Mese: novembre 2010

La “profonda leggerezza” di FELIX MENDELSSOHN

Fra storia ed analisi musicale, i capolavori di un genio romantico troppo precocemente scomparso.

Felix Mendelssohn

Felix Mendelssohn nacque ad Amburgo nel 1809 e morì a Lipsia nel 1847.
Troppo presto, si potrebbe dire. Ma, del resto, pensiamo ad altri autori immensi del nostro Patrimonio Musicale: Chopin, Schubert, Bellini: tutti geniali e tutti precocemente scomparsi, come in una tragica costante.

Il piccolo Felix, a soli tre anni, seguìto dalla madre, iniziò ad avere contatti con la musica ed apprese assai presto sia la Composizione che la Direzione d’orchestra, perferzionandosi poi a Parigi e Berlino. Due citta, due opposti. Ma nulla accade a caso nella vita dei Grandi. Quale tedesco di nascita e formazione, amò e studiò Bach, proponendone, anche come Direttore d’Orchestra, a soli vent’anni, “La Passione secondo Matteo” e rivalutandone figura ed opere; ma, nello stesso tempo, non potè non risentire del brio e della gioia di vivere della temperie musicale di una città come Parigi. Ogni uomo è figlio non solo del suo tempo, ma anche delle sue frequentazioni. Il suo carattere era sorridente ed appassionato e tutto si rispecchia nelle sue composizioni.

Destino (mai caso!) volle anche che il giovane Felix si recasse in Scozia: lì, fra le scogliere scoscese a strapiombo sul gelido mare, la brughiera selvaggia, i castelli popolati di eroici fantasmi e l’atmosfera fortemente romantica della cultura del momento, egli diede fiato a tutta la sua passionalità, riversandola nella Sinfonia “Scozzese”.

La “Sinfonia”, complessa composizione per orchestra, proprio con Mendelssohn (insieme a Schubert e Schumann), assunse le sembianze definitive di una composizione in tre-quattro tempi: un allegro in forma di sonata, un secondo movimento lento, uno scherzo (sostitutivo del minuetto) e un movimento finale veloce.

La parte strumentale della “Scozzese”, come quella di tutte le cinque Sinfonie di Mendelssohn, fu da lui trattata entro tali canoni, nonché con generosità, ampliando ed arricchendo l’organico strumentale e generando, quindi, sovrabbondanza di sonorità, timbri, coloriti, atmosfere.

La “Scozzese” è davvero figlia di Scozia. Ma dove il musicista eccelse nel ricreare il fascino della selvaggia natura d’oltre-manica fu ne “Le Ebridi” e, soprattutto, ne “Le grotte di Fingal“, composizioni sinfoniche brevi ed intense, che coinvolgono l’ascoltatore, trascinandolo fra le spume e le verdi alghe del mare di Scozia, in braccio a misteriose, romantiche figure dell’immaginario e della mitologia celtica.

L’attività del giovane musicista ferveva intanto come non mai ed era frenetica. Si recò in Italia ed ecco la “Sinfonia Italiana”, svelta, lieve, ricca di echi folklorici, ma deliziosamente travolgente. Perfetta la struttura, ma sbrigliata la fantasia e felicissima la mano melodica.

Tornato in Germania, nel 1835 fu nominato direttore del Gewandhaus, un’istituzione concertistica di Lipsia, che divenne in breve il più importante centro musicale europeo. Scriveva a ritmi forsennati: l’austera “Sinfonia della Riforma”, ispirata a Martin Lutero; il Concerto per violino e orchestra, inimitabile nel suo appassionato afflato romantico; celebri brani per pianoforte, fra cui le “Romanze senza parole” e le “Variations serieuses”; meno noti, i quartetti e la musica sacra, con l’Oratorio “Elia”.

Ma la vita dell’uomo è costellata anche di grandi dolori: nel 1847 morì l’amatissima sorella Fanny: Felix ebbe un collasso e la salute lo abbandonò. Con la sorella morì una delle sue parti più belle: quella della “profonda leggerezza”. In sua memoria egli scrisse il “Sesto quartetto”, ombroso e cupo; poche settimane dopo, un’emorragia celebrale lo uccise.

