Mese: luglio 2010

Teatro Universale al FESTIVAL di VOLTERRA con ALAN RICKMAN e la sua magica voce

A volte la lungimiranza e la caparbietà degli uomini si uniscono a
creare un’alchimia tutta particolare, a far sì che l’Arte rinasca, trovi
nuova linfa, riesca a manifestarsi. E, quanto più si è sofferto per
mettere in atto i propri programmi, tanto più si gioisce, insieme a
tutti coloro che hanno collaborato, in qualsivoglia modo, per la
riuscita di un evento voluto con la forza dell’amore per il “Teatro dei
Grandi”, che trascende le vicende degli uomini e che possiede il
sortilegio di trasportarli nell’Olimpo dell’Arte.


E’ il caso del Festival Internazionale del Teatro di Volterra 2010,
giunto quest’anno alla sua VIII edizione e del suo Direttore Artistico,
l’attore e regista Simone Domenico Migliorini, che l’ha ideato e che
ogni anno, questo compreso, lo ha voluto e realizzato con tutta la forza
che può animare un Artista, un fine dicitore, ma soprattutto un Amante
del Teatro, quello dei Grandi, appunto.


E l’alchimia si crea, gli ingredienti misteriosi si mescolano, le
forze, a volte occulte che generano l’Arte si alleano e scocca la
scintilla: la magica pozione della Qualità, portatrice del meritato
Successo è pronta. E che si fosse ricorsi alla Pytia o alla Sibilla
Cumana, ogni anno avrebbero potuto prevedere la realizzazione piena e
completa del Festival ed il grande successo che l’ha coronato, ma mai
come, a volte, la Dea bendata possa intervenire a favore dei suoi scarsi
devoti, che non la invocano quasi mai…Eppure Ella esiste, agisce, ed è
preda del Fato, checché la Mitologia ne dica: nessuno avrebbe potuto
pensare, all’inizio dell’organizzazione del Festival di quest’anno, che
era è partito da un’onda stanislavskijana, portando dalla Russia il
Maestro Vasil’ev, che un qualsivoglia mezzo magico (qualcuno dirà la
scopa di Harry Potter) potesse portare anche il grande attore
shakespeariano inglese, nonché star Hollywoodiana di grande spicco, Alan
Rickman a Volterra ed al suo Festival.


 


L’attore inglese Alan Rickman in scena a Volterra


 


Ed invece, eccolo qui anch’egli, il grande interprete,  sorridente,
alla mano, disponibile non solo ad assistere con gioia allo svolgersi
del Festival, ma addirittura a parteciparvi con la propria presenza e la
propria leggendaria voce, lui che, in fondo, quando è libero da proprio
lavoro e dal prestigioso incarico di Vice-Presidente della Royal
academy of Arts, abita non lontano da Volterra, in una tenuta sui colli
toscani. Vai a sapere, vai ad immaginare. Incredibile? NO! Predestinato.
Così come siamo certi che, se lo chiedessimo alle mitiche indovine,
vaticinerebbero come il Festival del simpatico, caparbio, forte, quasi
un gladiatore, inarrestabile Migliorini sia certamente destinato a
sempre maggiori successi.


E così, dopo un breve intervento offerto al vasto pubblico all’inizio
del Festival, anche nella serata del 17 luglio 2010, il Teatro Romano di
Volterra si è tinto nuovamente di quell’ atmosfera oscura e fascinosa,
che attrae e non spaventa, tipica del teatro inglese.
Ecco, alle orecchie degli astanti, ad aprire la serata, levarsi
nuovamente ed a lungo aleggiare nell’aria la sensuale ed affascinante
voce di Alan Rickman, divenuto meritatamente Ospite d’ Onore del
Festival, che ha aperto il Récital “Cattivi, Cattivissimi e Bastardi nel
teatro di Shakespeare” di Luigi Lunari, con un monologo tratto da "As
you like it".


Lo spettacolo è poi proseguito con Simone Domenico Migliorini, anche
regista dello spettacolo, e Francesca Signorini, attrice di punta della
Compagnia L’Avventuracolorata, che hanno portato il pubblico tra i
cattivi più cattivi nelle opere di Shakespeare.
A chiudere il tutto nuovamente Mr. Rickman con il Prospero de “La Tempesta”:


"Questi nostri attori erano tutti spiriti
e si sono dissolti nell’aria, nell’aria sottile.
E come l’inconsistente edificio di questa visione
le torri coronate di nuvole,
gli orgogliosi palazzi, i templi solenni
ed il grande globo stesso
come questo spettacolo
si dissolveranno in una nuvoletta di fumo.
Noi siamo fatti della stessa materia dei sogni
e da un sogno è coronata la nostra breve vita”.


Come usciti proprio da un sogno tutto britannico, gli spettatori,
numerosissimi ed ammaliati, hanno coronato la conclusione dello
spettacolo, unico nel suo genere e, forse, irripetibile, con gli
applausi più calorosi che si possano tributare ad una performance
teatrale.


Ma il Festival Internazionale Teatro Romano non si è concluso con il
risveglio da tale mitico sogno: l’indomani, 18 luglio 2010, questa volta
gli spettatori, i passanti, tutti i presenti hanno potuto godere,
passeggiando per la piazza principale della città di Volterra, la
duecentesca Piazza dei Priori, di un ulteriore evento, non meno
coinvolgente e suggestivo. Dopo il tramonto, infatti, (sempre da un’idea
del vulcanico Migliorini, volta a valorizzare ed a sottolineare le
bellezze e la storia della città di Volterra, che è la “sua” città), la
Piazza si è trasformata interamente in un palcoscenico, secondo il
progetto "Poeti tra le torri di Volterra, Dante – D’Annunzio – Dante" :
dalle bifore del Palazzo dei Priori e Palazzo Pretorio si affacciavano
gli attori, con la straordinaria partecipazione di Alan Rickman, e in
piazza era montato un vero e proprio palco. Vivere la città come un
teatro: questo era l’intento; vivere di nuovo il sogno, con la
realizzazione di un’idea che ha premiato ulteriormente la città di
Volterra e la sua bellezza architettonica, essa che offre sempre, a
tutti, il proprio fascino unico in ogni momento non solo dell’anno, ma
addirittura anche del giorno, quando luci ed ombre sembrano proiettare
le glorie e le cadute di un “passato” storico ed artistico che non
“passerà” mai.


