INTERNATIONAL CHOIR FESTIVAL ‘CONCORDIA VOCIS’: intervista al Presidente CLAUDIO SERRA


L’Italia, che ha dato i natali ad alcuni dei più grandi Compositori di
Musica Vocale di ogni tempo, purtroppo non è più un faro in tale
settore rispetto ad altre nazioni. La causa va ricercata innanzitutto
nel fatto che in Italia la musica abbia perso in misura ragguardevole
il rapporto con la Scuola, indispensabile per essere componente
centrale del profilo educativo dell’individuo. Se restano vivi i
tradizionali appuntamenti operistici e concertistici e alcune
manifestazioni di grosso rilievo, langue abbandonato tutto un
sottofondo musicale, soprattutto corale, cresciuto molto
nell’entusiasmo durante il secolo scorso, fatto di volontariato, di
amatorialità, ma che non trova alla fonte adeguato sostegno scolastico,
né trova, nella sua difficoltosa crescita, adeguata attenzione e
sufficiente considerazione da parte delle istituzioni.





Mentre si continua ad affermare che la musica è uno dei mezzi più
formativi della persona umana, mancano, soprattutto dal potere
centrale, gli atti legislativi e amministrativi che rendano concreta
tale indiscutibile verità.



E’ facile quindi comprendere quanto grande sia l’importanza e la
funzione di un Festival come "Concordia Vocis", che si svolge ogni anno
in Sardegna, nel contesto della realtà socio-culturale in cui si
colloca. Volto alla riscoperta e alla diffusione di un repertorio
corale internazionale, è ormai un appuntamento atteso dal pubblico
delle città che l’ospitano.



Dietro a tutto questo, ovviamente, un’Organizzazione che, guidata dal
Presidente Claudio Serra, ha profondamente creduto
nell’iniziativa-Festival e che ha profuso passione e impegno perché il
livello artistico fosse sempre più elevato.



Ed è proprio al Presidente Serra che la sottoscritta ha rivolto alcune
domande, che ha ritenuto essere fondamentali per porgere al meglio e
nel modo più veritiero possibile la realtà del Festival "Concordia
Vocis".


Il Presidente Serra, alto, brizzolato, affabile, ha risposto con
puntualità e precisione alle domande postegli e che di seguito sono
riportate in maniera integrale.


Presidente Serra, come, quando e con quali finalità è nata l’idea di fondare "Concordia Vocis"?

Il Festival Concordia Vocis ha avuto i suoi natali nel 1992. Dopo
due edizioni a carattere regionale, svoltesi nel 1988 e 1990, entrambe
dedicate al M° Gustavo Melis, primo direttore del Coro del Centro
Universitario Musicale di Cagliari. Le due Rassegne sono state un
ottimo banco di prova per noi che affrontavamo per la prima volta un
evento a carattere, si regionale, ma che coinvolgeva molti cori, quindi
molti coristi. Si dovettero affrontare tutti i problemi di carattere
logistico: la scelta delle Chiese, l’organizzazione dell’ospitalità,
ma, in primis, la pubblicità in quanto in Città non era mai stata
organizzata una manifestazione di quelle dimensioni per cui si era
all’oscuro della risposta da parte del pubblico. La preoccupazione si è
subito rivelata infondata perché la novità ha coinvolto tanto pubblico
da non poter essere contenuto nelle Chiese, seppur di grandi
dimensioni. Appunto nel 1992 la Rassegna si è evoluta, diventando
Festival Internazionale per la presenza di Cori provenienti dal
territorio europeo. Da quel momento in poi, Concordia Vocis ha svolto
un importante ruolo di interscambio culturale, principio che ha
sollecitato gli organizzatori a realizzare l’appuntamento annuale.


Lei ne è stato fra i fondatori e ne è Presidente fin dall’inizio:
quali erano le prospettive della diffusione e dello sviluppo del canto
corale che le si presentavano allora e quali sono state le risposte
"sul campo"?