La musica di Mendelssohn è caratterizzata, quindi, da una grande chiarezza formale e da una straordinaria, inimitabile semplicità melodica, mediando egli abilmente il limpido classicismo di natura germanica con gli slanci impetuosi di una sensibilità appassionata per natura; appassionata sì, ma sognante; lieve, come d’equilibrista che cammini sul filo: proprio tale la capacità di mettere in perfetto equilibrio parti di diversa natura e creare una musica di non “difficile” ascolto, ma di eccelsa qualità artistica, rende Felix Mendelssohn, nonostante la brevità della sua vita, uno dei più grandi compositori di tutti i tempi.

Natalia Di Bartolo

 

http://www.teatro.org/rubriche/prosa/la_profonda_leggerezza_di_felix_mendelssohn_26468

 

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INTRODUZIONE alla vita ed alle Opere di FRANCESCO DI BARTOLO

Il tempo della Memoria

di Natalia Di Bartolo

Il Tribuno Gaetano Di Bartolo e la pronipote Natalia, Giardino V. Bellini, Viale degli Uomini Illustri, Catania (Scultura di Epifanio Licata, 1884)

Tornando indietro nel Tempo della Memoria, riaffiora l’immagine di una “sontuosa villa”, dall’imponente doppia scalinata d’ingresso, dal giardino “splendente di fiori olezzanti” (S. Giuliano: “Un re dell’acquaforte e del bulino, Francesco Di Bartolo”, Catania, 1914), ornato dai busti degli antenati illustri, che sorgeva nel quartiere di Cibali, a Catania. Essa ha quasi il potere di richiamare dal passato la figura di colui che, avendovi abitato, ce la fa ricordare: Francesco Di Bartolo, incisore e pittore. Bastano queste due modeste parole per definire l’uomo e caratterizzare il personaggio.

Amerei ricordarlo e riproporlo com’era, con l’aspetto austero e nello stesso tempo amabile che gli conosciamo per via dei molti ritratti che di lui ci restano. Ma, al di là delle sue sembianze, così ben fissate sulla tela dal pennello del Boschetto o dell’Abate, ciò che m’interessa sottolineare è la coerenza della sua lunga vita, tutta dedicata all’Arte, il suo amore più grande.

Una briciola di questo amore sembra sia giunta a me, pronipote di suo fratello Giacomo, quasi facesse parte del patrimonio genetico della famiglia, ed in me si è concretizzata, come fu per lui, in passione per il disegno, l’incisione e la pittura, nelle quali anch’io mi cimento.

Questo lavoro di ricostruzione della vita di Francesco Di Bartolo e di catalogazione, revisione e commento delle molte sue Opere, non solo d’incisione, ma anche di disegno e di pittura, mai compiuto prima, è basato innanzitutto sulle ricerche da me messe in atto a Napoli, nell’Archivio Storico dell’Accademia di Belle Arti e nella Biblioteca Nazionale; a Roma, nell’Archivio Storico della Calcografia Nazionale, nell’Archivio Centrale dello Stato e nella Biblioteca Nazionale, a Milano, nella Civica Raccolta di Stampre “Bertarelli”, a Parigi negli Archivi del Museo del Louvre ed a Catania, soprattutto nella Biblioteca Civica ed Ursino Recupero. Ma esso è stato sostenuto e completato da incisioni e documenti inediti in mio possesso (tra cui due taccuini del Di Bartolo, uno di appunti e schizzi e l’altro di soli appunti) e dai ricordi di Famiglia.