 

Francesca Signorini e Simone Domenico Migliorini recitano da una bifora del Palazzo dei Priori


 


Ed ecco, allora, di nuovo volare sulle ali della brezza estiva
volterrana l’incantevole voce di Alan Rickman, che ha recitato in
italiano il sonetto “Tanto gentile e tanto onesta pare” di Dante
Alighieri, seguito subito da un omaggio alla città, “Volterra”, poesia
scritta dal grande Fiorentino. Un lungo brivido di emozione ha scosso i
presenti, accomunandoli nell’Arte di una Letteratura ancora viva e che
spesso è relegata ormai soltanto agli annoiati banchi di scuola. Dante e
le sue parole hanno ripreso vita aleggiando dall’anima di Rickman ai
rapiti ascoltatori, in un ritorno, questa volta, alle nostre personali,
italianissime, e letterariamente nobilissime origini. Giusta e
coraggiosa la scelta, lodevole, sulle labbra di uno straniero, ma degna
del respiro di un grande attore.


La serata è proseguita, così com’era stata progettata fin all’inizio,
anche con alcuni brani tratti da “Forse che sì, Forse che no”, romanzo
scritto da Gabriele D’Annunzio, del quale volume si festeggia questo
anno il centenario della pubblicazione, che ha regalato agli astanti
alcune sublimi descrizioni della cittadina toscana; si sono susseguite
alcune poesie, sempre dannunziane, e, tornando al brivido dell’antico,
alcuni Canti della Divina Commedia.


Gli attori Alan Rickman, Simone Migliorini, Francesca Signorini,
Domenico Belcari, Claudia Giglio, dall’alto delle finestre, hanno
recitato mirabilmente, accompagnati dalle musiche originali di David
Dainelli.
Sul palco, poi, Alan Rickman ha salutato il pubblico con il monologo di
Prospero tratto da “La Tempesta” di Shakespeare ed ha ricevuto il
premio “Ombra della Sera Franco Cristaldi” per il Cinema.


Un vero evento, che ha concluso, con la meraviglia della parola, il
Festival del Teatro 2010, che si è chiuso definitivamente, per
quest’anno, con un’appendice del tutto “originale”: le voci del
Jubilation Gospel Choir diretto da Luca del Tongo, che hanno poi
trascinato gli spettatori in balli scatenati, nella notte.


Anche quest’anno, quindi, il Festival Internazionale Teatro Romano di
Volterra “Il verso, l’afflato, il canto”, che portava come indovinato
sottotitolo "Praesentia antiquitatis", ha regalato forti suggestioni con
ben 18 giornate di eventi con ospiti di grande levatura, ed ha potuto
vantare una variegata offerta culturale che da sempre va a ricercare
artisti lontani tra loro nel tempo e nello spazio, con risultati di
altissimo livello.


Ci si chiede già da adesso cosa l’Organizzazione ed il Fato insieme
riserveranno a Volterra per il 2011. Inutile domandarlo perfino alle
mitiche Indovine…Grande Teatro: questo è indubbio.


AD MAIORA SEMPER !


 

Il Festival


Il Festival Teatro Romano di Volterra ,”Il verso, l’afflato, il canto”,
nasce nel 2003: compie quest’anno otto anni dei quali cinque diretti
dal suo ideatore Simone Domenico Migliorini. Ogni anno riscopre,
proponendo versioni sempre diverse, i grandi classici del Teatro.
Il Sito archeologico teatrale di Volterra è stato riscoperto grazie
allo storico Enrico Fiumi, che si è adoperato per riportare alla luce,
dopo circa 2000 anni di silenzio, l’Antico Teatro Romano. Gli scavi,
avvenuti tra il 1950 e il 1956 grazie al lavoro del signor Fiumi e della
sua squadra di operai, ha dato un obiettivo di lavoro a 12 ricoverati
dell’ospedale psichiatrico della città.
Il Festival è’ patrocinato dalla commissione italiana per l’UNESCO,
dall’ambasciata di Francia e di Grecia che lo ritengono tra i più
importanti eventi promotori della cultura mediterranea e per la
valorizzazione del patrimonio archeologico nazionale, in sinergia con la
rete di teatri antichi “Teatri di Pietra”.
Ogni anno il Festival ha l’onore di ospitare e premiare, in occasione
della cerimonia di consegna del premio “Ombra della Sera”, illustri
esponenti del panorama culturale italiano. La filiforme statuetta di
bronzo etrusca è divenuta il simbolo della città, avendo assunto un
forte valore simbolico in quanto gli etruschi furono il popolo che
traghettò e insegnò l’arte teatrale e performativa ai romani. Tra le
poche parole etrusche che conosciamo, ci restano probabilmente non a
caso Phersu, cioè Persona e quindi Maschera, e Hystrio, cioè Istrione.
Un sentimento ancestrale spinge a vivere questo premio – è il caso di
dirlo, visto il destinatario di quest’anno – come fosse un Oscar per il
Teatro.


