Mese: febbraio 2010

ROMA, 22 febbraio 2010: GALA della CROCE ROSSA al TEATRO DELL’OPERA: “LA GRANDE DANZA UNITA PER L’ABRUZZO”

Carla Fracci  e Eleonora Abbagnato, Raffaele Paganini e
Alessio Carbone, Dorothée Gilbert e Mara Galeazzi, Giuseppe Picone e
Luciana Savignano, Vladimir Derevianko e Marianela Nuñez, Silvia Azzoni
e Kledi Kadiu, Maria Iakovleva e Ambra Vallo…sarà un firmamento di
stelle del balletto internazionale ad esibirsi lunedì 22 febbraio alle
20.30 al Teatro dell’Opera di Roma, per una memorabile Serata. Una
serata di arte e di emozioni.


Carla Fracci



"La grande danza unita per l’Abruzzo" si intitola il Gala di
beneficenza, promosso dalla Croce Rossa Italiana in collaborazione con
il Teatro, per finanziare con l’incasso dello spettacolo la costruzione
di un Centro stabile riabilitativo pediatrico nella provincia
dell’Aquila.



Eleonora Abbagnato

Un gesto di solidarietà concreta verso le popolazioni colpite dal
terremoto, da parte del pubblico di appassionati romani e di molti loro
beniamini, protagonisti sui palcoscenici di Londra e Parigi, di Amburgo
e Vienna, di Essen e Lipsia, di Birmingham e San Pietroburgo, d’Europa
e d’Australia, della capitale italiana e di Napoli.


Alessio Carbone



L’evento si tiene sotto l’alto patronato della Presidenza della
Repubblica e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei
Ministri, della Regione Lazio, del Comune e della Provincia di Roma,
del Comune e della Provincia dell’Aquila e della Regione Abruzzo.


Giuseppe Picone



La serata sarà condotta da Paola Saluzzi e Pino Insegno. Mvula Sungani
firmerà la regia e, insieme con Daniele Cipriani, la direzione
artistica dello spettacolo.


Mara Galeazzi


CAST


Carla Fracci Prima Ballerina Assoluta


Eleonora Abbagnato Etoile internazionale – Opéra di Parigi


Silvia Azzoni Hamburg Ballett


Emanuela Bianchini Prima ballerina Internazionale


Matteo Bittante Pier Lombardo Danza


Breno Bittencourt Aalto Theater Essen


Alessio Carbone Opéra de Paris


Vito Cassano Crdl


Jean Sebastien Colau Opera di Lipsia


Kristy Lee Korea Australian Ballet


Vladimir Derevianko Etoile Internazionale


Olga Esina Opera di Vienna, già Teatro Mariinskij di San Pietroburgo


Mara Galeazzi Royal Ballet di Londra


Dorothée Gilbert Opéra de Paris


Maria Iakovleva Opera di Vienna


Kledi Kadiu Primo Ballerino Mediaste


Marianela Nunez Royal Ballet di Londra


Raffaele Paganini Etoile Internazionale


Giuseppe Picone Etoile Internazionale


Gerardo Porcelluzzi Teatro dell’Opera di Roma


Robert Parker Birmingham Royal Ballet


Yosvani Ramos Australian Ballet


Alexandre Ryabko Hamburg Ballett


Luciana Savignano Etoile Internazionale


Maria Lucia Segalin Aalto Theater Essen


Vladimir Shishov Opera di Vienna, già Teatro Mariinskij di San Pietroburgo


Thiago Soares Royal Ballet di Londra


Yutaka Takey Compagnia Forest Beats


Ambra Vallo Birmingham Royal Ballet

Un firmamento tutto da esplorare con occhi da sognante astronomo, attraverso il magico telescopio dell’Arte e della vera solidarietà.


Informazioni alla Biglietteria del Teatro: 06 4817003 e http://www.operaroma.it



Foto di Corrado Maria Falsini.