Tra i pochissimi depositari dei ricordi diretti prezioso mi è stato l’aiuto di mia zia Anna Di Bartolo Di Stefano Velona, sorella di mio padre, figlioccia dell’incisore, purtroppo scomparsa nel 2004; di aiuto per il mio lavoro sono stati i ricordi indiretti, raccolti nel 1943 da Giuseppina Freni, per la sua Tesi di Laurea (nella Facoltà di Magistero dell’Università di Messina). Costei potè compiere un abbozzo di catalogazione delle opere del Di Bartolo, visionandole nella villa di Cibali, ed attingere ai ricordi della Famiglia direttamente dai miei nonni.

Allora, gli oggetti ed i quadri di Francesco Di Bartolo erano tutti al proprio posto, prima che un furto, nel 1959, poco prima della demolizione dell’edificio, ne privasse quasi interamente la Famiglia. La perdita, non solo materiale, ma anche affettiva fu immensa.

E se io, pur avendo vissuto in quella casa il primo anno della mia vita, non posso avere memoria della sequenza dei grandi salotti, zeppi di quadri, nè posso rammentare i documenti e le molte Onorificenze dello zio, conservate nella grande stanza-cassaforte insieme agli oggetti più preziosi, mi è gradito ricordare quei luoghi. Li ho considerati come il punto di partenza di una storia ad essi legata non con i labili nodi del tempo, ma con quelli indissolubili dell’affetto. E perché, d’ora in poi, anche i primi risultino più saldi, nel rispetto dell’esatto svolgimento cronologico e del giusto valore delle Opere, io ho compiuto il mio lavoro di ricerca, riordino e stesura, che ho dedicato alla memoria di mio padre Giacomo, con amore di figlia ed orgoglio di Di Bartolo.

Natalia Di Bartolo

http://www.facebook.com/pages/Francesco-Di-Bartolo-1826-1913-Incisore-e-Pittore/172855756076377#!/notes/francesco-di-bartolo-1826-1913-incisore-e-pittore/introduzione-di-natalia-di-bartolo-il-tempo-della-memoria/174283515923089

FRANCESCO DI BARTOLO (1826-1913), Incisore e Pittore, sul web

FINALMENTE il mio Antenato FRANCESCO DI BARTOLO, (1826-1913), uno dei Grandi dell’Ottocento italiano, approda sul web in maniera, speriamo, stabile, intanto con una pagina su Facebook. E’ mia intenzione, comunque, aprire un sito web per Lui e le sue Opere, così come avevo fatto su MSN, che però ci ha costretti a “migrare”, chiudendo prima le Com e poi addirittura i blogs.
Francesco Di Bartolo (1826-1913), Incisore e Pittore
Adesso la pagina del “celebre incisore dimenticato” è on line, ma, poiché il breve spazio di una pagina Facebook non può adeguatamente contenere tutto il materiale da me raccolto per la mia Tesi, composta da sei volumi, due di testo e quattro di schede d’archivio e fotografie delle Opere, sia incisorie che pittoriche, penso di realizzare per lui un apposito sito web.
Tutto ciò nel mio tentativo, spero riuscito, di fare finalmente chiarezza su tanti “si dice” e “si racconta”.
Dalla mia Laurea, SI SA, ma si finge di non sapere, attribuendosi questo e/o quello la facoltà di raccontare, fregiandosi delle proprie presunte “ricerche”, imprecisioni e dicerie infondate come fossero oro colato; adesso SI SAPRA’, attraverso la vera documentazione, anche sul web.
Francesco Di Bartolo forever !!!
Natalia Di Bartolo

 

http://www.facebook.com/pages/Francesco-Di-Bartolo-1826-1913-Incisore-e-Pittore/172855756076377

Fuori programma nella visita del Governatore Lions Scamporrino: la Mostra “IncontrArti”

Si è conclusa domenica scorsa 20 novembre 2010, al Villa Sikania Park Hotel di Siculiana (AG), la Visita del Governatore del Distretto 108 Yb Sicilia; la tappa all’Hotel è stata una graditissima appendice fuori protocollo, che ha portato il Governatore Dr. Giuseppe Scamporrino (al centro nella foto) e la sua illustre Comitiva alla sede sociale del Club Agrigento Chiaramonte.