Alan Rickman


È nato a Hammersmith, vicino Londra, nel 1946 in una famiglia della
classe operaia. Ha studiato al Chelsea College of Art e ha iniziato a
lavorare come artista grafico. Ha ricevuto un diploma alla Royal Academy
of Dramatic Art, in cui ha studiato dal 1972 al 1974. Da allora, è
stato una presenza costante sui palcoscenici britannici.
Nei film hollywoodiani solitamente ha le parti del "cattivo": ad
esempio il terrorista tedesco Hans Grüber in “Trappola di cristallo” e
lo Sceriffo di Nottingham in “Robin Hood”. Tempo fa è stato chiamato a
dare la voce a Marvin, l’androide paranoico nel film “Guida galattica
per autostoppisti”.
È famoso anche per aver interpretato il Prof. Severus Piton in tutti i film di Harry Potter.
Dopo essersi laureato al RADA, Alan Rickman ha lavorato a lungo nel
vario repertorio britannico e con vari gruppi di teatro sperimentale su
produzioni come "The Seagull" e "Snoo Wilson’s The Grass Widow" al Royal
Court Theatre. È apparso tre volte al Festival Internazionale di
Edimburgo. Nel 1978 si è esibito con la Corte Drama Group dove ha messo
in scena "Romeo e Giulietta" e "A View from the Bridge". In
contemporanea alla Royal Shakespeare Company (RSC), si è cimentato in
altre interpretazioni come in "As you like it", sempre di Shakespeare.
In teatro, recita nelle più prestigiose compagnie inglesi, lavorando in
molte produzioni diverse: con la "Library Theatre Company" di
Manchester fece esperienza di commedie leggere e farse come "Babes in
the wood", "Lock up your daughters" e "There’s a girl in my soup".
Attualmente è Vice Presidente della prestigiosissima Royal Academy of Arts di Londra.
Molto restio a parlare della propria vita privata, è legato dal 1965 all’attivista politica Rima Horton.


Simone Domenico Migliorini


Simone Migliorini è attore e regista teatrale. E’ nato a Volterra il 29
Marzo 1963. Allievo di Giorgio Albertazzi, ha lavorato con artisti di
rilievo tra i quali Ermanno Olmi, Emidio Greco, Edoardo Siravo, Roberto
Herlitzka, Debora Caprioglio, Marisa Fabbri, Andrea Buscemi. Nel 1990 ha
fondato la compagnia L’Avventuracolorata, con la quale ha messo in
scena numerosi spettacoli di successo, tra i quali “La Mandragola” di
Machiavelli, “Caligola” di Camus, “Edipo Re” di Sofocle, “Le Troiane” di
Sarte, “Capitan Ulisse” di Savino e “Novecento” di Baricco. Nel 2003
crea e fonda il Festival Teatro Romano di Volterra, di cui è il
direttore artistico dal 2007.


Francesca Signorini


Attrice. E’ nata il 20 aprile 1975. Allieva di Giorgio Albertazzi, è da
sempre membro di spicco della compagnia l’Avventuracolorata e con
Simone Migliorini forma coppia artistica fissa da dieci anni.


David Dainelli


Compositore. E’ il musicista della Compagnia l’Avventuracolorata e
insegnante alla Accademia di Musica della Città di Volterra. Ha composto
numerose colonne sonore per il teatro, per video-documentari e per la
danza. Dotato di grande sensibilità e talento, riesce a suonare un
numero imprecisato di strumenti che spesso costruisce da sé.


 


 


Inserita il 24 – 07 – 10

Fonte: Natalia Di Bartolo

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TOSCA, ‘POVERA DONNA FINITA’ (I e II)

TOSCA,  POVERA DONNA FINITA   (I)

 

Pare che la frase del titolo, con la debita, corretta attribuzione del nome, cioè “Elvira”, la moglie di Giacomo Puccini, sia stata una delle frasi scritte dal grande Maestro poche ore prima di morire, quando, per la gravissima operazione alla gola non poteva più parlare. Scriveva della donna che aveva amata, poi odiata, poi sempre riamata; di colei, che in fondo lo aveva accompagnato per tutta la sua travagliata e talvolta assai poco fedele vita da marito ed in quella da musicista. Ebbene, chi scrive si permette di cogliere queste poche parole in un altro senso, ma per un’altra “Donna” di Puccini: Floria Tosca.

E’ certo che ella sia stata, come tutte le sue eroine, un grande amore, per il musicista…Ed allora, perché adesso la si vuole far “finire così”, com’ella stessa dice del suo Mario fucilato a tradimento?

“Finire”…Sì, purtroppo: “finire così”, in malo modo, e, per giunta, cosa ancora più grave, porgendola in televisione, in diretta, al grande pubblico e somministrandogli una potenzialmente letale mala grazia, condita d’incompetenza e superficialità, con l’ausilio di una talvolta involontaria verve grottesca che mette a nudo una conoscenza assai alla lontana del capolavoro pucciniano da parte di chi lo metta in scena e lo interpreti, nonché l’insano, assurdo desiderio di trasformare l’Opera in un “Action movie con colonna sonora da Oscar”: parole della Primadonna, che incensa in tal modo un regista definibile quanto meno “bislacco”…ma “moderno”: questo è l’importante! MO-DER-NO.

Nessuno, in questa sede, vuol criticare né la trasmissione dell’Opera in televisione (anzi! Ben venga, quando sia d’alta qualità; e ben venga, come in questo caso, in diretta!), né le soluzioni registiche “moderne”, pur prediligendo le messe in scena “regolamentari”: a volte i registi sono davvero dei “grandi” e non si può far altro che inchinarsi alla loro originalità ed alla loro personalissima “lettura” dell’Opera; lettura cosciente e coscienziosa, che a volte è stata capace di sviscerare dal capolavoro ciò che mai nessuno era riuscito prima a cogliere. Averne, e pure numerosi, di registi così: colti, esperienti, creativi, anche originali, o addirittura “astratti”, ma con un nonsense assolutamente sensato e, qualche volta anche geniale.

