Mese: aprile 2009

Inaugurato il nuovo AUDITORIUM a Realmonte (AG)

Anche Realmonte, città
della Scala dei Turchi e di splendori paesaggistici e naturali d’inestimabile
valore, arricchisce il proprio patrimonio comunale pure a favore della
diffusione dell’Arte e della Cultura in genere. La cittadina dell’agrigentino,
che vanta già una scuola media ad indirizzo Musicale, ha adesso anche un
grande, attrezzato Auditorium, in un edificio adiacente a detta scuola e che
ora rappresenta il fiore all’occhiello delle strutture pubbliche cittadine,
insieme al magnifico teatro all’aperto "Costabianca".

 

Il nuovo Auditorium è già
dotato di sistemi di amplificazione ed illuminazione, di un maxischermo, ma
soprattutto di uno splendido pianoforte gran coda da concerto, che arricchisce
il vasto, arioso locale di un bene di grande valore, per la rarità di tali
strumenti sul territorio e per la resa sonora decisamente superiore alla media
dello stesso.

 

Il 29 aprile 2009, si è
tenuta l’inaugurazione dell’Auditorium, presenti il Sindaco, ing. Giuseppe
Farruggia, l’Assessore alla Cultura prof. Paolo Salemi, il Preside
dell’Istituto Comprensivo Garibaldi, dove ricade l’immobile, prof. Giovanni
Bruno Gallo, instancabili fautori e realizzatori, insieme al prof. Stefano
Tesé, insegnante e pianista di chiara fama, di un progetto ambizioso come quello
che prende vita adesso a Realmonte.

 

La serata, che rientrava
nella rassegna "Viaggio nella Musica", ha visto esibirsi gli ottimi
allievi delle classi della secondaria inferiore ad indirizzo musicale, diretti
dal M°. Tesé, tra cui spiccano alcuni dotati solisti in erba, e, nella sezione
"Classic School Session", aperta a tutti coloro che vogliano esibirsi
nel contesto della serata, un quartetto di chitarristi professionisti
provenienti da Trapani ed un solista di chitarra classica.

 

Ospite della serata la Soprano catanese Natalia
Di Bartolo, che ormai residente a Realmonte da diversi anni, ha da subito preso
a cuore le sorti culturali ed artistiche della cittadina, e che volentieri ha
prestato e presta il proprio contributo artistico a favore della diffusione
della Cutura a Realmonte, con particolare attenzione alla Musica ed alle Arti
Visive. Questa volta, in veste di musicista, ha cantato "Surta è la
notte…Ernani, Ernani involami" dall’"Ernani" di Giuseppe
Verdi, accompagnata al nuovo, magnifico pianoforte da concerto dal M.° Stefano
Tesé, contribuendo ad avere così l’onore ed il piacere d’inaugurare alla grande
Musica il raro e prestigioso strumento oggi in dotazione all’Auditorium.

 

Il folto pubblico ha
sottolineato con sentiti applausi le esibizioni di tutti i musicisti,
commentando favorevolmente la nuova "presenza" a Realmonte di una
sede stabile, adeguata ed attezzata, destinata non solo alla Musica, ma anche
alle Arti Visive, con Mostre ed Esposizioni, a Convegni, a Seminari, a Conferenze.

 

Un futuro di Cultura che
si schiude e prende corpo grazie all’azione capillare, vasta ed appassionata
dell’Amministrazione realmontese e di tutti coloro che con essa collaborano,
motivati dall’amore per l’Arte e dediti alla sua diffusione e fruizione presso
il pubblico cittadino ed i numerosi turisti che ormai sono di casa a Realmonte
e che, oltre che sui beni naturalistici stupendi che la città offre, possono
adesso contare su manifestazioni culturali frequenti e di alto livello, in
ambienti prestigiosi ed attrezzati.

 

Giuseppe Vella

http://www.teatro.org/rubriche/eventi-sicilia/inaugurato_a_realmonte_ag_il_nuovo_auditorium_18170

‘SCRIGNI’ della Musica: riapre il ‘Teatro Sociale’ di Bergamo Alta


Il "Teatro della Società" di Bergamo alta (questo era il nome
originario dello spazio teatrale in oggetto), oggi "Teatro Sociale", in
via Colleoni (nella foto a fianco, la facciata), aprì i battenti nella
stagione di Carnevale del 1809.