Ciò è avvenuto per espresso desiderio del Governatore stesso, seguito da un nutrito Staff, che ha voluto fare tappa nel noto Hotel per visitare la Mostra collettiva “IncontrArti” di quadri e sculture donati al Lions da diversi e qualificati artisti siciliani e di oltre stretto ed inaugurata all’apertura dell’Anno Sociale del Club Agrigento Chiaramonte. Essa è volta a finanziare, tramite la vendita all’Asta delle Opere, delle borse di studio per giovani musicisti, nell’originale iniziativa delle Arti che “s’incontrano”. Grande soddisfazione, quindi, da parte del Presidente del Club arch. Giuseppe Vella, il quale, unitamente al Socio Fondatore del Club Pino Giglio proprietario dell’Hotel, ha accolto, oltre al Governatore, il 1° Vice Governatore Sebastiano Di Pietro, il Presidente della Consulta dei Past Governatori Salvo Giacona, Il Segretario Distrettuale Francesco Freni, il Tesoriere Distrettuale Antonino Allia ed il Cerimoniere Distrettuale  Antonino Giannotta (tutti ritratti nella foto).

Non poteva concludersi con un migliore auspicio l’iniziativa fortemente voluta dal Presidente Vella che è riuscito a coinvolgere in tale importante azione di solidarietà ber 34 affermati artisti. Le Arti Visive e la generosità di chi le pratica daranno quindi modo di stimolare ed inviduare, come sopra accennato, giovani Talenti della Musica. Questi  si misureranno, nei prossimi mesi, davanti ad una qualificata Commissione per aggiudicarsi quel premio in denaro che potrà garantire loro l’avvio verso una carriera che altrimenti sarebbe magari rimasta sopita ed inattuata.

La gradevole mattinata ha seguito la Visita Amministrativa del Governatore ai Clubs; ieri è toccato, oltre che al Club Agrigento Chiaramonte presieduto dal Vella, anche ai Clubs di Agrigento Valle del Platani, presieduto da Giovanni Pedalino e Zolfare presieduto da Angelo Collura e proseguirà negli altri Clubs siciliani.

Natalia Di Bartolo

 

Rassegna Stampa:

http://www.grandangolo-online.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8249%3Alions-chiaramonte-visita-governatore&catid=35%3Aagrigento-e-provincia&Itemid=53

http://www.canicattiweb.com/2010/11/22/fuori-programma-nella-visita-del-governatore-lions-scamporrino-la-mostra-incontrarti/

http://www.laltraagrigento.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1531%3Afuori-programma-nella-visita-del-governatore-lions-scamporrino-la-mostra-qincontrartiq&catid=44%3Asocieta&Itemid=43

http://nonsololions.wordpress.com/i-clubs-del-distretto/agrigento-chiaramonte/

http://www.facebook.com/nataliadibartolo#!/photo.php?fbid=1522511021251&set=o.27922222491

http://www.facebook.com/nataliadibartolo#!/photo.php?fbid=1522792268282&set=o.27922222491

http://www.facebook.com/profile.php?id=100001548834952

Le più belle foto della Mostra “IncontrArti” del Club Lions Agrigento Chiaramonte

Ecco il link verso un esclusivo album di foto, tratte dal profilo Facebook del Presidente del Club, Arch. Giuseppe Vella: chiunque abbia un profilo Facebook potrà visualizzarlo effettuando il proprio accesso:

http://www.facebook.com/nataliadibartolo#!/album.php?aid=2073588&id=1188841638&fbid=1494739566982

Molte delle Opere donate e momenti della Cerimonia di Apertura dell’Anno Sociale 2010-2011.