Inserita il 18 – 02 – 10



Fonte: Natalia Di Bartolo

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INTERNATIONAL CHOIR FESTIVAL ‘CONCORDIA VOCIS’: intervista al Presidente CLAUDIO SERRA


L’Italia, che ha dato i natali ad alcuni dei più grandi Compositori di
Musica Vocale di ogni tempo, purtroppo non è più un faro in tale
settore rispetto ad altre nazioni. La causa va ricercata innanzitutto
nel fatto che in Italia la musica abbia perso in misura ragguardevole
il rapporto con la Scuola, indispensabile per essere componente
centrale del profilo educativo dell’individuo. Se restano vivi i
tradizionali appuntamenti operistici e concertistici e alcune
manifestazioni di grosso rilievo, langue abbandonato tutto un
sottofondo musicale, soprattutto corale, cresciuto molto
nell’entusiasmo durante il secolo scorso, fatto di volontariato, di
amatorialità, ma che non trova alla fonte adeguato sostegno scolastico,
né trova, nella sua difficoltosa crescita, adeguata attenzione e
sufficiente considerazione da parte delle istituzioni.





Mentre si continua ad affermare che la musica è uno dei mezzi più
formativi della persona umana, mancano, soprattutto dal potere
centrale, gli atti legislativi e amministrativi che rendano concreta
tale indiscutibile verità.



E’ facile quindi comprendere quanto grande sia l’importanza e la
funzione di un Festival come "Concordia Vocis", che si svolge ogni anno
in Sardegna, nel contesto della realtà socio-culturale in cui si
colloca. Volto alla riscoperta e alla diffusione di un repertorio
corale internazionale, è ormai un appuntamento atteso dal pubblico
delle città che l’ospitano.



Dietro a tutto questo, ovviamente, un’Organizzazione che, guidata dal
Presidente Claudio Serra, ha profondamente creduto
nell’iniziativa-Festival e che ha profuso passione e impegno perché il
livello artistico fosse sempre più elevato.



Ed è proprio al Presidente Serra che la sottoscritta ha rivolto alcune
domande, che ha ritenuto essere fondamentali per porgere al meglio e
nel modo più veritiero possibile la realtà del Festival "Concordia
Vocis".


Il Presidente Serra, alto, brizzolato, affabile, ha risposto con
puntualità e precisione alle domande postegli e che di seguito sono
riportate in maniera integrale.


Presidente Serra, come, quando e con quali finalità è nata l’idea di fondare "Concordia Vocis"?

Il Festival Concordia Vocis ha avuto i suoi natali nel 1992. Dopo
due edizioni a carattere regionale, svoltesi nel 1988 e 1990, entrambe
dedicate al M° Gustavo Melis, primo direttore del Coro del Centro
Universitario Musicale di Cagliari. Le due Rassegne sono state un
ottimo banco di prova per noi che affrontavamo per la prima volta un
evento a carattere, si regionale, ma che coinvolgeva molti cori, quindi
molti coristi. Si dovettero affrontare tutti i problemi di carattere
logistico: la scelta delle Chiese, l’organizzazione dell’ospitalità,
ma, in primis, la pubblicità in quanto in Città non era mai stata
organizzata una manifestazione di quelle dimensioni per cui si era
all’oscuro della risposta da parte del pubblico. La preoccupazione si è
subito rivelata infondata perché la novità ha coinvolto tanto pubblico
da non poter essere contenuto nelle Chiese, seppur di grandi
dimensioni. Appunto nel 1992 la Rassegna si è evoluta, diventando
Festival Internazionale per la presenza di Cori provenienti dal
territorio europeo. Da quel momento in poi, Concordia Vocis ha svolto
un importante ruolo di interscambio culturale, principio che ha
sollecitato gli organizzatori a realizzare l’appuntamento annuale.


Lei ne è stato fra i fondatori e ne è Presidente fin dall’inizio:
quali erano le prospettive della diffusione e dello sviluppo del canto
corale che le si presentavano allora e quali sono state le risposte
"sul campo"?


Considerando che la mia professione è stata per trentotto anni
quella di funzionario dell’Amministrazione Regionale nell’ambito delle
Biblioteche Comunali, coordinatore dei Sistemi Bibliotecari dell’intera
regione Sardegna, solamente la passione per la musica poteva
coinvolgermi in questa avventura. Dedicando la mia vita ai servizi
rivolti al cittadino, non potevo che pensare all’organizzazione di un
Festival finalizzato a tale scopo.
Premettendo che il Centro Universitario Musicale di Cagliari è stato il
primo organismo culturale a carattere musicale nato su iniziativa di un
gruppo di giovanissimi universitari, dal 1968 in poi ha sempre svolto
il compito di diffondere la musica corale e strumentale fra i giovani.
Nei quarant’anni di attività ininterrotta, è stato fucina di cantanti
che si sono inseriti nel mondo dei professionisti, ma ha anche dato i
natali a quasi tutti i cori che si sono formati sia in città, sia nel
territorio regionale. Ciò dovuto al fatto che molti coristi hanno
frequentato il Conservatorio di Musica cittadino e, una volta
diplomatisi, hanno scelto la strada della direzione corale.
Personalmente posso essere solo orgoglioso di aver svolto un ruolo
importante per la crescita e lo sviluppo della coralità sarda. Il mio
impegno si è concretizzato nel 1990 con il gravoso compito di
presiedere, per sei anni, la Federazione Regionale Sarda delle
Associazioni Corali.