Le origini dell’edificio riportano, appunto, agli anni 1803-1809 ed al
nome di Leopoldo Pollack, allievo del Piermarini. L’architetto ne
disegnò i volumi secondo lo stile neoclassico e decise per un teatro
con più ordini di palchi e platea, a forma ovale, di stampo
francesizzante.



Commissionato da alcune famiglie nobili di Bergamo con l’intento
elitario di contrapposizione al più "popolare" Teatro Riccardi in Città
bassa, sorge sull’area precedentemente occupata dal Palazzo Pretorio.
Il teatro venne costruito interamente in legno: presenta ancora oggi
tre ordini di palchi con una galleria e può ospitare fino a 1300
spettatori.



Venne inaugurato nel 1807 e proseguì la sua attività, con alterne fortune, fino alla chiusura definitiva avvenuta nel 1929.



Abbandonato a un inesorabile degrado nel corso del ‘900, fu a più riprese al centro di progetti di recupero.



Nel 1972 parte del primo piano venne occupata dall’Università degli studi di Bergamo.



La storia successiva è segnata da progetti di demolizione,
avventuristiche intenzioni di riuso e continui passaggi di proprietà,
fino all´acquisizione dell´immobile da parte del Comune di Bergamo
(1974) e ai lavori di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza
compiuti tra il 1978 e il 1981.



Da allora, lo spazio ha ospitato soprattutto esposizioni, sino
all´inizio dell´intervento di restauro, intrapreso per iniziativa del
Comune di Bergamo a partire dal 2006. Direttore dei lavori, nonché
progettista del recupero è stato l’Architetto Nicola Berlucchi.




L’obiettivo dell’intero progetto è stato quello di mantenere le
caratteristiche storiche e culturali dello splendido Teatro Sociale e
allo stesso tempo garantire il rispetto delle normative di sicurezza,
ad esempio con nuovi vani scala non visibili dall’interno del teatro,
oltre che, per esempio, con una vasca da 110 mila litri d’acqua che è
stata installata sotto la platea, come strumento antincendio.



Il restauro ha puntato a mantenere tutte le decorazioni originali e le
funzionalità previste nell’800. C’è anche un golfo mistico mobile, con
la possibilità di spostare il piano di base rispetto alla platea e sono
state installate arcate in acciaio da 35 tonnellate nella parte della
Graticia.



Si è studiata, quindi, e trovata una mediazione tra storico e moderno e l’obiettivo è stato raggiunto.


L’interno del teatro in fase di restauro



Ultimato, il restauro consegna oggi alla città un teatro storico
completamente recuperato alla sua originaria vocazione teatrale. Ma non
solo: oltre l´Opera, la Musica e la Danza, il Sociale ospiterà anche
performances multimediali, Convegni, Mostre, ponendosi come spazio
culturale a 360°.



Una Conferenza stampa, con presentazione di "200" stagione per la
riapertura, è prevista per Martedì 28 aprile 2009, ore 12.15, nei
locali ristrutturati del Teatro.



Recupero nel rispetto dell’originale: ben vengano sempre iniziative
come questa, di cui Bergamo, a giusto titolo, si sta fregiando.

Inserita il 27 – 04 – 09

Fonte: Natalia Di Bartolo

TAG: natalia di bartolo bergamo teatro sociale restauro riapertura

NINO CONTINO, pittore e scultore: decennale della scomparsa

Ricorre in questi giorni il
decennale della scomparsa del maestro Nino Contino, pittore,
scultore, inventore, poeta, artista poliedrico di grande creatività.

Rimane ancora vivo il fascino
delle visioni di Nino, l’immaginario big bang quale origine
dell’universo, concetto trasfuso in un’imponente opera che
rappresenta la celebrazione del momento nel quale tutto inizia e la
materia diviene forma di vita e dalla quale, ancora…senza soluzione
di continuità, nasce altra vita…all’infinito.



Big bang


Una visione positivistica che lo
ha accompagnato in un percorso, per certi versi sofferto e
travagliato, in un momento storico talvolta volutamente indifferente,
nel quale occorreva una insolita tenacia per  superare gli
ostacoli ambientali e cercare di trasmettere a tutti i costi (perché
era una sua emergente necessità interiore!) i propri sentimenti e le
proprie emozioni con il vettore a lui congeniale  “dell’arte
visiva “, complici una magia alchemica ed un raffinato cromatismo
che si sintetizzano in un interessante stile “informale/concettuale
“.

 Dalla pittura…alla
scultura…alla manipolazione della cruda creta che egli assecondava
in un  battere e levare…musicale…e poi aggiungere e
togliere, come se essa stessa materia avesse memoria di divenire
figura, oggetto o semplice rilievo o solco.

