NORMA di Vincenzo Bellini…

 
…una delle Opere più "difficili" mai scritte. Difficile da ascoltare, difficile da capire, difficile da apprezzare per intero…Insomma: un’Opera apparentemente ascoltabile, ma misteriosamente inascoltabile…In realtà un mix imponderabile di mistero compositivo di spessore assolutamente non misurabile dall’umano metro. L’autore…???…Apparentemente solo giovane, solo bello, solo bravo, solo fragile…In realtà un Mago…forse addirittura uno Stregone.
Misteriose, imponderabili strutture compositive sottendono una musica che fluisce naturalmente, scorrevole, forte, solo in apparenza…in realtà profonda, imperscrutabile, indecifrabile…Come una magia celtica, appunto…Anche se di celtico, in effetti, apparentemente si mostra ben poco…Non "Neoclassica", non "Pre-Romantica", non codificabile, insomma. Solo da ascoltare con la reverenza ed il timore che si applicano ad un rito.
Chi era in realtà Bellini…???…Molti credono di saperlo…ma, in effetti, nessuno lo sa. Un poliedrico, mimetico essere che con il paranormale aveva certo molto a che vedere. Non ci si meravigli…La comprensibilità delle sue Opere è spesso apparente…La beatitudine che si prova per casta Diva non è applicabile a molte altre parti di Norma o di altre sue Opere, anche se non si rilevano apparentemente discrepanze ispirative e compositive. Cosa ascoltiamo, allora…???…Senza saperlo, credo, di tutto. Una sorta d’incantesimo carezzevole, eppure, spesso, violento e rissoso…un carattere, quello di Bellini, un substrato culturale, un’intellettualità spiccata ed "esclusiva"  che non si dispiegavano certo nella realtà di tutti i giorni, ma nelle misteriose alchimie musicali che si rilevano, per esempio, anche in alcune sue brevi, strane composizioni.
Esiste un suo "Canone", tardo quanto a realizzazione, per esempio, che nelle quattro voci dispiega e svela abissi profondi e di una modernità sconvolgente…quasi parlato, espressivo come una litania, ossessivo e angosciante…Non appartiene al suo tempo: semplicemente è "senza tempo". Come Norma. Essa è senza tempo, senza ubicazione; universale e criptica nello stesso momento.
Ma guardiamo anche dal punto di vista dell’interprete e prendiamo, ad esempio, ovviamente, "Casta Diva"…
<< Oh, sì, certo…Casta Diva…difficile…???…Ma, inutile dirlo: cosa c’è di "facile" nel Canto…???>> commenta l’incosciente Soprano che vuol fare il passo più lungo della gamba…<< Però, via…abbordabile…sì…in fondo non è che ci siano particolari virtuosismi da affontare…non ci sono neppure tante agilità…ma dai!…i coloriti, con un po’ di tecnica…che vuoi che siano…???>>…Ed ecco che la presuntuosa si affaccia sull’abisso e rischia di cadervi ad ogni respiro. Le parole fuorviano dalla melodia e la melodia dalle parole. Se intona la melodia, le parole la fanno "calare" di tono…se pronuncia le parole sul filo del fiato, perde la cognizione della melodia. I fiati, ovviamente indispensabili e da prendere nei punti giusti, ormai codificati, sono micidiali armi a doppio taglio: il Soprano perde la cognizione del "cantare sul fiato" e, come nulla, cala…cala…cala…Spaventoso…!!!…
Se non ci si passa, non si può capire…Ad ogni esecuzione si è certi di aver trovato "la chiave" per risolvere tutti i problemi…Si attacca e se ne presentano di nuovi, insospettabili, irrisolvibili…Si ripete ossessivamente a se stessi: << L’aggancio…!!!…Aggancia il primo fiato alla maschera e tienilo fermo lassù, quanto più in alto possibile…!!!…>> Facile a dirsi, ma non a farsi…!!!…L’Orchestra non ti aiuta per niente…anzi: l’accompagnamento è una delle cose che rendono pressoché ineseguibile il brano alla perfezione. L’accompagnamento, semplice in apparenza, inganna crudelmente e ti trascina giù…Devi tenerti, apparentemente, mezzo tono più in alto dell’orchestra: crederai di "salire", ma riascoltandoti ti accorgerai di aver solo sfiorato quel giusto "tono" che ti sfugge come un’anguilla e che non afferri se non dopo anni ed anni di studio specifico su quel micidiale brano paradisiaco.
Onore al merito a quelle poche elette che abbiano saputo e sappiano cantare Casta Diva…Non esiste nulla di più difficile: credo che nessuno abbia scritto il Paradiso a patto che prima di giungervi si passi dall’Inferno…
Bellini…???…Un Mostro…
 
 
 
N.D.B    

Gioia pura…

 
…riascoltando Aida…!!!…
E’ gioia pura scoprirvi ancora qualcosa di nuovo, una sfumatura, una frase musicale, un accento che erano sfuggiti prima a mille e mille ascolti…
Dopo il clamore effimero di questi giorni che l’ha riportata alla ribalta, al di là di qualsiasi messa in scena, qualsivoglia direttore, chiunque siano gli interpreti, qualunque sia l’orchestra…al di là di tutto sta ben salda la QUALITA’ SUPREMA della Musica Operistica Italiana…
E che non si parli di altra musica presumibilmente più piena e fluente di questa, nè di stili, né di nazionalità alcuna: inutile, vano e, forse, dannoso, in fondo, è giudicare il GENIO MUSICALE, di qualunque provenienza ed epoca…Il Genio è Genio e basta: è UNICO e tale era Giuseppe Verdi.
Mille volte fortunati noi, che ancora possiamo ascoltare e vedere ciò che, a via di lacrime e sangue, prezzo imprescindibile dell’eternità dell’Arte, egli, italiano come noi, ci ha lasciato in preziosa, inestimabile, imperitura eredità.

Un saluto

Salve…!!!…
Alcuni mi conoscono…altri meno…altri ancora non mi hanno mai vista…
Piacere d’incontrarvi qui, tutti, allora…!!!… 
Spero che il sistema del live space sia utile a me per coordinare i vari siti che gestisco e quelli con cui mantengo contatti…ed a voi che leggete, per conoscermi meglio ed apprezzare, come spero, le mie attività artistiche ed, in particolare quella di Soprano.
 
Grazie a tutti per l’attenzione…
 
Natalia Di Bartolo