Che importanza, a suo parere, riveste il Canto ed in particolare
quello corale, nel panorama musicale così variegato di un ambiente
culturalmente evoluto e che importanza occorrerebbe ancora darvi?


Con il pensiero rivolto al “sociale” , ritengo che il canto corale
sia un ottimo strumento per infondere ai giovani il senso del rispetto,
della socializzazione e della disciplina.
Ritengo che ogni corista, nel momento in cui si esibisce davanti al
pubblico, pensi di offrire se stesso per il piacere del prossimo. In
tutta la mia personale esperienza, non ho ricordi di ragazzi
appartenenti ai vari cori, che abbiano rivolto la loro attenzione al
drammatico mondo della droga. Se qualcuno ha contatti con tale mondo,
svolge un ruolo nel volontariato.


Il Festival ha contribuito in questi 18 anni alla valorizzazione del canto corale?

Se così non fosse, si decreterebbe il fallimento dell’iniziativa;
viceversa, ritengo che anche la presenza di cori considerati
“eccellenze” dai consulenti musicali che collaborano con il Festival
Concordia Vocis abbia fornito ai cultori e ai giovani appassionati un
validissimo esempio da seguire.


Il Coro del C.U.M. di Cagliari


Qual è il repertorio che prediligete ed in base a quali parametri "scegliete" ogni anno i gruppi che animeranno il Festival?

Sull’esperienza maturata frequentando da osservatore altri festival
dislocati in tutte le parti del mondo, è stata adottata da subito la
scelta di NON imporre un tema fisso, quindi lasciare al Direttore di
quel coro la facoltà di scegliere il programma musicale. L’obiettivo è
stato quello di porre il coro ospite nelle condizioni di esprimere al
meglio le pagine più belle del proprio repertorio.
Dai risultati conseguiti, posso assicurare che il mese e mezzo di
Festival offre una tale varietà di brani che suscita sul pubblico lo
stimolo alla costante presenza in sala. C’è da aggiungere che la
formula adottata è presa in grande considerazione dagli stessi
direttori, al momento dell’invito.
L’individuazione dei gruppi corali da invitare al Festival avviene in
primo luogo partecipando personalmente ai concorsi e ai festival che
ogni anno si svolgono nei cinque continenti, quindi dall’ascolto
diretto. Ulteriori informazioni sono fornite dai consulenti che operano
nel campo corale in qualità di componenti le giurie dei concorsi più
importanti. Parlo di personaggi del calibro dello svedese Gary Graden,
dell’inglese Peter Broadbent, della filippina Andrea O. Veneracion, e,
recentemente dalla sua ex corista Anna Tabita Abeleda, e tanti altri
direttori che riconoscendo al Festival un alto livello artistico,
segnalano di volta in volta gruppi corali che meritano di essere
invitati al Festival cagliaritano.


Come risponde il pubblico, con i giovani in particolare, a questo tipo di musica?

Per poter permettere alle varie fasce d’età di partecipare ai
concerti, e di poter stabilire “quale pubblico” segua il Festival, è
stato previsto l’ingresso a pagamento con prezzi diversificati, con
riferimento all’età degli spettatori. Ciò ha permesso di avere molte
risposte; fra queste, i concerti che attraggono maggiormente i giovani
sono quelli in cui vengono eseguiti autori contemporanei, mentre le
musiche eseguite dai cori tedeschi, decisamente "classici", per
esempio, sono preferite da un pubblico più adulto. Una considerazione
importante da fare è quella che, se nella stessa sera è presente in
città un personaggio importante della musica leggera in concerto, il
concerto corale di Concordia Vocis non ha mai subito cali di presenze.
Per la calendarizzazione del Festival si è sempre tenuto conto delle
esigenze del pubblico e degli altri operatori culturali e di
spettacolo. I venti concerti che compongono il cartellone, prevedono
due appuntamenti cittadini per settimana; nella stessa settimana il
coro ospite si esibisce in altre due Città, Tortolì e Iglesias,
capoluoghi di Provincia, che sono due realtà importanti nel proprio
territorio.