La questione in oggetto, dicasi messa in scena di “Tosca”, irradiata recentemente in mondovisione tramite parabola, quindi, non sarebbe certo da criticare se tale genio di turno della regia del palcoscenico più sacro che esista, quello dell’Opera, fosse stato davvero il Vate che si dice; se avesse ascoltato l’Opera magari più di una volta, invece di lambiccarsi il cervello per come inserire elementi registici che nessuno aveva mai adottato prima. Che genio, signori miei, quando fa sfilare in processione nel Te Deum la statua della Madonna Incoronata con tanto di portatori incappucciati come nelle processioni del Venerdi Santo a Caltanissetta, poiché per Vitellio, Floria è come la Madonna (mah!) e la vuole tutta per sé, avvinghiandola in forma di simulacro alla fine del primo atto ed inclinandola a sé con il rischio di farla cadere rovinosamente, mentre un’orda di prelati, fin dall’ingresso in palcoscenico, non sa bene dove andarsi a piazzare in processione e i porporati ridono fra di loro, anziché celebrare solennemente il Te Deum. Oddio! (E’ proprio il caso di dirlo…)

Questo del far vagare apolidi i personaggi principali e secondari sulla scena è una costante, a quanto pare, per il regista in questione: spesso la stessa Tosca non ha idea di dove collocarsi, creando “vuoti scenici” da paura …Che genio, questo regista moderno, quando riempie lo studio di Scarpia a Palazzo Farnese, di prostitute; che genio, quando pretende che Scarpia faccia volare, tenendolo in mano, un pollo arrosto (autentico) nel dire “Tosca è un buon falco”. Viene da ridere, per non piangere.

Ma si potrebbe continuare all’infinito: da Tosca che, ucciso Scarpia, anziché fuggire (lasciamo stare il rito della croce sul petto del morto e delle candele, che pure è previsto nel libretto), si sdraia su un canapé e si sventola col ventaglio dell’Attavanti, in preda, probabilmente, a qualche caldana da menopausa, data l’ormai veneranda età, dopo un’onesta, onorevole carriera, invero. Ma i cantanti amati dai registi geniali di cui sopra non è detto a chiare lettere ovunque e comunque che debbano essere giovani, freschi, alti, magri e belli? Quanto alla voce di costoro, la sottoscritta ritiene che sia considerata decisamente secondaria. Evidentemente, questa volta, si è derogato dall’obbligo.

E intanto Tosca vaga…Invece di nascondersi, vaga financo fra i gendarmi del plotone d’esecuzione, comandato dal secondino (!!!) a cui Cavaradossi ha donato l’anello perché gli consenta di scrivere all’amata le ultime parole d’addio.
Ma questo genio di regista ha letto almeno una volta il libretto dei compianti Giacosa e Illica, che tanto affanno diede all’autore della musica e, di conseguenza, ai suddetti da lui sottoposti alle più crudeli sevizie letterarie anche solo per un accento? Chi scrive se lo chiede veramente e seriamente.

E per concludere con le prodezze di Tosca, il regista fa notare al secondo atto come l’eroina soffra di vertigini: la fa salire sul davanzale di una finestra, dopo averle fatto uccidere Scarpia (col coltello da tavola: questo è da sottolinearsi come esempio di assoluta fedeltà filologica alla trama: lodevole!), ma la poveretta non ha il coraggio di buttarsi giù…ha un capogiro e si precipita indietro. Non male, al limite, per “riempire” registicamente il celebre finale del dopo-assassinio…ma il povero, ignaro spettatore non sa che questa sarà la prima Tosca che non avrà il coraggio di buttarsi dagli spalti di Castel Sant’Angelo, ma, inseguita dagli sgherri, si rifugerà in una garitta, snobbando il finestrone e non facendosi più vedere, presumibilmente uccisa da costoro.

Che dire? SENZA PAROLE. Originale? Io lo definirei “demenziale”: forse, dopo Sardou e Puccini, il Vate pretende il proprio posto nell’Olimpo degli Autori di Tosca, cambiandone scandalosamente il finale e senza alcun motivo plausibile. O il motivo ce l’ha…ed è quello che, ormai, tutto è possibile, perché a tutto viene data una giustificazione creativa. Ma perché ricreare il creato, quando il creato è già perfetto? Presunzione pura? Incoscienza? Salto nel vuoto? Desiderio di “che se ne parli bene o se ne parli male, purché se ne parli”? Chi scrive vuole a tutti i costi escludere l’idiozia, per rispetto a tutti coloro che hanno lavorato alla riuscita del capolavoro inedito “Tosca infilzata dalle baionette nella garitta”. Meglio non aggiungere altro, se non che il personaggio dell’eroina pucciniana non è colto nella propria essenza drammatica che in alcuni rari momenti dell’Opera, e solo grazie all’esperienza della cantante ed all’emozione che, a tratti, riesce a trasmettere.

