella “Donizetti Renaissance” che ha tolto dall’oblio la maggior parte della ricca produzione donizettiana e ha offerto al pubblico vere e proprie perle, come lo è l’opera che il “Bellini” ha scelto per questo fine di stagione 2008.

Il debutto è fissato per martedì 2 dicembre alle ore 20,30. Seguiranno altre otto recite, con due turni “fuori abbonamento” previsti per il 10 dicembre alle ore 20,30 e per il 12 dicembre alle ore 17,30.

Sul podio, per dirigere l’orchestra stabile del Teatro Massimo Bellini, salirà il maestro Fabrizio Maria Carminati mentre la regia è di Roberto Recchia. Maestro del coro Tiziana Carlini, costumi di Virginia Carnabuci, luci di Emiliano Pascucci.

L’allestimento è della Fondazione Donizetti di Bergamo e del Teatro della Fortuna di Fano.

IL CAST. Due compagnie di canto si alterneranno nelle nove recite: Elisaveta Martirosyan, Sonia Peruzzo (3,6,10) e Marina Daga Scali (12) vestiranno il ruolo di Gilda; Piero Guarnera e Gianfranco Montresor (3, 6, 10, 12) quello di Don Giulio; Ricardo Mirabelli e Filippo Adami (3, 6, 10, 12) saranno Enrico; Pippetto è Amedeo Moretti; Roberto De Candia e Maurizio Leoni (3, 6, 10, 12) vestiranno i panni di Don Gregorio; Marta Moretto è Leonarda; Ezio Mario Tisi è Simone.

LE DATE. Martedì 2 dicembre 2008 ore 20,30, turno "A"; mercoledi 3 dicembre 2008 ore 17,30, turno "S1"; giovedì 4 dicembre 2008 ore 20,30, turno "B"; sabato 6 dicembre 2008 ore 17,30, turno "S2"; domenica 7 dicembre 2008 ore 17,30, turno "D"; mercoledì 10 dicembre 2008 ore 20,30, turno "F.A.2"; giovedì 11 dicembre 2008 ore 17,30, turno "R"; venerdi 12 dicembre 2008 ore 17,30, turno "F.A.1"; sabato 13 dicembre 2008 ore 17,30, turno "C".

PRELUDI ALL’OPERA. La presentazione di Don Gregorio, nell’ambito del ciclo di conferenze Preludi all’Opera organizzato dal Teatro Massimo Bellini in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania, si terrà lunedì 1 dicembre 2008 alle ore 17 nel Coro di Notte della Facoltà di Lettere e Filosofia, ex Monastero dei Benedettini in piazza Dante. Relatore il musicologo Paolo Fabbri. Parteciperanno alcuni degli artisti impegnati nell’opera.

PICCOLA OPERA. La versione per i bambini del Don Gregorio sarà proposta al Teatro Sangiorgi nell’ambito di Piccola Opera, la rassegna realizzata dal “Bellini” in collaborazione con il Teatro Zig Zag. Queste le date: mercoledì 3 dicembre ore 10,30; giovedì 4 dicembre ore 10,30 e ore 17; venerdi 5 dicembre ore 10,30 e ore 17; sabato 6 dicembre ore 10,30. Gli spettacoli della mattina sono riservati alle scuole. Regia di Filippo Aricò, testi e scene di Letizia Catarraso, al pianoforte Dario Emanuele Aricò.

Inserita il 21 – 11 – 08
Fonte: Giuseppe Vella
 
 

CATANIA: GIOVANE ORCHESTRA IN OPERA alle CIMINIERE…

 
…ovvero, come mettere in luce nuovi talenti con talenti già consolidati.

E’ il caso del Concerto che si terra a Catania, il 24 novembre alle h. 20,45, nel Centro Culturale e Fieristico "Le Ciminiere", gradevole ed intelligente riutilizzo di interessante e suggestiva archeologia urbana.

 
Copia di locandina__ULTIMA

L’evento fa parte della Stagione Concertistica 2008 dell’Associazione "Mondomusica", che porta il titolo "Classica Internazionale a… Gravina", giunta alla sua quinta edizione.

Protagonista il genio di Ludwig Van Beethoven, eseguito dalla "Giovane Orchestra in Opera", diretta dal Maestro catanese Stefano Sanfilippo, noto ed apprezzato pianista, che sta, con decisione ed esperienza, mettendo a debito frutto anche gli studi appassionati di Direttore d’Orchestra, dirigendo un ensemble di giovani e promettenti professori d’orchestra, che spesso s’impegnano anche nel repertorio operistico.

 
Stefano Sanfilippo
Il M°. Stefano Sanfilippo
 
Ad affiancarlo, la nota pianista Giulia Gangi, che saprà col suo magico strumento portare gli ascoltatori nelle più intime fibre della genialità beethoveniana.

Il programma:
L.V. Beethoven: Sinfonia n. 1 in DO maggiore, op.21;
Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in DO maggiore, op. 15.

Da non perdere.

 
 
 

ROMA: per mano del Presidente NAPOLITANO, il M° GELMETTI Cavaliere di Gran Croce

 
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accompagnato dalla Signora Clio, ha assistito il 12 novembre u.s. al Teatro dell’Opera di Roma alla “prima” dello spettacolo "Der Rosenkavalier" di Richard Strauss, accolto dal Sovrintendente del Teatro Francesco Ernani.

Nel corso della serata, il Capo dello Stato ha consegnato a Gianluigi Gelmetti (nella foto) – Maestro Concertatore e Direttore dello spettacolo, nonché direttore musicale del Teatro dell’Opera – le insegne di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica.