Le sovvenzioni degli Enti Pubblici sono adeguate?

Se rispondessi di no sarebbe una risposta scontata, se la risposta
fosse positiva sarei considerato folle. L’organizzazione di un evento
di tali dimensioni, necessita di finanziamenti consistenti ma, in
considerazione alla situazione economica del Paese, e del fatto che
Concordia Vocis non ha fini di lucro, per noi è importante chiudere il
bilancio in pareggio. Tale obiettivo si è sempre raggiunto, perché ad
esso hanno concorso i più importanti Enti Locali: la Presidenza della
Giunta Regionale, gli Assessorati Regionali del Turismo e dello
Spettacolo, i Comuni di Iglesias e di Tortolì, L’Amministrazione
Provinciale di Cagliari, la Fondazione Banco di Sardegna ed alcuni
sponsors. Senza dubbio, per poter accedere ai contributi, è necessario
un intenso lavoro di sensibilizzazione ma con il passare degli anni la
notorietà del Festival ha fatto da garante nei loro confronti. Da
rilevare che, dal mese di marzo de 2009, l’"International Choir
Festival Concordia Vocis" è membro ufficiale del Choral Festival
Network di cui fanno parte altri ventisette organismi internazionali
dei cinque continenti. L’Italia è rappresentata, oltre che dal Festival
“Concordia Vocis”, dal Concorso Internazionale Corale “Guido d’Arezzo”.


Fra tutti i Gruppi Corali che hanno partecipato in questi anni quale è stata la formazione più interessante?

E’ molto difficile stabilire una graduatoria fra partecipanti di
altissimo livello artistico, guidati da eccellenti direttori. Siamo
orgogliosi di aver avuto nel tempo la presenza Filippina con il famoso
The University of the Philippines Madrigal Singers condotto dalla
Prof.ssa Andrea O. Veneracion, cui è stata conferita dal Governo di
Manila l’alta onorificenza di Eroe Nazionale per la Cultura.; quella
del Joyful Compeny of Singers di Londra diretto da Peter Broadbent; per
l’Italia da segnalare la presenza nel ’98 del Collegium Vocale et
Instrumentale Ars Nova Cantandi, condotto dal M° Giovanni Acciai.
A seguire, il Coro Maschile del Patriarcato di Ortodosso di Mosca, del
M° A. Grindenko ed il Kammerchor Stuttgart del M° F. Bernius. Come ho
fatto presente in precedenza, tutti i gruppi partecipanti hanno
lasciato un segno nella memoria degli spettatori, proprio perché
provenienti dai diversi continenti e con culture diversissime. Non
ultimo, il Coro del Centro Universitario Musicale di Cagliari (nella
foto, n.d.r.), diretto dal M° Onofrio Figliola.


E’ difficile reperire giovani per il Canto Corale?

Se ai giovani vengono proposti concerti corali di elevato livello
artistico, si provoca in questi la curiosità e la voglia di cimentarsi
nell’arte del Canto. Capita ogni anno, alla chiusura del Festival;
giovani e meno giovani si mettono in contatto con noi per avere
informazioni circa la possibilità di frequentare dei corsi di canto
finalizzato all’inserimento nel Coro.


Il Conservatorio di Cagliari quale importanza dà a questo Genere vocale?

Come succede in quasi tutti i conservatori di musica italiani, le
classi di canto corale mirano a formare cantanti lirici; in qualche
caso si formano delle classi sperimentali di canto barocco. Manca quasi
del tutto lo studio della polifonia e dei compositori.
La classe di esercitazione corale viene sempre più snobbata dagli
allievi, la cui frequentazione è vista, purtroppo, come una perdita di
tempo.


Quali sono i programmi di Concordia vocis per il futuro?

Senza dubbio proseguire il cammino iniziato nel 1992, con
l’entusiasmo dei primi anni, apportando novità al fine di rendere
sempre fresca e interessante ogni edizione.
Le prossime edizioni saranno dedicate ad una nazione differente, con
l’intento principale di far partecipare i rispettivi cori universitari.


