Un brillante IL CAMPANELLO di Donizetti al MAGGIO MUSICALE FIORENTINO


Decisamente da segnalare la rappresentazione dell’atto unico "Il
Campanello" di Gaetano Donizetti, andato in scena dal 5 al 26 dicembre
2009 in occasione delle attività invernali del Maggio Musicale Fiorentino.



In un nuovo allestimento per la regia di Jean-Louis Grinda e le scene
di Raffaele Del Savio, la brillante Operina ha visto sul podio un
direttore donizettiano doc come Fabrizio Maria Carminati.



Nel ruolo del protagonista, Don Annibale Pistacchio, il "buffo"
napoletano Bruno de Simone che ha fatto da "tutor" ai giovani cantanti
di "Maggio Fiorentino Formazione", di fronte ad un pubblico delle
grandi occasioni, meritando tutti un entusiasmo che non si riscontrava
da tempo anche per opere di maggior popolarità.





Fra di loro, vera rivelazione di questa produzione è stato il giovane
basso Salvatore Salvaggio, che ha ricoperto il ruolo di don Annibale il
23 dicembre. Voce possente e tecnicamente impeccabile, verve comica
sempre misurata da vero "animale da palcoscenico", il giovane basso
siciliano ha dato il meglio di sè in un ruolo assai inconsueto, poiché
l’operina di Donizetti è assai raramente rappresentata. Hanno
completato il cast l’ottimo baritono Mauro Bonfanti nel ruolo di
Enrico, Irene Favro nel ruolo di Serafina e Kamelia Kader nel ruolo di
Madama Rosa.



In effetti, originariamente, "Il campanello", scritto da Donizetti in
una decina di giorni alla fine del maggio 1836, era una composizione
molto breve e schematica, nata per il Teatro Nuovo di Napoli, che era,
per tradizione, il teatro della commedia per musica e della farsa.


A questo fortunato genere Donizetti offrì un felice contributo,
composto per risollevare dalle precarie condizioni impresario e
cantanti del Nuovo, rimasti disoccupati per la crisi in cui versavano i
teatri della città a metà degli anni Trenta.



Nel 1937, Donizetti stesso curò una ripresa al Teatro del Fondo,
trasformando la farsa in operina buffa: sostituì la prosa con
recitativi secchi, tradusse la parte dialettale in italiano e ampliò la
parte musicale.



Una vera chicca, dunque, che non ha mancato di dare risalto
all’inconsueta partitura donizettiana sulla prestigiosa ribalta del
Maggio Musicale Fiorentino.



Inserita il 21 – 01 – 10

Fonte: Natalia Di Bartolo

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