TOSCA,  POVERA DONNA FINITA   (II)

"E Cavaradossi?", ci si chiederà: bello…bellissimo. Il più bello del Reame…anzi, della Roma Papalina: “Finalmente un Cavaradossi con "le fisique du role” annunciano gli spaesati commentatori televisivi; ed hanno il coraggio di soggiungere “Con grandi capacità sceniche e (soprattutto n.d.r.) con una voce possente e piena, adatta al ruolo pucciniano”.
“Un Cavaradossi perfetto?”…mormora lo spettatore all’inizio dell’Opera, con gli occhi luccicanti di desiderio…”Eppure – soggiunge – non è che Corelli fosse brutto…non è che Carreras non fosse bello e pure bravo…Non è che Domingo fosse malaccio. Però…se questo è davvero “perfetto” non mi resterà che suggere finalmente il nettare dell’autentica immedesimazione ed interpretazione: tremo al solo pensiero”…

Ed ecco che EGLI compare: fisicamente, niente da dire: un bel ragazzo… ma quanto ad espressività nella recitazione, un merluzzo pescato da tre giorni ha l’occhio più vivace ed assorto. E la voce perfetta e possente? Non ha squillo, anche se ha potenza, soprattutto nel registro medio. Nei piano e nei pianissimo non ha ancora deciso se cantare in falsetto o in maschera: tenta entrambe le strade…E va a cozzare in entrambi i casi: il falsetto alla Gigli, mimetizzato per pianissimo sostenuto, è orribile. Probabilmente non gli piace e allora, nella frase seguente, adotta il pianissimo in maschera e la voce gli slitta in gola e gli rimane nell’ugola, facendo fuoriuscire un assolutamente sgradevole suono tra il gorgoglio e l’afonia. Giovane e bello, appunto: ne ha ancora di strada da percorrere, quanto a tecnica…Eppure è già in carriera internazionale conclamata…Ma almeno riesce a “vagare” sul palcoscenico quanto meno possibile…Lode al merito…almeno a questo.

Quanto a Scarpia, costui ha l’aria lasciva del Turco in Italia, ma l’aggressività lubrica e ridicola di Monostatos del divino “Die Zauberflote” mozartiano e si gode in scena pure i glutei sodi delle fanciulle (mentre è in corso la Cantata di Tosca in onore di Melas, presente la Regina Maria Carolina, in un salone non molto distante, visto che se ne sente l’eco e ben chiaro!). Va bene che egli è il “padrone”, da quelle parti”, ma giusto quella sera, in previsione, tra l’altro, di possedere Tosca col ricatto, avrebbe potuto pur astenersi dall’amore mercenario, il sant’uomo: ogni eccesso è difetto!

A parte un’orchestra annoiata e poco preparata, con alla guida un Direttore per il quale i tempi musicali pucciniani sono spesso solo un’opinione, capace di produrre ben poca “pulizia” nel suono, dagli attacchi sfasati e spesso farraginosi, cosa aggiungere? Tutto il resto è silenzio.

Concludendo, gli ingredienti di tale scempio, a parere di chi scrive, sono stati, così, assai semplicemente individuati ed enunciati, senza volutamente nominare i “colpevoli” di una recita tanto mal riuscita, eppure scrivendone, non per sfogare un malumore incontenibile fino alla rabbia, né per metter sù una recensione scorretta per l’anonimato degli interpreti, ma soprattutto per chiarire un concetto che possa dare addirittura scandalo o destare meraviglia o assenso o raccapriccio (verso “chi” è da vedersi: verso chi scriva o verso chi metta in scena un’Opera in tal modo, a scelta del lettore): la sottoscritta intende ripetere un tanto comune e salutare consiglio: GUARDATE LA DIRETTA (e non solo) DELL’OPERA alla TV, MA RICORDATE: “Seguite attentamente le avvertenze: può avere effetti collaterali anche gravi”. Rifiutare in toto di tornare a Teatro e rifugiarsi nelle vecchie registrazioni audio-video potrebbe essere uno di questi…Che non accada mai!

 

I e II – Fine
 

Inserita il 11 – 07 – 10
Fonte: Natalia Di Bartolo
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http://www.teatro.org/rubriche/prosa/tosca_povera_donna_finita_i_24376

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VOLTERRA: dai ‘cattivi’ di Shakespeare al ‘Classico’ della tradizione orale

VOLTERRA: dai  cattivi  di Shakespeare al  Classico  della tradizione orale

Il magnifico Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra prosegue a gonfie vele.

Rose, drappi di velluto rosso, una corona di carta da re-buffone e tante candele hanno fatto da scenografia allo spettacolo "Cattivi, Cattivissimi e Bastardi nel teatro di Shakespeare" l’8 luglio.
Una straordinaria interpretazione, che ha riscosso unanimi consensi, di alcuni brani tratti dalle più famose opere di Shakespeare, messi insieme da Luigi Lunari, per i due attori dell’ Avventuracolorata Simone Domenico Migliorini (anche regista dello spettacolo, nonché Direttore Artistico del Festival) e Francesca Signorini.
Lo spettacolo sarà in replica il 17 Luglio con la partecipazione straordinaria di Alan Rickman.

Venerdì 9 Luglio, sempre al Teatro Romano, la MDA Produzioni ha presentato con grande successo  in prima Nazionale lo spettacolo "Le Erinni…giungeranno".
In questo si è sviluppato il tema del "Classico" attraverso la visione dell’ interprete sulla scena, un vecchio attore, padrone di numerose trame e mille personaggi. Drammaturgia e coreografia a cura di Sebastiano Tringali e Aurelio Gatti (Presidente dell’ Associazione Teatri di Pietra).

E per il Festival, alla via così!

Inserita il 11 – 07 – 10
Fonte: Natalia Di Bartolo
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http://www.teatro.org/rubriche/eventi-toscana/volterra_dai_cattivi_di_shakespeare_al_classico_della_tradizione_orale_24387

 

VOLTERRA: DANZA e PROSA – ‘PREMIO VOLTERRA DANZA’ a LETIZIA GIULIANI

VOLTERRA: DANZA e PROSA    PREMIO VOLTERRA DANZA  a LETIZIA GIULIANI

Suggestivo spettacolo di danza ieri sera, 3 luglio 2010, al Teatro Romano di Volterra. Gli allievi di Alberto Canestro, con le prestigiose scuole di danza di Firenze e Prato ospiti dell’ evento, hanno illuminato il palco del Teatro regalando al pubblico uno spettacolo indimenticabile.