Nel ringraziare il Presidente del Festival Concordia Vocis, Claudio
Serra, la sottoscritta tende a sottolineare, se ancora ce ne fosse
bisogno, l’importanza internazionale che il Festival, indissolubilmente
legato alla Sardegna riscuote ormai in tutto il mondo. Felice poi, in
particolare, l’ultima edizione in ordine di tempo, nel 2009, la XVIII,
in cui il Festival è divenuto maggiorenne sotto ogni aspetto e che,
seguendo le esperienze degli anni passati, ha portato in Sardegna
alcuni dei più prestigiosi complessi corali dell’Europa.


Hanno avuto spazio nell’ambito dello scorso Festival l grande coro
delle Asturie El Leon de Oro, reduce dall’aver ottenuto il Prestigioso
Gran Prix “Città di Arezzo”; l’Ensemble Vocale di Ljubljana, un gruppo
di recente costituzione, ma già vincitore nel 2009 al Concorso
Internazionale di Arezzo, di quattro premi e del Gran Premio Guido
d’Arezzo, con il diritto a partecipare nel 2010 al Gran Premio
d’Europa; il Dufay Ensemble di Friburgo; il Gruppo russo Vocal Ensemble
Anima; il St.Jacob’s Chamber Choir di Stoccolma, diretto dal mitico
Gary Graden…Tutte straordinarie formazioni corali, accanto alle quali
non hanno sfigurato i Gruppi italiani: il gruppo sardo Tenores di Bitti
Remunnu ‘e Locu; il Torino Vocalensemble; il gruppo cagliaritano Echos
Vocal Ensemble; il Coro Gioacchino Rossini di Sassari; lo straordinario
Coro di Iglesias, diretto dal M° Mariano Garau, già direttore in
passato con la Cappella Musicale Allori di Iglesias; il Coro polifonico
del C.U.M. con il Maestro Onofrio Figliola; e l’ Ensemble Vocale
Epigramma ’98.



La XVIII edizione ha portato inoltre una felice novità: alla
maggioranza dei concerti cagliaritani è ritornata a fare da prestigiosa
cornice la Basilica di San Saturno, uno dei monumenti paleocristiani
più importanti della Sardegna: con essa e con la suggestiva scenografia
architettonica della restaurata Basilica di Santa Croce il Festival può
garantire oggi la sede più ideale alle voci che animeranno anche in
futuro tali nutrite edizioni.



Altra novità del 2009 è stata costituita dagli accordi fra l’Università
degli Studi di Cagliari e il Centro Universitario Musicale, finalizzati
all’organizzazione di tre concerti nella "cava romana", situata
all’interno dell’Orto Botanico, annoverato fra i più importanti
laboratori a cielo aperto del mondo dei vegetali.



Da sottolineare poi, in maniera particolare, nell’ottobre 2009 la
partecipazione del Coro Polifonico del Centro Universitario Musicale di
Cagliari, diretto dal M°. Onofrio Figliola, allo Shangai International
Arts Festival, su espresso invito del Vice Presidente del Festival Wei
Zhi. In tutto, le nazioni partecipanti al Festival Cinese sono state 30
di cui 13 nella sezione dedicata alla coralità. Un grande successo per
la formazione corale Sarda e, in attesa dell’edizione 2010, un augurio
dalla sottoscritta (che ha vissuto in passato una formativa esperienza
in una Corale Polifonica, prima di dedicarsi al Canto Lirico), di un
meritato "Ad maiora semper!".


Inserita il 16 – 02 – 10


Fonte: Natalia Di Bartolo

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Il CORO del C.U.M. di Cagliari a SHANGAI: cronaca di un successo annunciato

La prima comunicazione tra l’Organizzazione Cinese e la Direzione di
"Concordia Vocis", Festival Internazionale di Formazioni Corali, risale
a metà Maggio 2009. In questa, l’organizzazione del Festival Cinese,
nella persona del vice presidente Wei Zhi, invitava il Coro Polifonico
del Centro Universitario Musicale di Cagliari a partecipare allo
Shanghai International Arts Festival, nella sezione dedicata alla
musica, in programmazione nel mese di Ottobre 2009.