Il quadro di Natalia Di Bartolo donato al Club Lions Agrigento Chiaramonte

Ecco il mio quadro, che ho voluto donare, come hanno fatto con i propri gli altri trentatre artisti, al Lions Club Agrigento Chiaramonte:

Natalia Di Bartolo: "Paesaggio Etneo", Collage polimaterico su tela, cm. 70x50, 2009

Sarò lietissima che la mia Opera, prossimamente venduta all’asta insieme alle altre, contribuisca alla formazione di borse di studio per giovano Talenti della Musica: questo è il “motivo conduttore” di tutto l’Anno Sociale del Club, Presidente l’Arch. Giuseppe Vella, insieme a numerose altre occasioni di beneficenza, il cui ricavato verrà convogliato sempre nel  budget per le suddette Borse di studio.

L’auspicio è che tutto si realizzi come è desiderio del Presidente, mio e di tutti i Soci di buona volontà del nostro Club: l’Attività, così congegnata, è assolutamente innovativa, qui nell’agrigentino, e contribuirà al cosiddetto “Progetto Giovani”, che rientra immancabilmente e perfettamente nei programmi primari del Lions Club International, accompagnato da quel  “We serve” che è il motto ufficiale dell’Associazione Internazionale.

Natalia Di Bartolo

Con MOÏSE ET PHARAON di ROSSINI diretto dal M°. MUTI Roma Capitale dell’Opera

Martedì 30 novembre, in anteprima per beneficenza, andrà in scena al Teatro dell’Opera di Roma l’Opera “Moise et Pharaon ou le passage de la Mer Rouge” di Gioacchino Rossini, nell’edizione francese del capolavoro, in prima esecuzione assoluta nella Capitale, con la prestigiosa direzione del M°. Riccardo Muti.
Il Maestro aprirà ufficialmente, il 2 dicembre la nuova stagione 2010/2011 del Teatro dell’Opera di Roma con la direzione dell’Opera Rossiniana.

Il nuovo allestimento porta la firma di Pier’Alli per la regia, le scene e i costumi; coreografo d’eccezione, al suo debutto all’Opera di Roma, Shen Wei, prestigioso nome del mondo della danza internazionale; il Coro è guidato dal maestro Roberto Gabbiani; le luci sono di Guido Levi. Sulla scena un cast di assoluto prestigio con Ildar Abdrazakov (Moïse), Nicola Alaimo (Pharaon), Eric Cutler (Aménophis), Juan Francisco Gatell (Eliézer), Riccardo Zanellato (Osiride), Saverio Fiore (Aufide), Sonia Ganassi (Sinaïde), Marina Rebeka (Anaï), Barbara Di Castri (Marie).

Un particolare rilievo assumerà la suddetta serata del 30 novembre, ore 19, che vedrà un’ANTEPRIMA DI GALA del Moïse et Pharaon di Rossini. Sarà una serata di beneficenza in favore di Agenda Sant’Egidio, un’associazione senza scopo di lucro, fondata nel luglio 2009 a Roma, da Maite Bulgari, che ha come finalità il sostegno di tutte le attività contro la povertà e per l’assistenza promosse dalla Comunità di Sant’Egidio.

Moïse et Pharaon sarà replicata domenica 5 dicembre (ore 16.30), martedì 7 dicembre (ore 19), giovedì 9 dicembre (ore 19), sabato 11 dicembre (ore 18), domenica 12 dicembre (ore 16.30). La messa in scena è proposta con sovratitoli in italiano.

Moïse et Pharaon debuttò al Théȃtre de L’Académie Royal de Musique di Parigi nel 1827, rielaborazione sul modello del grand-operà francese della precedente versione napoletana Mosè in Egitto (prima rappresentazione, Teatro San Carlo 5 marzo 1818). Nel 1827 la prima esecuzione del Mosè dal Moїse avvenne proprio a Roma, in forma di concerto (in una traduzione di cui non si conosce l’autore) all’Accademia Filarmonica. L’ Opera, nella traduzione italiana di Calisto Bassi, giunse a Teatro Costanzi il 23 aprile 1918.

Da non perdere.

Natalia Di Bartolo

http://www.teatro.org/rubriche/eventi-lazio/con_mose_et_pharaon_di_rossini_diretto_dal_m_muti_roma_capitale_dell_opera_26304