Una raggiante Letizia Giuliani (nella foto), prima ballerina del Maggio Musicale Fiorentino, ha ritirato il premio Volterra Danza 2010.Una serata senza precedenti che per il terzo anno ha riconfermato la collaborazione tra il Festival e la scuola di danza di Volterra.

Questa sera torna la Prosa con una prima nazionale di eccezione. Marco Zannoni presenta Casa…Dei il racconto dal Chaos alla Guerra di Troia.

Lo Spettacolo è dedicato alla storia del Mito, alle sue origini e ai suoi innumerevoli protagonisti. Il Mito come motore inerziale nella mente degli uomini.Un formidabile racconto tramandato oralmente che rinasce ogni volta che altre voci lo narrano.

 

Inserita il 04 – 07 – 10
Fonte: Natalia Di Bartolo
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Il grande attore inglese Alan Rickman al Festival del Teatro Romano di Volterra

Il grande attore inglese Alan Rickman al Festival del Teatro Romano di Volterra

Per la prima volta nella storia culturale della città etrusca, un attore internazionale del calibro di Alan Rickman parteciperà in veste ufficiale a una Manifestazione. La scelta è ricaduta sul Festival Internazionale del Teatro Romano, che ospiterà il grande attore inglese, attualmente Vice Presidente della Royal Academy of Dramatic Art in Gran Bretagna.

Simone Domenico Migliorini, Direttore artistico del Festival, che avrà ospite il grande attore è lietissimo che il celebre Stregatto di Alice in Wonderland, il prof. Piton di Harry Potter, il memorabile sceriffo di Notthingam in Robin Hood con Kevin Conster, o il perfido barbiere di Fleet Street in Sweeney Todd, ma anche grande attore shakespeariano di teatro abbia scelto di partecipare attivamente allo svolgimento del Festival.

Rickman reciterà il 17 luglio a Volterra in "Cattivi, Cattivissimi e Bastardi nel teatro di Shakespeare" un recital scritto e composto dal grande drammaturgo italiano Luigi Lunari e per la regia e l’interpretazione italiana dello stesso Migliorini, affiancato da Francesca Signorini e da Davi Dainelli per le musiche originali dal vivo; e parteciperà inoltre alla serata conclusiva del prestigioso Festival volterrano il 18 luglio in piazza dei priori: declamerà dalla torre duecentesca del più antico palazzo comunale della Toscana. A seguire riceverà il Premio "Franco Cristaldi" Ombra della Sera per il Cinema.

Inserita il 30 – 06 – 10
Fonte: Natalia Di Bartolo
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ALDO GIUFFRE’: ricordo di un grande ‘teatrante’

ALDO GIUFFRE : ricordo di un grande  teatrante

Era un grande attore di teatro, di quelli che nel teatro sembrano esserci nati. Possedeva una maschera mobile, ammiccante, un sorriso accattivante e coinvolgente, una bella voce profonda e ben modulata, una figura robusta e di bella presenza…Ma aveva quel “quid” che non si può definire a parole: era un GRANDE INTERPRETE.

ALDO GIUFFRE’ (nella foto nei panni del Capitano nel film "Il buono, il brutto, il cattivo", di Sergio Leone), napoletano, nato il 10 aprile 1924, ci ha lasciati il 27 giugno 2010, a Roma, per la complicazione seguita ad un’operazione per una peritonite, dopo una lunga vita tutta vissuta nell’Arte del Recitare. Un falso “guitto”, un mentito “buffone”, divertente, a volte irresistibile, ma di una profondità da mattatore ed una naturalezza disarmante, lontana dalla compita compostezza un po’ da “bello” del fratello Carlo, suo eterno compagno di scena e, in fondo, anche rivale in bravura, ma quasi mai vincente.

A fianco di Carlo, aveva lavorato nella parte “centrale della sua carriera, fin dal 1972, per quindici anni: era nata la compagnia dei due Giuffré che aveva collezionato una lunga serie di stagioni di successi, molti dei quali provenienti dal grande repertorio classico napoletano. In 15 anni misero insieme, tra l’ altro, “Francesca da Rimini”, “Pascariello surdato congedato” di Antonio Petito, “A che servono questi quattrini” di Curcio, “La Fortuna con l’ effe maiuscola di De Filippo e Curcio” e molti altri lavori teatrali. Dopo essersi divisi nel 1987, tornarono a calcare le scene insieme nel 1994, in un’occasione storica come la riapertura del Teatro Verdi di Salerno per recitare “La fortuna con l’effe maiuscola”.

Aldo non aveva voluto smettere di recitare neanche quando aveva subito, negli anni Ottanta del secolo scorso, un grave intervento alle corde vocali, che lo aveva lasciato privo degli armonici della voce. Eppure, aveva continuato a calcare le scene e chi scrive lo ricorda, col cuore ancora dolorante nell’ascoltarlo in quello stato e ricordando la sua bella voce, ma affascinata dalla forza della sua recitazione, nella quale si serviva anche di quel grave handycap per rendere più pregnanti le proprie interpretazioni.

Un grande fra i grandi, che aveva cominciato giovanissimo a Napoli al Teatro dei Salesiani del Vomero, dove aveva svolto un’inevitabile, ma produttiva gavetta, fino a debuttare nel 1942 ed affiancare poi il grande Totò nella prima di “Napoli milionaria”: correva l’anno di grazia 1947.

Da allora, Aldo aveva fatto del Teatro la propria vita, ma impegnando la propria non comune intelligenza e duttilità, in età matura, anche nello scrivere, dando alle stampe ben tre romanzi, di cui l’ultimo “I Coviello” aveva quasi coronato il suo addio alle scene, subito dopo aver compiuto ottanta anni. E, se fosse vissuto ancora, avrebbe certamente continuato a scrivere di teatro, perché sempre di teatro si tratta, anche nel suo ultimo libro: la storia di una famiglia di guitti, che egli stesso aveva conosciuto, e della loro Compagnia nel ginepraio dell’avanspettacolo nel periodo del secondo dopoguerra.