Oltre al CORO POLIFONICO DEL CENTRO UNIVERSITARIO MUSICALE DI CAGLIARI,
gli altri cori partecipanti in rappresentanza delle varie nazioni erano:



STUDENT CHORUS OF CHINA NORMAL UNIVERSITY



LITTLE COMPANION ART TROUPE CHORUS OF CWI CHILDREN’S PALACE



TEACHERS’ CHOIR OF MINHANG DISTRICT



SHANGHAI POLICE OFFICERS CHORUS



THE BOYS AND GIRLS CHOIR OF HARLEM ALUMNI ENSEMBLE



STOUXINGERS ENSEMBLE FROM GERMANY



SOUTHERN UTAH HERITAGE CHOIR



THE VOCAL QUARTET FLEDER FROM SWEDEN



JAGIELLONIAM UNIVERSITY CHOIR IN KRAKOW



THE SICHUAN QIANG ENSEMBLE



THE GUIZHOU DONG ZU DA GE NINE-SISTER CHOIR



THE XIKAZE MOUNT EVERST ENSEMBLE



In tutto, le nazioni partecipanti al Festival erano trenta, di cui tredici nella sezione dedicata alla coralità.


Il Coro del C.U.M. a Shangai



Dopo un centinaio di e-mail in cui si specificava, dettagliatamente, la
permanenza in Cina, la Presidenza del Coro cagliaritano ha ritenuto
opportuno chiedere l’intervento del Consolato d’Italia a Shanghai; a
fronte delle assicurazioni del Direttore dell’Istituto Italiano di
Cultura, nella persona del Dr Paolo Sabbatini, è stato firmato il
contratto dove si indicava la presenza del coro cagliaritano in
rappresentanza dell’Italia e gli impegni dell’organizzazione cinese
riguardanti l’ospitalità, i trasporti, l’organizzazione dei concerti, i
repertori da eseguire.



Finalmente è giunto il giorno della partenza, avvenuta il 15 Ottobre 2009.


Dopo 18 ore di volo da Cagliari a Shanghai, passando per Roma e Dubai,
il coro è giunto nella città cinese, che conta 20 milioni di abitanti.



La città, che è ormai in competizione con tutte le metropoli mondiali,
si è presentata con tutta la maestosità di una megalopoli diventata
capitale dell’economia e della cultura mondiale. Attendeva il gruppo
italiano in arrivo un pullman GT. Sul pullman era presente un
interprete che ha assistito i partecipanti italiani per tutta la durata
del soggiorno.


L’Hotel **** ha ospitato i componenti il coro in comode e accoglienti camere.



Il primo giorno, data l’importanza del Festival, il coro è stato
impegnato per la maggior parte della giornata nella preparazione
musicale e nelle prove d’acustica, di sistemazione sul palco in
relazione al lavoro dei fonici e dei tecnici delle luci, tutti
coordinati da un regista, in quanto per i concerti era prevista la
trasmissione diretta sulle reti nazionali di tutta la Cina.


Considerando che il Festival è molto conosciuto e seguito da molti
anni, in questa 11^ edizione, secondo i dati, i cori partecipanti sono
stati conosciuti ed ascoltati da oltre 200 milioni di cinesi.



I programmi musicali comprendevano autori di vari periodi, ma la
direzione artistica del Festival ha puntato sulla polifonia
contemporanea europea, con autori quali Whitacre, Busto, Poulenc,
Bardos, Rossini, Duruflè, Debussy; includendo un brano della tradizione
sarda dell’autore Pino Pisano “Est una notte e luna", per finire con un
brano di musica leggera arrangiato dal Maestro Onofrio Figliola per
voce solista (Manuel Cossu), coro e pianoforte, il conosciutissimo
“VOLARE” di Domenico Modugno, richiesto dall’organizzazione cinese. Non
è mancato, di Giuseppe Verdi, dall’Opera "Nabucco", il “Va pensiero”
che è stato eseguito assieme a tutti i cori presenti nelle varie serate.



La sera del 17 ottobre ha avuto luogo l’inaugurazione del Festival, nel
MINHANG CITY THEATRE. Questo è il teatro più grande e importante della
città, in cui il coro del C.U.M. ha eseguito, tra l’altro, il "Va
Pensiero" di Giuseppe Verdi e un brano cinese, obbligatorio per tutti i
cori partecipanti, “MOLIHUA” (gelsomino) che ha mandato in visibilio il
pubblico presente, il quale ha apprezzato la vocalità mediterranea che
ha reso il testo asiatico eccezionalmente dolce e armonioso.



Il giorno 18, il coro si è esibito nel DRAMA THEATRE OF SHANGHAI, che
fa parte del Grand Thatre su cui insiste anche il teatro per la Lirica,
capace di oltre duemila posti.