Considerando che la mia professione è stata per trentotto anni
quella di funzionario dell’Amministrazione Regionale nell’ambito delle
Biblioteche Comunali, coordinatore dei Sistemi Bibliotecari dell’intera
regione Sardegna, solamente la passione per la musica poteva
coinvolgermi in questa avventura. Dedicando la mia vita ai servizi
rivolti al cittadino, non potevo che pensare all’organizzazione di un
Festival finalizzato a tale scopo.
Premettendo che il Centro Universitario Musicale di Cagliari è stato il
primo organismo culturale a carattere musicale nato su iniziativa di un
gruppo di giovanissimi universitari, dal 1968 in poi ha sempre svolto
il compito di diffondere la musica corale e strumentale fra i giovani.
Nei quarant’anni di attività ininterrotta, è stato fucina di cantanti
che si sono inseriti nel mondo dei professionisti, ma ha anche dato i
natali a quasi tutti i cori che si sono formati sia in città, sia nel
territorio regionale. Ciò dovuto al fatto che molti coristi hanno
frequentato il Conservatorio di Musica cittadino e, una volta
diplomatisi, hanno scelto la strada della direzione corale.
Personalmente posso essere solo orgoglioso di aver svolto un ruolo
importante per la crescita e lo sviluppo della coralità sarda. Il mio
impegno si è concretizzato nel 1990 con il gravoso compito di
presiedere, per sei anni, la Federazione Regionale Sarda delle
Associazioni Corali.


Che importanza, a suo parere, riveste il Canto ed in particolare
quello corale, nel panorama musicale così variegato di un ambiente
culturalmente evoluto e che importanza occorrerebbe ancora darvi?


Con il pensiero rivolto al “sociale” , ritengo che il canto corale
sia un ottimo strumento per infondere ai giovani il senso del rispetto,
della socializzazione e della disciplina.
Ritengo che ogni corista, nel momento in cui si esibisce davanti al
pubblico, pensi di offrire se stesso per il piacere del prossimo. In
tutta la mia personale esperienza, non ho ricordi di ragazzi
appartenenti ai vari cori, che abbiano rivolto la loro attenzione al
drammatico mondo della droga. Se qualcuno ha contatti con tale mondo,
svolge un ruolo nel volontariato.


Il Festival ha contribuito in questi 18 anni alla valorizzazione del canto corale?

Se così non fosse, si decreterebbe il fallimento dell’iniziativa;
viceversa, ritengo che anche la presenza di cori considerati
“eccellenze” dai consulenti musicali che collaborano con il Festival
Concordia Vocis abbia fornito ai cultori e ai giovani appassionati un
validissimo esempio da seguire.


Il Coro del C.U.M. di Cagliari


Qual è il repertorio che prediligete ed in base a quali parametri "scegliete" ogni anno i gruppi che animeranno il Festival?

Sull’esperienza maturata frequentando da osservatore altri festival
dislocati in tutte le parti del mondo, è stata adottata da subito la
scelta di NON imporre un tema fisso, quindi lasciare al Direttore di
quel coro la facoltà di scegliere il programma musicale. L’obiettivo è
stato quello di porre il coro ospite nelle condizioni di esprimere al
meglio le pagine più belle del proprio repertorio.
Dai risultati conseguiti, posso assicurare che il mese e mezzo di
Festival offre una tale varietà di brani che suscita sul pubblico lo
stimolo alla costante presenza in sala. C’è da aggiungere che la
formula adottata è presa in grande considerazione dagli stessi
direttori, al momento dell’invito.
L’individuazione dei gruppi corali da invitare al Festival avviene in
primo luogo partecipando personalmente ai concorsi e ai festival che
ogni anno si svolgono nei cinque continenti, quindi dall’ascolto
diretto. Ulteriori informazioni sono fornite dai consulenti che operano
nel campo corale in qualità di componenti le giurie dei concorsi più
importanti. Parlo di personaggi del calibro dello svedese Gary Graden,
dell’inglese Peter Broadbent, della filippina Andrea O. Veneracion, e,
recentemente dalla sua ex corista Anna Tabita Abeleda, e tanti altri
direttori che riconoscendo al Festival un alto livello artistico,
segnalano di volta in volta gruppi corali che meritano di essere
invitati al Festival cagliaritano.


Come risponde il pubblico, con i giovani in particolare, a questo tipo di musica?