E l’aveva vissuto, Lui, quel secondo dopoguerra e, prima, la guerra stessa…Probabilmente odiandola, ma, avendola “assorbita, come portandola nelle ossa, ricostruendola emotivamente in prima persona: avendo esordito anche come annunciatore radiofonico, non ancora ventenne, dai microfoni di Via Asiago era stato proprio lui ad annunciare, il 25 aprile 1945, la fine di quel disastro bellico di portata epocale che era stata la seconda guerra mondiale; ed era stato forse per questo che era poi riuscito a dare, in questo caso al cinema, il meglio di sé nella figura del popolano trucidato nella sommossa nello storico “Le quattro giornate di Napoli” di Nanni Loy e nella figura del Capitano alcolista e consapevolmente predestinato alla morte ne “Il buono, il brutto, il cattivo” di Sergio Leone.

Ma il cinema non gli era desueto, rispetto al teatro: aveva debuttato ventiquattrenne in “Assunta Spina” di Mario Mattioli, ruolo drammatico, sempre al fianco di Eduardo e con l’indimenticabile Anna Magnani. Aveva poi lavorato alle commedie dialettali napoletane, spesso con Totò, ed a quelle cosiddette “all’italiana” degli anni ’60 e primi ’70 del secolo scorso, senza mai scadere nel becero, ma lavorando con registi che di questo genere hanno creato un mito: Steno, Monicelli, Lizzani, Francesco Rosi e Vittorio De Sica, che lo volle a fianco di Sophia Loren e Marcello Mastroianni in “Ieri, Oggi e Domani”, film che venne premiato con l’Oscar. Non si negò nemmeno alla fiction televisiva (La figlia del capitano) e sul piccolo schermo raggiunse la popolarità anche come conduttore di varietà come “Senza rete” nel 1973.

Recitare, dunque, come per tutti i grandi attori, era la sua vita; ed il suo recitare così emotivo e profondamente sentito gli aveva consentito di dedicarsi anche ad opere teatrali che non rientrassero solo nella commedia, ma sfociassero nel dramma, come in lavori di Harold Pinter e di Pirandello; o nel “Classico”, che può ormai definirsi “Comoedia”, dell’immortale Moliére, tracciando sempre il carattere dei personaggi con la sua inconfondibile ed apparentemente semplice recitazione.

Di lui ci resta il ricordo del sorriso, l’eco della risata, la finta “furbizia” del napoletano, ma l’aura che lo ha sempre circondato è stata quella del divo senza divismo, dell’attore che vuol essere “teatrante”, ma che, perfino suo malgrado, è attore ed è grande…e non può farci nulla.
E “teatrante” si sentiva, Aldo Giuffré, o, forse, voleva sentirsi; ed amava dare di sé anche per iscritto tale definizione: – "I teatranti… Io sono uno di loro. Questo è certo. Quei difetti sono i miei difetti, quelle ingenuità sono le mie ingenuità, quelle fatiche hanno visto anche il mio sudore, quelle delusioni hanno visto anche le mie amarezze. Sono riuscito solo a star lontano da certe umane miserie: dalle invidie e dai complessi d’inferiorità. Per il resto sono e rimango un teatrante". –

“Teatrante”, sì, ma grande ed indimenticabile. Ci mancherà.

Inserita il 01 – 07 – 10
Fonte: Natalia Di Bartolo
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VOLTERRA: al via il FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL TEATRO ROMANO 2010

VOLTERRA: al via  il FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL TEATRO ROMANO 2010

Con il sottotitolo "La contemporaneità del passato: PRAESENTIA ANTIQUITATIS", si apre anche quest’anno l’inimitabile Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra.

Giunto alla sua VIII edizione, il Festival, Direttore Artistico l’attore e regista Simone Domenico Migliorini, si articola in una variegata sequenza che non smentisce il passato del Festival e che ne conferma l’attualità e l’importanza nel panorama delle Stagioni teatrali Estive.

Questo il programma, ricco e composito con uno spiccato gusto per la classicità della Tragedia:

 

VENERDÌ 2 LUGLIO

TEATRO ROMANO – 21:45

►►*EDIPO RE* – PRIMA NAZIONALE

*da Sofocle e Pasolini*

di Ulderico Pesce con la collaborazione di Maria Letizia Gorga

collaborazione artistica ANATOLIJ VASIL’EV

con MARIA LETIZIA GORGA, Maximilian Nisi, Ulderico Pesce

partecipa: ANATOLIJ VASIL’EV

SABATO 3 LUGLIO

TEATRO ROMANO – 21:45

►►*DANZA SOTTO LE STELLE*

direzione Alberto Canestro

Premio Volterra Danza

Esclusiva regionale

 

DOMENICA 4 LUGLIO

TEATRO ROMANO – 21:45

►►*CASA..DEI*

Il racconto dal Chaos alla Guerra di Troia

di Marco Zannoni

Teatro della Raffa

regia e musiche originali di Stefano Marcucci

con Luca Biagini e Marco Zannoni

LUNEDÌ 5 LUGLIO

►►LEGIMUS ET LOQUIMUR

CAFFÈ STORICO LETTERARIO SULLA TERRAZZA DEL TEATRO ROMANO – 21:45

Ingresso libero

Volterra nelle epigrafi dagli etruschi al medioevo – presentazione del video vincitore Primo Premio Nazionale Policultura “1001 e una storia”, indetto dal Politecnico di Milano in collaborazione con MIUR.