Il giorno 19 mattina, al 52° piano del Grand Hotel Pullman, sono stati
organizzati vari incontri: una vetrina promozionale in cui i
rappresentanti degli organismi internazionali hanno pubblicizzato la
propria attività; per Cagliari il Presidente del coro e del Centro
Universitario Musicale di Cagliari, Claudio Serra ha presentato il
Festival Internazionale di Musica Vocale “CONCORDIA VOCIS” che si
svolge ogni anno in Sardegna. Nell’occasione è stato distribuito
materiale pubblicitario riguardante la Sardegna, Cagliari in
particolare: sono stati consegnati libri, depliant, CD sull’isola
sarda, sulle attrattive turistiche, sulla sua storia, sulla cultura
musicale e le tradizioni.


Nello stesso Hotel, i Presidenti e i Direttori dei cori sono stati poi
invitati al pranzo ufficiale, a cui erano presenti le massime autorità
cinesi, compreso il Ministro del Governo cinese che ha invitato il Coro
cagliaritano del C.U.M. a partecipare al Festival che si svolge
annualmente a Pechino.


La sera, è stato replicato il concerto presso il DRAMA THEATRE OF SHANGHAI.



Martedì 20, il coro ha partecipato a uno spettacolo organizzato nel
CENTRO POLIVALENTE DELLE ARTI, un gigantesco centro sociale dove
convivono tutte le espressioni artistiche, frequentato da persone di
qualsiasi età.


E’ stato un incontro molto importante sotto l’aspetto della
comunicazione e della socializzazione che si è concluso con un caloroso
applauso e con la distribuzione di graziosi souvenirs.


Al Consolato d’Italia a Shangai, presso l’Istituto Italiano di Cultura,
si è svolto poi un incontro con la struttura diretta dal Dr. Paolo
Sabbatini cui sono stati consegnati a nome del Sindaco di Cagliari, Dr.
Emilio Floris, una medaglia con lo stemma del Capoluogo della Sardegna
e una lettera di saluto della Città di Cagliari al Consolato stesso.


Con l’occasione, il Dr. Sabbatini ha consegnato una medaglia ricordo al
Sindaco di Shangai, accompagnata da una lettera, mentre al Presidente
Claudio Serra, al Direttore del coro Onofrio Figliola e alla
responsabile della tournèe cinese Margherita Nieddu, sono stati
consegnati un ATTESTATO DI BENEMERENZA e una medaglia del Governo
Italiano.



Al rientro in Patria, dalla Cina è pervenuta una mail di apprezzamento
per quanto il coro aveva espresso durante il Festival e l’invito a
partecipare anche nei prossimi anni, a partire dal 2010, in coincidenza
con l’EXPO’ mondiale: occasione senza dubbio da non perdere.



L’obiettivo di tutto questo adoperarsi, che ha fatto sì che si
riconoscesse il giusto valore del coro cagliaritano ed ha compensato
fatica e dedizione, fonda le proprie basi nel convincimento che
l’espressione vocale, che in Sardegna ha profonde, singolari e
significative radici, debba diventare sempre più fatto che appartenga a
tutti, alla vita di tutti i giorni, alla base dell’educazione di ogni
cittadino.


Si ringrazia il Presidente del Festival Corale Internazionale "Concordia Vocis", Claudio Serra, per i particolari forniti.



Inserita il 16 – 02 – 10

Fonte: Natalia Di Bartolo

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Le tre SORELLE LATTUCA in MOSTRA a REALMONTE con “CHERCHEZ LA FEMME”, dal 7/02 al 31/03 2010


Suonare il pianoforte a quattro mani non è cosa rara, anche se non particolarmente consueta…Dipingere a quattro mani, decisamente è meno comune. Se poi si dipinga addirittura a sei mani, allora la quaestio diventa una vera rarità. Ed è successo e succede con l’Arte delle tre sorelle Lattuca: Santina, Rosalia e Sonia, in arte "eSseLleSse". Le pittrici, tre sorelle realmontesi estrose e creative, hanno "inventato" un sistema per dipingere insieme gli stessi quadri e percorrere in vera simbiosi il proprio tragitto pittorico.