Nascono così le sculture di Nino
ed, in particolare, quelle monumentali, ricche di significato e di
grande spessore tecnico/compositivo, o quelle monotematiche, quale la
scultura di Monterossello (Realmonte) in memoria di Franco Monachino;
o volutamente minimaliste, quale, ad esempio, la croce stilizzata
realizzata per Piana S. Gregorio (Valle dei Templi) in occasione
della indimenticabile venuta di Papa Giovanni Paolo II ad Agrigento.

Monumento a Franco Monachino (Realmonte a mare)

Ci piace ricordare il monumento
ad Empedocle (Piazzetta Vadalà di Agrigento), opera con la quale
celebrò emblematicamente la figura e le radici di quell’essere
empedocleo che il filosofo affermava costituito da quattro elementi:
fuoco (Zeus), aria (Era), terra (Edoneo) ed acqua (Nesti).
L’aggregazione di questi elementi perpetuava il ciclo della nascita
delle cose e della loro disgregazione.

Da una osservazione approfondita
dell’opera si colgono nettamente i quattro elementi aggregati che
fanno parte essenziale della composizione.




Monumento ad Empedocle (Agrigento)


Un
forte legame concettuale collega la pittura (big bang) e la scultura
(Empedocle) del Contino, in un continuo divenire, affascinato sempre
dal mistero della creazione nella consapevolezza della fine…non senza
sofferenza…il cerchio della vita.




Deposizione (particolare)

Le sue proposte d’arte, oltre a
rappresentare il suo modo di essere, sono state sempre occasione per
veicolare messaggi sociali e culturali.

Nella sua opera ultima dedicata a
Don Bosco (Bibirria di Agrigento), infatti, oltre alla suggestiva ed
imponente coralità, strutturazione compositiva legata a schemi
scultorei classici che ripete in altre opere (vedi anche il monumento
ai Marinai d’Italia installato a Porto Empedocle), fa suoi i
principi salesiani della solidarietà, del rifuggire il male e
praticare il bene, e ribadisce l’invito di Don Bosco ad operare in
modo che “…i giovani si accorgano di essere amati
“…L’indifferenza…il peggiore male del mondo.


Monumento a Don Bosco


Indubbiamente…l’uomo veniva
prima dell’artista.

Nino Contino era convinto
assertore della necessità di esternare un sentimento o un’emozione
e per tale motivo cercava di coinvolgere i suoi alunni, gli amici ed
il pubblico in genere, invitandoli a GUARDARE e non solo a VEDERE,
con il fine di suscitare momenti di introspezione e di
approfondimento, creando un confronto al quale non si è mai
sottratto.

Restano le sue innumerevoli
opere, i suoi bozzetti, i provini ed i progetti e l’immutato
affetto di chi ha avuto il piacere di conoscerlo.

Resta anche una particolare
testimonianza, il calzare, complemento della statua di Empedocle a
suo tempo trafugato da ignoti e poi fatto ritrovare, che la
Soprintendenza alle Antichità di Agrigento ha affidato in custodia
alla famiglia, allegoria della sua presenza.

————————

La scorsa estate 2008,
nell’ambito di CULTURARTE, presso il sito archeologico di Villa
Romana (Realmonte) è stata celebrata la figura del maestro, a cura
del dott. Filippo Sciacca e del maestro Carmelo Presti.

Nel corso della serata è stata
consegnata a Mika di Montereale, pittrice e moglie del maestro
scomparso, una targa in ricordo.


Mika di Monterale alla premiazione di Culturarte


————————-

Sono in progetto il catalogo
generale ragionato delle opere del maestro Nino Contino ed una mostra
antologica.


carmelo presti


(A cura di Natalia Di Bartolo)

NINO CONTINO, pittore e scultore: decennale della morte


Ospito volentieri nella mia home un articolo del M°. Carmelo Presti su uno dei maggiori artisti contemporanei dell’agrigentino,
Nino Contino.

Ricorre in questi giorni il
decennale della scomparsa del maestro Nino Contino, pittore,
scultore, inventore, poeta, artista poliedrico di grande creatività.

Rimane ancora vivo il fascino
delle visioni di Nino, l’immaginario big bang quale origine
dell’universo, concetto trasfuso in un’imponente opera che
rappresenta la celebrazione del momento nel quale tutto inizia e la
materia diviene forma di vita e dalla quale, ancora…senza soluzione
di continuità, nasce altra vita…all’infinito.