Parteciperanno i ragazzi della 1° Liceo Classico IIS Carducci di Volterra, prof. Nara Pistoleri, prof. Luigi Fantacci, dir.scolastico. arch. Aldo Ribattezzato

MARTEDÌ 6 LUGLIO

►►LEGIMUS ET LOQUIMUR

CAFFÈ STORICO LETTERARIO SULLA TERRAZZA DEL TEATRO ROMANO – 21:45

Ingresso libero

Presentazione del volume Memorie di una cagna di Francesca Petrizzo, edito da Frassinelli.

Interverrà l’autrice.

MERCOLEDÌ 7 LUGLIO

TEATRO ROMANO – 21:45

►►*LE BACCANTI*

di Euripide – libera elaborazione scenica

Compagnia danza moderna MISTRAL

coreografia Deanna Losi

drammaturgia Roberto Guicciardini

elementi video Andrea Montagnani

luci Lucilla Baroni

su musiche di Bartok, Biber, Piazzolla, Shumann, Fauré, Shostakovich, Tetraktis.

GIOVEDÌ 8 LUGLIO

TEATRO ROMANO – 21:45

►►CATTIVI, CATTIVISSIMI E BASTARDI NEL TEATRO DI SHAKESPEARE

PRIMA NAZIONALE

di Luigi Lunari

Nuova compagnia di prosa di Trieste

Compagnia l’Avventuracolorata

Festival Internazionale Teatro Romano

regia Simone Migliorini

con Simone Migliorini, Francesca Signorini

musiche originali eseguite dal vivo di David Dainelli

VENERDÌ 9 LUGLIO

TEATRO ROMANO – 21:45

MDA PRODUZIONI

►►*LE ERINNI giungeranno* – PRIMA NAZIONALE

da Eschilo e Sofocle

drammaturgia A. Gatti — S. Tringali

messinscena e coreografia Aurelio Gatti

con Sebastiano Tringali

SABATO 10 LUGLIO

SALONE DA BALLO DI PALAZZO VITI – 16:30

►►Cerimonia premiazione consegna Ombra della Sera

Franca Valeri premio Tommaso-Fedra- Inghirami Ombra della Sera alla carriera

Pino Strabioli premio Giulio Piccini “Jarro” Ombra della Sera al giornalismo e critica teatrale

Ugo Chiti premio Giovan Cosimo Villifranchi Ombra della Sera alla drammaturgia e sceneggiatura

Leo Gullotta

Massimo Monaci premio In Scena Ombra della Sera al miglior spettacolo dell’anno “Il piacere dell’Onestà”

Ubaldo Pantani premio Franco Porretti Ombra della Sera al volterrano che si è distinto nelle arti, scienze e professioni

DOMENICA 11 LUGLIO

TEATRO ROMANO – 21:45

►►*L’ALTRO ANFITRIONE* – PRIMA NAZIONALE

da Plauto

regia Paolo Graziosi

riduzione e traduzione di Rino Marino

scene SergioTramonti – costumi Sandra Cardini

con Gigio Morra, Elisabetta Arosio, Rino Marino e Paolo Graziosi

LUNEDÌ 12 LUGLIO

►►LEGIMUS ET LOQUIMUR

Caffè storico letterario sulla terrazza del Teatro Romano – 21:45

Ingresso libero

presentazione del volume “Volterra Romana” di Alessandro Furiesi, Pacini Editore.

Interverrà l’autore.

MARTEDÌ 13 LUGLIO

TEATRO ROMANO – 21:45

►►*ALCESTI MON AMOUR* – PRIMA NAZIONALE

da Euripide

MERCOLEDÌ 14 LUGLIO

►►LEGIMUS ET LOQUIMUR

Caffè storico letterario sulla terrazza del Teatro Romano – 21:45

Ingresso libero

La famiglia Cecina dalla prima Repubblica al tardo Impero

Incontro con il prof. Renato Bacci.

GIOVEDì 15 LUGLIO

TEATRO ROMANO – 21:45

►►*IL SOGNO DI IPAZIA*

di Massimo Vincenti

regia Carlo Emilio Lerici

con Francesca Bianco

voce fuori campo di Stefano Molinari

musiche di Francesco Verdinelli

VENERDÌ 16 LUGLIO

FOYER DEL TEATRO PERSIO FLACCO – ore 16,00

Ingresso libero

►►Convegno D’Annunzio: 100 anni del Forse che si Forse che no

con Anna Maria Andreoli, Paolo Ferrini, Alessia Dei, Rodolfo Signorini

Patrocinio Vittoriale degli italiani.

►► Durante il convegno: Lo Schifamondo, recital a cura e con Fabrizio Parrini.

 

SABATO 17 LUGLIO

TEATRO ROMANO – 21:45

►►CATTIVI, CATTIVISSIMI E BASTARDI NEL TEATRO DI SHAKESPEARE

REPLICA

di Luigi Lunari

Nuova compagnia di prosa di Trieste

Compagnia l’Avventuracolorata

Festival Internazionale Teatro Romano

regia Simone Migliorini

con Simone Migliorini, Francesca Signorini

musiche originali eseguite dal vivo di David Dainelli

DOMENICA 18 LUGLIO

PIAZZA DEI PRIORI – 21:45

Ingresso libero

Festival Internazionale Teatro Romano Volterra

L’Avventuracolorata

FESTA – FESTIVAL

►►POETI TRA LE TORRI DI VOLTERRA

da Dante a D’Annunzio

un’idea di Simone Migliorini

a cura di Alma Daddario

con Simone Migliorini, Francesca Signorini e Domenico Belcari

musiche: David Dainelli

►►JUBILATION GOSPEL CHOIR

diretto da Luca Del Tongo

 

DA NON PERDERE.

Inserita il 23 – 06 – 10
Fonte: Natalia Di Bartolo
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