Per poter permettere alle varie fasce d’età di partecipare ai
concerti, e di poter stabilire “quale pubblico” segua il Festival, è
stato previsto l’ingresso a pagamento con prezzi diversificati, con
riferimento all’età degli spettatori. Ciò ha permesso di avere molte
risposte; fra queste, i concerti che attraggono maggiormente i giovani
sono quelli in cui vengono eseguiti autori contemporanei, mentre le
musiche eseguite dai cori tedeschi, decisamente "classici", per
esempio, sono preferite da un pubblico più adulto. Una considerazione
importante da fare è quella che, se nella stessa sera è presente in
città un personaggio importante della musica leggera in concerto, il
concerto corale di Concordia Vocis non ha mai subito cali di presenze.
Per la calendarizzazione del Festival si è sempre tenuto conto delle
esigenze del pubblico e degli altri operatori culturali e di
spettacolo. I venti concerti che compongono il cartellone, prevedono
due appuntamenti cittadini per settimana; nella stessa settimana il
coro ospite si esibisce in altre due Città, Tortolì e Iglesias,
capoluoghi di Provincia, che sono due realtà importanti nel proprio
territorio.


Le sovvenzioni degli Enti Pubblici sono adeguate?

Se rispondessi di no sarebbe una risposta scontata, se la risposta
fosse positiva sarei considerato folle. L’organizzazione di un evento
di tali dimensioni, necessita di finanziamenti consistenti ma, in
considerazione alla situazione economica del Paese, e del fatto che
Concordia Vocis non ha fini di lucro, per noi è importante chiudere il
bilancio in pareggio. Tale obiettivo si è sempre raggiunto, perché ad
esso hanno concorso i più importanti Enti Locali: la Presidenza della
Giunta Regionale, gli Assessorati Regionali del Turismo e dello
Spettacolo, i Comuni di Iglesias e di Tortolì, L’Amministrazione
Provinciale di Cagliari, la Fondazione Banco di Sardegna ed alcuni
sponsors. Senza dubbio, per poter accedere ai contributi, è necessario
un intenso lavoro di sensibilizzazione ma con il passare degli anni la
notorietà del Festival ha fatto da garante nei loro confronti. Da
rilevare che, dal mese di marzo de 2009, l’"International Choir
Festival Concordia Vocis" è membro ufficiale del Choral Festival
Network di cui fanno parte altri ventisette organismi internazionali
dei cinque continenti. L’Italia è rappresentata, oltre che dal Festival
“Concordia Vocis”, dal Concorso Internazionale Corale “Guido d’Arezzo”.


Fra tutti i Gruppi Corali che hanno partecipato in questi anni quale è stata la formazione più interessante?

E’ molto difficile stabilire una graduatoria fra partecipanti di
altissimo livello artistico, guidati da eccellenti direttori. Siamo
orgogliosi di aver avuto nel tempo la presenza Filippina con il famoso
The University of the Philippines Madrigal Singers condotto dalla
Prof.ssa Andrea O. Veneracion, cui è stata conferita dal Governo di
Manila l’alta onorificenza di Eroe Nazionale per la Cultura.; quella
del Joyful Compeny of Singers di Londra diretto da Peter Broadbent; per
l’Italia da segnalare la presenza nel ’98 del Collegium Vocale et
Instrumentale Ars Nova Cantandi, condotto dal M° Giovanni Acciai.
A seguire, il Coro Maschile del Patriarcato di Ortodosso di Mosca, del
M° A. Grindenko ed il Kammerchor Stuttgart del M° F. Bernius. Come ho
fatto presente in precedenza, tutti i gruppi partecipanti hanno
lasciato un segno nella memoria degli spettatori, proprio perché
provenienti dai diversi continenti e con culture diversissime. Non
ultimo, il Coro del Centro Universitario Musicale di Cagliari (nella
foto, n.d.r.), diretto dal M° Onofrio Figliola.


E’ difficile reperire giovani per il Canto Corale?

Se ai giovani vengono proposti concerti corali di elevato livello
artistico, si provoca in questi la curiosità e la voglia di cimentarsi
nell’arte del Canto. Capita ogni anno, alla chiusura del Festival;
giovani e meno giovani si mettono in contatto con noi per avere
informazioni circa la possibilità di frequentare dei corsi di canto
finalizzato all’inserimento nel Coro.


Il Conservatorio di Cagliari quale importanza dà a questo Genere vocale?