 
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Il debutto con i Berliner Philharmoniker di Gianluigi Gelmetti (allievo di Sergiu Celibidache, Franco Ferrara e Hans Swarowsky) ha dato l’avvio ad una carriera internazionale che oggi lo vede presente nei più importanti festival e ospite delle maggiori orchestre europee, americane, giapponesi e australiane.
Per 10 anni è stato Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Stoccarda; dal 2000 è Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma e dal 2004 Direttore Principale e Artistico della Sydney Symphony Orchestra.
Profondamente interessato al repertorio lirico italiano e francese dei secoli XIX e XX, spesso riprende o dirige per la prima volta opere raramente eseguite.
In Italia ha affrontato molte opere di Rossini per il Rossini Opera Festival e nel 1999 ha vinto il Premio Rossini d’Oro per Guglielmo Tell. Collabora regolarmente anche con l’Opera di Monte-Carlo e con il Covent Garden.
Nel 2006, oltre ad avere diretto le fortunate edizioni di Tristano e Isotta (Wagner) e di Wozzeck (Berg), ha partecipato con grande successo alla tournée in Giappone del Teatro dell’Opera di Roma presentando la Tosca di Puccini. Nel 1997 ha vinto il premio della critica di Tokyo per la migliore esecuzione dell’anno della Nona Sinfonia di Beethoven.
Le incisioni effettuate per EMI, Sony, Ricordi, Fonit, Teldec e Agorà sono testimoni dell’estensione e della complessità del suo repertorio: comprendono opere liriche di Rossini, Puccini e Mozart, la musica per orchestra di Ravel, le Sinfonie di Mozart e opere di Stravinsky, Berg, Webern, Varèse e Rota. Recentemente sono state pubblicate le incisioni della Sinfonia n. 6 di Bruckner e dello Stabat Mater di Rossini.
Gianluigi Gelmetti è anche compositore; tra i suoi lavori: In Paradisum Deducant Te Angeli (in occasione del decimo anniversario della morte di Franco Ferrara), Algos, Prasanta Atma (in memoria di Sergiu Celibidache) e Cantata della vita.
È Docente di Direzione d’Orchestra all’Accademia Musicale Chigiana di Siena (dal 1997) e Accademico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Il M° Gelmetti è già stato insignito dell’onorificenza di “Chevalier de l’Ordre des Arts et Lettres” in Francia.
L’altissima ed ambita Onorificenza italiana premia adesso la carriera lunga, esperiente e colma di successi di un Musicista che ha dedicato e dedica, con lodevoli professionalità e discrezione, la propria vita alla Musica.

Inserita il 16 – 11 – 08
Fonte: Natalia Di Bartolo
 
 

OPERA di ROMA: GELMETTI dirige DER ROSENKAVALIER di Richard Strauss

 
L’aristocrazia della Vienna di Maria Teresa fa da sfondo a Der Rosenkavalier che è in cartellone al Teatro dell’Opera da mercoledì 12 novembre, fino a martedì 18, per un totale di sei recite.

Per la commedia in tre atti su musica del compositore bavarese Richard Strauss e su libretto dello scrittore austriaco Hugo von Hofmannsthal è un ritorno sul palcoscenico romano dopo trentacinque anni.

 
 
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Il M°. Gianluigi Gelmetti
Con l’Orchestra e il Coro (preparato da Andrea Giorgi) sale sul podio il maestro Gianluigi Gelmetti.
La regia è di Nicolas Joel (designato come prossimo sovrintendente dell’Opéra Bastille), ripresa da Stephane Roche.
Le scene e i costumi sono firmati da una coppia acclamata del teatro e del cinema italiano, da Ezio Frigerio e da Franca Squarciapino, che con Joel collabora da tempo.
I movimenti coreografici sono di Luigi Martelletta, di Vinicio Cheli il disegno luci.
Il nuovo allestimento (in lingua originale, sovratitoli in italiano) è in coproduzione con il Théâtre du Capitole di Tolosa.

Di rango internazionale il cast: Christiane Iven e Lisa Houben danno voce alla malinconica e sensuale Marescialla; Kurt Rydl e Robert Holzer al suo rozzo cugino, il barone Ochs; Irini Karajanni e Wakako Ono all’impulsivo Octavian, detto Quinquin, personaggio “en travesti”; Peter Weber e Jacek Strauch al signor Faninal, padre della giovane Sophie (Gemma Bertagnolli e Anna Maria Dell’Oste) che il barone vuole impalmare ma finirà tra le braccia di Octavian.

Shakespeare, Molière, Mozart: a simili vette letterarie e operistiche si ricollega questo capolavoro di Strauss.

Sul piano drammaturgico i punti di riferimento sono Falstaff e alcuni caratteri di Monsieur de Pourceaugnac. Sul piano del teatro musicale la trilogia Don Giovanni, Le nozze di Figaro, Così fan tutte.

L’amore tra l’adolescente e la donna matura, gli intrighi e i tic grotteschi della borghesia, la riflessione sulla parabola della vita e della nobiltà, certe atmosfere ironiche e amare anticiparono di pochi anni (Der Rosenkavalier debuttò a Dresda nel gennaio 1911, nel marzo venne eseguito alla Scala, in novembre al Teatro Costanzi dove ora ritorna) la tragedia della Grande Guerra che spazzò via tutto, incluso il clima artistico che aveva saputo narrare fasti e perdizione dell’Austria Felix.

Ecco il dettaglio delle sei recite: mercoledì 12 novembre alle 20.30 la “prima” (abbonati turno A), giovedì 13 (fuori abbonamento) e venerdì 14 (turno B) alla stessa ora, sabato 15 alle 18 (turno D), domenica 16 alle 16.30 (turno E) e infine martedì 18 alle 20.30 (turno C).

Inserita il 11 – 11 – 08
Fonte: Natalia Di Bartolo