ESCLUSIVA: TEATRO d’ARTE oggi: ‘AMORE e RIVOLUZIONE’

ESCLUSIVA: TEATRO d ARTE oggi:  AMORE e RIVOLUZIONE

[Nella foto, da sin.: Alan Rickman, Francesca Signorini, Simone Domenico Migliorini]

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL TEATRO ROMANO DI VOLTERRA 2011 “Nona e caparbia edizione”: scrive il Direttore Artistico Simone Domenico Migliorini:

“Vorrei scrivere chissà quante pagine, per raccontarvi come questa nona edizione del Festival Internazionale del teatro romano di Volterra, sia stata sofferta.
Vorrei scrivervi chissà quante pagine dei nostri progetti, di come questo Festival potrebbe realmente rappresentare un punto di aggregazione e di forza per il rilancio economico, occupazionale e di immagine della città di Volterra. In mezzo a tutte quelle pagine vi avrei raccontato delle opportunità che in questi anni il Festival ha regalato alla città: incontri fondamentali che sono state scintille di arricchimento culturale, storico, artistico e che potrebbero diventare dei veri e propri fuochi ardenti, solo ce ne fosse la reale volontà. Ma si rischia di disperdere parole al vento e magari essere accusati di autoincensarsi.
Vorrei raccontarvi le difficoltà del farci accettare per la nostra “diversità”, di tutti gli ostacoli che ci sono stati e ci sono continuamente posti davanti da chi dovrebbe, invece, sostenerci ed aiutarci proprio per il nostro essere “diversi”.
Abbiamo subìto una vera e propria aggressione, anche sul piano personale. Attacchi deliranti, che evidenziano debolezza e paura oltre che ignoranza e cattiveria repressa e sono privi di proposte e vuoti di progetti tesi a un convivere utile e civile.
Vi racconterei anche il tormento che più volte ci ha fatto pensare di smettere. Ma ha prevalso l’amore, l’amore incondizionato e gratuito; hanno prevalso il senso di responsabilità, l’incoraggiamento di artisti, intellettuali ed amici; hanno prevalso il bisogno, la necessità biologica del fare.
Abbiamo stretto i denti,cercato collaborazioni. Il progetto si proponeva di promuovere gli artisti volterrani. “Ingenia Volaterrana” si sarebbe chiamato, una sorta di”filiera corta” dell’Arte, a valorizzare una specificità che è rappresentata non solo dal cibo, dal vino, dal paesaggio e dai monumenti, ma anche dall’anima del luogo, che si esterna attraverso gli artisti che hanno attinto alle suggestioni ed alle responsabilità di vivere a Volterra. Dopo numerosi approcci iniziali entusiati dei singoli, ha prevalso la paura del gruppo; la paura di compiere scelte sbagliate, aderendo a un’opportunità piuttosto che a un altra; hanno prevalso ancora una volta lo stare alla finestra, la divisione tra guelfi e ghibellini che sembra condannare questa città, per l’eternità; la “non lotta” che porta forse vantaggi politici ed economici ai singoli, ma danneggia la collettività.
Questa, amici, non è Arte! L’Arte è rivoluzione, è lotta è cambiamento! Non è sufficiente sostenere per strada, a voce bassa, che le cose così non vanno! E’ proprio dell”Arte, ivece, impugnare i forconi e l’ardore della poesia, dell’ amore, dell’ estetica, delle idee, che sono le sue armi di sempre.
Vorrei raccontarvi di come si riesca a realizzare un Festival articolato com’è il nostro con pochi denari: quindicimila euro circa, al momento in cui sto scrivendo.Ma il tutto si riassume in due parole: amore e rivoluzione!
Questo è e vuole essere il Festival internazionale del Teatro romano: “amore e rivoluzione”:
Non è il mio Festival, è il Festival di Tutti, è il Festival della Città, è il Festival di tutte quelle Persone che con me hanno condiviso questa immane fatica. Io ne sono solo un ispiratore, ideatore, un entusiasta sostenitore, sono il “front office”di un gruppo al quale si deve tutto. E l’amicizia vera non ha bisogno di ringraziamenti, basta solo guardarsi negli occhi; l’amicizia vera si percepisce al momento di un brindisi o alla rottura di una voce. Non ringrazio e non ho mai ringraziato gli amici, sarebbe come prendere una distanza, isolare due responsabilità, ergermi ad un ruolo superiore al loro. Io non li ringrazio, preferisco abbracciarli ed essere abbraciato.
Il nostro Festival esiste, “è” ed ha un Progetto. Non è un evento: non credo negli eventi. Gli eventi, a mio parere, dovrebbero essere relegati a una sfera d’investimento privato e non pubblico. Fare Cultura non rappresenta una gara a chi ha più pubblico! Sarebbe errato parametrizzare l’investimento pubblico alle inutili folle partecipanti a un “evento”: l’evento” è alla portata di tutti coloro che hanno denari da investire o, meglio, da spendere.La qualità culturale, il progetto culturale è un qualcosa che si radica nella società civile, magari in silenzio, senza grandi clamori, ma è una pianta che cresce lentamente e che è destinata a sopravvivere. L’evento, invece, o diventa trainante e accelleratore del progetto e del processo, o si rivela vuoto, insignificante e inutile, finalizzato a un lucro, indipendentemente dalla sua qualità, dalla sua motivazione e per questo relegato ad investimenti privati.
La Cultura, matrice del “Progetto” e non dell’evento”, invece, è l’anima di un luogo, è l’essenza più profonda, è l’etnia che si manifesta e si perpetua, è quella che restituisce il senso dell’esistenza “di” e “ad” una città come questa; che le dona il senso del viverci, il senso della visita, che stimola il desiderio di compenetrazione nel luogo.
La Cultura, come quella che cerchiamo di proporre al Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra, vogliamo che sia quella che metta in condizione il turista di accarezzare e conoscere la città e non di stuprarla, il cittadino di esserne accarezzato ed innamorarsene e non di essere aggredito e sopportato.E’ quella, ripeto, che motiva l’esistenza stessa di una città come Volterra e che la tiene in vita, non artificialmente con continui contributi che danno solo ossigeno senza guarire, ma che stimola i suoi organi vitali, il suo subconscio. Una cura indispensabile, alternativa, che sono sicuro contribuirà alla guarigione di questa città, agendo direttamente e in modo non solo terapeutico sul suo cuore e sul suo cervello.”

Come non riflettere amaramente e con ammirazione su tutto questo?

Inserita il 06 – 07 – 11
Natalia Di Bartolo
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