Big bang

Una visione positivistica che lo
ha accompagnato in un percorso, per certi versi sofferto e
travagliato, in un momento storico talvolta volutamente indifferente,
nel quale occorreva una insolita tenacia per  superare gli
ostacoli ambientali e cercare di trasmettere a tutti i costi (perché
era una sua emergente necessità interiore!) i propri sentimenti e le
proprie emozioni con il vettore a lui congeniale  “dell’arte
visiva “, complici una magia alchemica ed un raffinato cromatismo
che si sintetizzano in un interessante stile “informale/concettuale
“.

 Dalla pittura…alla
scultura…alla manipolazione della cruda creta che egli assecondava
in un  battere e levare…musicale…e poi aggiungere e
togliere, come se essa stessa materia avesse memoria di divenire
figura, oggetto o semplice rilievo o solco.

Nascono così le sculture di Nino
ed, in particolare, quelle monumentali, ricche di significato e di
grande spessore tecnico/compositivo, o quelle monotematiche, quale la
scultura di Monterossello (Realmonte) in memoria di Franco Monachino;
o volutamente minimaliste, quale, ad esempio, la croce stilizzata
realizzata per Piana S. Gregorio (Valle dei Templi) in occasione
della indimenticabile venuta di Papa Giovanni Paolo II ad Agrigento.

Monumento a Franco Monachino (Realmonte a mare)


Ci piace ricordare il monumento
ad Empedocle (Piazzetta Vadalà di Agrigento), opera con la quale
celebrò emblematicamente la figura e le radici di quell’essere
empedocleo che il filosofo affermava costituito da quattro elementi:
fuoco (Zeus), aria (Era), terra (Edoneo) ed acqua (Nesti).
L’aggregazione di questi elementi perpetuava il ciclo della nascita
delle cose e della loro disgregazione.

Da una osservazione approfondita
dell’opera si colgono nettamente i quattro elementi aggregati che
fanno parte essenziale della composizione.

Monumento ad Empedocle (Agrigento)

Un forte legame concettuale collega la pittura (big bang) e la scultura (Empedocle) del Contino, in un continuo divenire, affascinato sempre dal mistero della creazione nella consapevolezza della fine…non senza sofferenza…il cerchio della vita.


Deposizione (particolare)

Le sue proposte d’arte, oltre a
rappresentare il suo modo di essere, sono state sempre occasione per
veicolare messaggi sociali e culturali.

Nella sua opera ultima, dedicata a
Don Bosco (Bibirria di Agrigento), infatti, oltre alla suggestiva ed
imponente coralità, strutturazione compositiva legata a schemi
scultorei classici che ripete in altre opere (vedi anche il monumento
ai Marinai d’Italia installato a Porto Empedocle), fa suoi i
principi salesiani della solidarietà, del rifuggire il male e
praticare il bene, e ribadisce l’invito di Don Bosco ad operare in
modo che “…i giovani si accorgano di essere amati
“…L’indifferenza…il peggiore male del mondo.

Monumento a Don Bosco


Indubbiamente…l’uomo veniva
prima dell’artista.

Nino Contino era convinto
assertore della necessità di esternare un sentimento o un’emozione
e per tale motivo cercava di coinvolgere i suoi alunni, gli amici ed
il pubblico in genere, invitandoli a GUARDARE e non solo a VEDERE,
con il fine di suscitare momenti di introspezione e di
approfondimento, creando un confronto al quale non si è mai
sottratto.

Restano le sue innumerevoli
opere, i suoi bozzetti, i provini ed i progetti e l’immutato
affetto di chi ha avuto il piacere di conoscerlo.

Resta anche una particolare
testimonianza, il calzare, complemento della statua di Empedocle a
suo tempo trafugato da ignoti e poi fatto ritrovare, che la
Soprintendenza alle Antichità di Agrigento ha affidato in custodia
alla famiglia, allegoria della sua presenza.

————————

La scorsa estate 2008,
nell’ambito di CULTURARTE, presso il sito archeologico di Villa
Romana (Realmonte) è stata celebrata la figura del maestro, a cura
del dott. Filippo Sciacca e del maestro Carmelo Presti.

Nel corso della serata è stata
consegnata a Mika di Montereale, pittrice e moglie del maestro
scomparso, una targa in ricordo.

La moglie dell’artista alla premiazione di Culturarte 2008

Sono in progetto il catalogo
generale ragionato delle opere del maestro Nino Contino ed una mostra
antologica.


carmelo presti