"Dignità", olio su tela cm. 100×150


Chi scrive ha avuto il piacere di presentare la Mostra
(difficile definirla "Personale", ma, in effetti, lo è) dei loro dipinti, dal significativo titolo "Chérchez la femme", ricca di opere che restano esposte nei locali della Pro Loco di Realmonte, in Piazza Umberto I, dal 7 febbraio, giorno dell’inaugurazione, al 31 marzo 2010; e, nella presentazione, dialogare piacevolmente con loro, giovani, graziose ed affabili, apprendendo da loro stesse come nessuna abbia preponderanza sull’altra in ogni opera: a turno o insieme inventano, creano il bozzetto, disegnano, dipingono, rifiniscono…Tutto senza ruoli prestabiliti. Ed il risultato, come già rilevato in sede di presentazione, è così ben amalgamato che sarebbe impossibile distinguere la mano dell’una o dell’altra sorella. Un pregio di coerenza ed unità, ovviamente, nonché una vera eccezione, nel mondo delle Arti figurative, che è spesso non solo esclusivo, ma anche "esclusivista".


Da sinistra: Sonia Lattuca, L’Assessore Salemi, Rosalia Lattuca, la sottoscritta, il Presidente della Pro Loco Di Lucia, Santina Lattuca ed il Sindaco Farruggia


Le Opere dimostrano una vena disegnativa decisamente di fonte accademica (tutte e tre le tre sorelle vi sono diplomate), ma con scorci "coraggiosi" e "virate" notevolmente "personali", sia pur scaturite da tre "fonti" umane ed artistiche che è impossibile poter definire "identiche". Tale maturità disegnativa è messa al servizio di una altrettanto già sicura e consapevole vena pittorica, che fa del corpo umano, in maggioranza nudi di donna, fonte di espressione e, nello stesso tempo d’introspezione: "Chérchez la femme", appunto. Un’introspezione così sentita, da portarle, addirittura a "sezionare" artisticamente il corpo femminile, per scrutarne sì le singole parti, ma, soprattutto, per "guardarvi dentro". Cosa vi trovano le sorelle Lattuca? Certamente un’esigenza di riflessione e d’identità che si legge chiaramente in ogni opera; nonché la ricerca di un’ interiorità che sia al seguito, ma mai al servizio dell’esteriorità.



L’immaginario femminino trionfa, con punte di acceso colorismo ed originalità compositiva, trasmettendo al fruitore un’immagine composita ma coerente della produzione delle tre pittrici, che puntano alla decisa personalizzazione delle loro figure e della loro tavolozza, fatta di colori accesi e talvolta inconsueti, ma con un rispetto del buon gusto e del "nudo artistico" dichiarato, ma mai sensuale e fine a se stesso. Anzi, la velata malinconia di certe figure, si contrappone a qualche "divertissement" polimaterico, dove le artiste si prendono un po’ gioco di tale sensualità, trattandola volutamente con superficiale, aggressivo approccio, con tagli di pelli maculate e di gradevoli figure, quasi dei figurini: da non dimenticare che le tre sorelle si occupano anche di Moda, Haute Couture, con ottimi contatti , quali Marta Marzotto e Ottavio Missoni, e lusinghieri primi successi.


L’intervento musicale di Nenè Sciortino


Al di là dell’intervento critico della sottoscritta,
sono da sottolineare le
significative parole del Sindaco di Realmonte, ing. Giuseppe Farruggia
e dell’Assessore alla Cultura, prof. Paolo Salemi, nonché quelle del
presidente della Pro Loco, prof. Angelo Di Lucia, che si sono espressi
con parole lusinghiere ed anche con il legittimo e ben riposto orgoglio
di avere in mostra a Realmonte, per la prima volta, le opere di tre
artiste originarie proprio della città della Scala dei Turchi. Inoltre, di fronte al folto pubblico che gremiva la sala, dopo l’intervento di presentazione della sottoscritta, il cabarettista Nené Sciortino si è esibito in un applaudito, breve intrattenimento musicale folkloristico.


Il folto pubblico che ha assistito all’inaugurazione


Una mostra che ha riscosso ed ancora riscuoterà un ampio successo; un’esposizione variegata, dunque, accesa nei colori, mai superficiale nei temi e decisamente parte di un percorso artistico ancora lungo, ma già felicemente intrapreso: del resto, non si smette mai d’imparare ed un artista che sia veramente tale non si sente mai "arrivato". Ad maiora, quindi, alle tre graziose sorelle Lattuca: che il futuro riservi loro il successo che giustamente ricercano, in una continua, incessante maturazione artistica e tematica, che già le fa spiccare nel mondo artistico dell’agrigentino e non solo.


Natalia Di Bartolo