Come succede in quasi tutti i conservatori di musica italiani, le
classi di canto corale mirano a formare cantanti lirici; in qualche
caso si formano delle classi sperimentali di canto barocco. Manca quasi
del tutto lo studio della polifonia e dei compositori.
La classe di esercitazione corale viene sempre più snobbata dagli
allievi, la cui frequentazione è vista, purtroppo, come una perdita di
tempo.


Quali sono i programmi di Concordia vocis per il futuro?

Senza dubbio proseguire il cammino iniziato nel 1992, con
l’entusiasmo dei primi anni, apportando novità al fine di rendere
sempre fresca e interessante ogni edizione.
Le prossime edizioni saranno dedicate ad una nazione differente, con
l’intento principale di far partecipare i rispettivi cori universitari.


Nel ringraziare il Presidente del Festival Concordia Vocis, Claudio
Serra, la sottoscritta tende a sottolineare, se ancora ce ne fosse
bisogno, l’importanza internazionale che il Festival, indissolubilmente
legato alla Sardegna riscuote ormai in tutto il mondo. Felice poi, in
particolare, l’ultima edizione in ordine di tempo, nel 2009, la XVIII,
in cui il Festival è divenuto maggiorenne sotto ogni aspetto e che,
seguendo le esperienze degli anni passati, ha portato in Sardegna
alcuni dei più prestigiosi complessi corali dell’Europa.


Hanno avuto spazio nell’ambito dello scorso Festival l grande coro
delle Asturie El Leon de Oro, reduce dall’aver ottenuto il Prestigioso
Gran Prix “Città di Arezzo”; l’Ensemble Vocale di Ljubljana, un gruppo
di recente costituzione, ma già vincitore nel 2009 al Concorso
Internazionale di Arezzo, di quattro premi e del Gran Premio Guido
d’Arezzo, con il diritto a partecipare nel 2010 al Gran Premio
d’Europa; il Dufay Ensemble di Friburgo; il Gruppo russo Vocal Ensemble
Anima; il St.Jacob’s Chamber Choir di Stoccolma, diretto dal mitico
Gary Graden…Tutte straordinarie formazioni corali, accanto alle quali
non hanno sfigurato i Gruppi italiani: il gruppo sardo Tenores di Bitti
Remunnu ‘e Locu; il Torino Vocalensemble; il gruppo cagliaritano Echos
Vocal Ensemble; il Coro Gioacchino Rossini di Sassari; lo straordinario
Coro di Iglesias, diretto dal M° Mariano Garau, già direttore in
passato con la Cappella Musicale Allori di Iglesias; il Coro polifonico
del C.U.M. con il Maestro Onofrio Figliola; e l’ Ensemble Vocale
Epigramma ’98.



La XVIII edizione ha portato inoltre una felice novità: alla
maggioranza dei concerti cagliaritani è ritornata a fare da prestigiosa
cornice la Basilica di San Saturno, uno dei monumenti paleocristiani
più importanti della Sardegna: con essa e con la suggestiva scenografia
architettonica della restaurata Basilica di Santa Croce il Festival può
garantire oggi la sede più ideale alle voci che animeranno anche in
futuro tali nutrite edizioni.



Altra novità del 2009 è stata costituita dagli accordi fra l’Università
degli Studi di Cagliari e il Centro Universitario Musicale, finalizzati
all’organizzazione di tre concerti nella "cava romana", situata
all’interno dell’Orto Botanico, annoverato fra i più importanti
laboratori a cielo aperto del mondo dei vegetali.



Da sottolineare poi, in maniera particolare, nell’ottobre 2009 la
partecipazione del Coro Polifonico del Centro Universitario Musicale di
Cagliari, diretto dal M°. Onofrio Figliola, allo Shangai International
Arts Festival, su espresso invito del Vice Presidente del Festival Wei
Zhi. In tutto, le nazioni partecipanti al Festival Cinese sono state 30
di cui 13 nella sezione dedicata alla coralità. Un grande successo per
la formazione corale Sarda e, in attesa dell’edizione 2010, un augurio
dalla sottoscritta (che ha vissuto in passato una formativa esperienza
in una Corale Polifonica, prima di dedicarsi al Canto Lirico), di un
meritato "Ad maiora semper!".


Inserita il 16 – 02 – 10


Fonte: Natalia Di Bartolo

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